Westworld 2: Le “gioie violente” non hanno fine.

 In Serie Tv

L’inizio di una storia è imprevedibile. E così i sequel. A giudicare dall’eccellente esordio della seconda stagione della serie Tv targata HBO, Westworld, creata dai coniugi Lisa Joy e Jonathan Nolan (si, il fratello dell’acclamato regista Christopher Nolan), la prima stagione può essere definita semplicemente come un’introduzione alle infinite possibilità a cui questo show può mirare. La seconda stagione, ricca di azione, sconfigge il modello fantascientifico dell’uso delle donne come strumento narrativo per motivare gli anti-eroi maschili, mettendo nelle loro mani il controllo della storia. La prima stagione di Westworld, che ha debuttato nel 2016, è stata un grande successo di critica e pubblico, affermandosi come degno successore di un’altra serie prodotta dalla HBO, Game of Thrones. Il pubblico ha amato la prima stagione di questa serie; in modo particolare per il suo aspetto cinematografico e per le sue incredibili performance, soprattutto quelle di Jeffrey Wright (Bernard), Evan Rachel Wood (Dolores) e Thandie Newton (Maeve).
Nella seconda stagione, la serie espande gli orizzonti, dedicandosi al reale scopo della Delos, la compagnia che finanzia il parco di Westworld, e alla messa in scena dei ricordi di Bernard. Avere un pubblico precedentemente abituato a questo mondo, ha permesso agli scrittori di minimizzare l’importanza della violenza, del sesso e delle varie cover pop arrangiate al pianoforte, che facevano da colonna sonora agli episodi della prima stagione. Nonostante questo, ritroveremo ancora quella violenza brutale che aveva caratterizzato la stagione precedente; i primi episodi sono infatti abbastanza sanguinari e violenti.
Dopo il Risveglio (ovvero la presa di coscienza degli hosts), gli esseri umani ancora presenti nel parco, così come i loro potenziali soccorritori, vengono massacrati, e col passare del tempo, i loro cadaveri  vengono lasciati a marcire nel caldo sole del deserto, quasi come se gli hosts volessero pareggiare i conti. È chiaro, quindi, che per l’umanità il parco di divertimenti si è trasformato in un paesaggio di violenza implacabile. Ma ciò che rende i primi episodi ipnotizzanti non sono di certo queste brutali uccisioni, la storia si focalizza particolarmente sugli hosts, sulla libertà acquisita e sulle decisioni future che prenderanno riguardo le loro “nuove” vite. Una cosa chiara sin dall’inizio è che gli hosts non sono necessariamente uniti nella battaglia, nel loro nuovo status di non umani; la più feroce tra loro è Dolores la figlia del pastore, che è diventata un leader militare, avente come unico scopo la conquista non solo di Westworld ma anche del mondo “Oltre la valle”.

Invece, il personaggio di Maeve si impone sullo schermo per la sua personale ricerca della figlia e la sua storyline rimane quella più avvincente del parco. Lo stesso quella di Bernard, che in questa stagione riesce a schierarsi sia dalla parte degli umani che l’hanno, in un certo senso, ”adottato”, sia dalla parte degli hosts, a cui appartiene, cercando l’ultimo livello di gioco del parco creato dal defunto Robert Ford, con la stessa intensità di William, l’uomo in nero (Ed Harris). Per giunta, il personaggio del giovane William (interpretato da Jimmi Simpson) è presente in diverse storyline su numerose linee temporali e ci aiuterà a capire, non solo gli interessi iniziali della Delos nei confronti del parco, ma anche i piani futuri della compagnia. Westworld questa volta non vuole tergiversare; appena vengono posti dei quesiti non tarda ad arrivare una risposta chiara, al contrario di come invece accadeva nella prima stagione, dove abbandonavano le domande senza risposta.

La seconda stagione, quindi, presenta una trama più introspettiva: se in precedenza Westworld ci aveva mostrato le azioni disamorate degli esseri umani in piena libertà nel parco, quando nessuno li osserva e li giudica (ma a quanto pare, non è così), in questa stagione vedremo le gravi conseguenze delle loro azioni e la controparte vendicativa degli hosts. La linea temporale più importante finora è quella posta da una delle prime domande di Bernard, ovvero, “Is this now?”. Un infortunio alla testa gli ha provocato un dislocamento temporale, in cui sono coinvolti gli stessi spettatori, che non riescono a percepire in che linea temporale si trovi Bernard, “adesso”. Westworld sta giocando di nuovo con le linee temporali, per confondere lo spettatore e creare il solito effetto sorpresa, dato che il pubblico ormai sa benissimo che in questa serie le storie dei personaggi e le linee temporali presentate sullo schermo sono tutte collegate da un elemento chiave, fondamentale per svelare quella che è la trama della serie stessa.
La posta in gioco è parecchio alta: Bernard è il solo che può scoprire il livello finale del gioco creato da Ford, ma allo stesso tempo ha perso (momentaneamente?) la memoria. Il paesaggio pian piano si espande, sfociando in un altro parco, Shogun World, incentrato sul mondo giapponese, che rappresenterà in questa stagione il cuore dello show, sovvertendo le trame degli hosts principali e permettendo così una considerazione più profonda sulle loro azioni e sulle conseguenze delle stesse.

Questa serie risulta brillante per la sua sceneggiatura. Non fissando una linea definitiva tra umani e robot, fa percepire erroneamente allo spettatore il senso di giustizia e il confine tra buoni e cattivi. Dopo il caos provocato dal Risveglio, le alleanze tra gli hosts e gli esseri umani iniziano a formarsi in modo del tutto naturale. Inoltre, nasce lentamente anche una vera intimità tra i diversi hosts che si trovano nel parco; un’intimità che non appartiene al loro codice, che fa sì che finalmente si sviluppi un nuovo livello di consapevolezza, che gli permette di provare sentimenti veri come amore e amicizia. Insomma, le gioie violente sono appena cominciateBuona la prima, meglio la seconda…direi.

 

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shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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