Zerocalcare e la vita da stand – INTERVISTA VIDEO

 In Interviste, Interviste, Letteratura

di Alessandra Farro

Un armadillo per alter ego, una serie svariata di coscienze animali e umane, del succo di frutta, un plumcake, storie reali di disagio quotidiano, reminiscenze punk e crudo realismo intrecciato a prode ironia.
Un nome, anzi due: Michele Rech alias Zerocalcare.
A mio modo l’ho già presentato mesi or sono, eppure non esiste presentazione migliore di quel che lui stessa compone: “Zc, giovane e promettente talento capitolino, infrocia violentemente con il mondo del lavoro salariato. Preso atto dell’incompatibilità anche a breve termine (figuriamoci a lungo) con questa dimensione, il Nostro si prodiga nella ricerca di loschi sotterfugi per svoltare da vivere. Tempo più sbagliato del ventunesimo secolo è difficile immaginarlo, non ci sono più diligenze da rapinare, lo spaccio come forma di autoreddito cozza troppo con la rigida morale straight edge – chi non sa cosa sia non ha da temere, ché nell’intervista glielo chiediamo n.d.r. –, e il “punk” sta su Emtivì. Da qui, l’idea di disegnare per campare. Aspettando la rapina del secolo”.

tratto da "Perché non possiamo dirci trentenni" Zerocalcare.it

tratto da “Perché non possiamo dirci trentenni” Zerocalcare.it

Detto ciò, potete solo immaginare la mia gioia nell’aver avuto l’opportunità di intervistare il suddetto artista. La sua fama lo precede e di gran lunga, eppure io qualcosa ve la racconto lo stesso. Il prodigo Zerocalcare dopo la pubblicazione di quattro libri sospende le comunicazioni, sia cartacee che virtuali, per impegnare anima e corpo al suo prossimo lavoro a matita. Ne anticipa l’importanza che per lui assume questa storia e si scusa, ripetutamente, con gli assidui frequentatori del suo blog per non infondere il consueto brio ogni lunedì su due con le sue mirabolanti (dis)avventure. Ma ci promette e ci prospetta un futuro ricco di succulente novità e mentre la suspense aumenta, noi sappiamo fin da adesso (o almeno io so fin da adesso) che d’aspettare ne vale la pena.
Ma le produzioni non s’arrestano qui. Nel modo che gli è più congeniale, con una storiella sul suo blog, Zerocalcare preannuncia anche l’uscita di un film tratto dal suo libro La Profezia dell’Armadillo (che non a caso è anche il primo pubblicato) per la regia – a sorpresa – di Valerio Mastandrea. Esprimendo anche il suo stupore, la sua felicità e la sua fervida necessità di mantenere i piedi per terra nonostante il successo, fa comprendere, a chi ancora avesse qualche remora, perché sia tanto amato dalla sua generazione e da quelle seguenti (pure da quelle precedenti, in realtà).

A quei pochi reietti che ancora non han letto il suo ultimo fumetto, Dodici, consiglio di farlo al più presto, svela le abilità camaleontiche del nostro prediletto. Difatti, il protagonista della storia non è lui, bensì il suo migliore amico (e mio amore non ricambiato) Secco. Zerocalcare, invece, resta vivo e attivo soltanto in senso metaforico – il vero Zero è moribondo per tutte e novantacinque le pagine –, respirando attraverso le mura e le strade del suo quartiere, Rebibbia. E se vi domandate perché abbia scelto gli zombie piuttosto che i vampiri, sappiate che per lui “i vampiri sono i tronisti del fantasy” (io gliel’ho chiesto, ero curiosa).

tratto da "Il rosicometro" Zerocalcare.it

tratto da “Il rosicometro” Zerocalcare.it

Sembrerebbe, quindi, che non ci sia altro da fare che aspettare. Nel frattempo, però, FuoriPosto viene in soccorso agli affezionati con questa breve intervista direttamente dal Comicon e vi ricorda l’incredibile tenacia del fumettista più punk degli anni Ottanta. Zerocalcare, infatti, durante la fiera resta tumulato allo stand della BAO Publishing (la sua casa editrice) per un giorno e tre quarti, senza mai staccar gli occhi dalla sua postazione, senza mai smettere di dedicare attenzioni agli innumerevoli fan, che attendono per i suoi “disegnetti”. E pure quando arriviamo noi, con la nostra telecamera da avvitare sul cavalletto e il registratore che scopro rotto poco prima di cominciare, il prode Zerocalcare con un largo sorriso e la sua timidezza oltre ogni confine, c’aspetta lì, solerte, davanti allo stand (non s’è mosso manco per farne una di intervista, giuro) e ci riserva la stessa affabilità che a due amici d’annata.

LE DOMANDE

  1. Partiamo dalle origini. Prima di fare questo blog, ne avevi un altro in cui le storie erano simili, c’era anche l’armadillo, ma i disegni erano più “umani”, perché hai cambiato tratto?
  2. Il tuo simbolo è l’armadillo. Con questo cambio dal pre-boom al post-boom ci sarà un’evoluzione, una trasformazione anche del tuo simbolo?
  3. Che significa essere straight edge? Influisce sul tuo lavoro?
  4. I tuoi ultimi due lavori sono più leggeri rispetto ai precedenti, questo perché ti stai impegnando in una storia importante per te?
  5. Perché gli zombie e non, ad esempio, i vampiri?
  6. Che significa essere nerd in una parola?

 

LE INTERVISTE

Musica

Fumetti

Altro nell’iperspazio

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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