Zerocalcare uno di noi!

 In Approfondimento, Letteratura

Zerocalcare “è fatto grande” e noi con lui

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Qui a FuoriPosto Michele Rech, in arte Zerocalcare, potrebbe essere cittadino onorario, talmente è fuori posto nel panorama editoriale. Anzi, potremmo farlo sindaco. Ma la verità è che Zero ci piace anche per questo, perché è fuori posto nella vita, è uno di noi. Esce la seconda antologia del suo Blog, dopo “Ogni maledetto lunedì su due”. A prenderlo in mano è come una catena di flashback ormai, quanta strada abbiamo fatto da quando faceva locandine fotocopiate per i centri sociali e concerti punk! Zerocalcare “è fatto grande” e noi con lui, perché non ci ha lasciati indietro. Non siamo stati solo un pubblico pagante, siamo compagni di sventura, pur se nel successo.

Lo abbiamo visto da Fazio, lo abbiamo visto su Internazionale due volte, passato da una striscia formato Peanuts ad un diario a fumetti da dieci pagine del suo viaggio a Kobane (e scusate se è poco). Il pischello di Rebibbia ha nuotato anche nelle acque del Premio Strega quest’anno, da vero coatto qual è, con la goffaggine di un pesce nella Coca-Cola. Forse, dovrei chiedergli, era più a suo agio in Siria.

Allora a prendere in mano questo ultimo volume, c’è come una certa “paterna soddisfazione”. Non so spiegare bene, è come vedere un amico che ce l’ha fatta. Nato su internet grazie all’aiuto di Makkox, l’allievo ha forse superato il maestro e già questo dimostra quello che può internet oggi, se ha per le mani un vero talento. Zerocalcare poi piace anche a chi non piacciono i fumetti, è un dato di fatto questo ed ha costruito il suo pubblico partendo da zero (pessimo gioco di parole), senza una casa editrice, senza un produttore, usando solo gli strumenti della modernità. Lui, che ha problemi anche con le pile del telecomando. Lo abbiamo condiviso su Facebook ogni volta che un suo fumetto sembrava parlare di noi. Ci piace soprattutto quando si rende conto che la vita è più grande di lui, che i cambiamenti hanno sempre una fase iniziale di shock perché è quello su cui sbattiamo anche noi. Più di tutti fra questi dobbiamo citare il matrimonio dell’amico cinghiale, che tutti vedevamo come il Barney Stinson della situazione, solo meno principesco.

“Il mio incubo peggiore è che qualcuno si debba vergognare di avermi voluto bene.”

Il mio Zerocalcare preferito è quello del blog, piuttosto che quello delle lunghe storie, allora cosa c’è di meglio che un’antologia? “L’elenco telefonico degli accolli” raccoglie le vignette del secondo periodo diciamo, unite da una storia inedita che traccia un filo conduttore. Bello, molto bello.

Si sarà capito che ho un debole ormai, e pensare che non ho ancora detto la cosa che più mi piace di lui! Mi piace che non dimentica mai di dire grazie, ecco. Questa è una qualità rara in chi vende un numero di copie come il suo, testimonia il fatto che non abbia dimenticato di quando era solo un tizio con la matita in mano, che parlava con un armadillo immaginario per non parlare da solo e prendeva botte dai nazisti. Di questa cosa riparleremo fra qualche giorno, sempre qui su FuoriPosto, ma Natale si avvicina e se il vostro amico patito non ce l’ha ancora voi avete trovato l’idea per il regalo perfetto.

L’ultimo libro di Zerocalcare lo potete acquistare su Amazon

 

Nanni Schiavo

Nanni Schiavo

Sono nato a Salerno e da allora ho (quasi) sempre vissuto a Potenza. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero scrivo, imbratto carte. Ho pubblicato un primo libro e in questo periodo sto cercando di finire il secondo. Quando me lo posso permettere un viaggiatore, l’ultima volta che una ragazza mi ha lasciato ho deciso che in cinque anni avrei finito il giro dell’Europa. Disprezzo i trolley.
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