Se avevamo dei dubbi (e non ne avevamo) sulla bravura di Marco e Giulio Rincione nel rappresentare solitudini, angosce e inquietudini dei protagonisti delle loro opere, la loro ultima fatica letteraria Vite di carta li spazza via tutti.

Secondo volume della collana TIMED, progetto Shockdom creato da Lucio Staiano, direttore della casa editrice, che punta alla realizzazione di un universo supereroistico basato sul conflitto tra gli Stati Diffusi e i TIMED, persone dalle capacità inusuali ma destinate a morire dopo averli utilizzati per un determinato periodo. Delle due collane che ne fanno parte, una che seguirà gli aspetti principali della trama e una che analizzerà le vicende periferiche, Vite di Carta costituisce senza dubbio il prodotto più importante.

Seguiamo le vicende di Carl, un uomo qualunque che un giorno scopre di essere un Timed. Il suo superpotere è anche una condanna. Carl, infatti è in grado di vedere e assorbire i pensieri altrui per dare vita a esseri di carta. Incapace di gestire un potere che lo porta sulla strada della pazzia, decide di abbandonare non solo la moglie Molly, ma l’intera società e rifugiarsi in totale solitudine, in mezzo ai Monti Wicklow, nella Contea di Dublino.

Come sempre accade con le opere dei fratelli Rincione, anche in Vite di carta il punto di forza è l’empatia che il lettore prova nei confronti di Carl; così come il nostro protagonista ha il potere di leggere i pensieri, i ricordi e le paure degli altri esseri umani, noi leggiamo i suoi, in una sorta di parallelismo empatico che tocca temi diversi: dal tema dell’abbandono, alle difficoltà dei rapporti di coppia, fino alla paura della malattia.

Il superpotere non è un mezzo per fare del bene ma una condanna. Il potere diventa così una metafora della malattia, intesa come solitudine, disperazione, follia. Uno sguardo sull’esistenza umana che gioca sul labile confine tra reale e immaginario. I personaggi che Carl crea sono dei burattini incompiuti che cercano, come noi, la perfezione per completarsi definitivamente.

La narrazione solida, essenziale, diretta di Marco si legano alla perfezione con le tavole di Giulio. Tavole evocative che, attraverso l’utilizzo di colori scuri e freddi, accompagnano il lettore in una piena immedesimazione emotiva. L’alternanza di stile tra le pagine che raccontano il passato di Carl, grigie e asimmetriche, e quelle che narrano il presente, più dettagliate e  malinconiche, è il mezzo con cui Giulio Rincione crea immagini d’impatto, che colpiscono per potenza espressiva e intensità.

Pur essendone usciti solo tre, Vite di carta è (finora) il miglior volume della collana TIMED perchè, a differenza degli altri, possiede una tale forza narrativa che ci permette di considerarlo un volume a sé stante. I fratelli Rincione affrontano con eleganza e sensibilità il rapporto tra il supereroe e il suo potere, sotto diverse chiavi di lettura, senza abbandonare la vena intimista che caratterizza da sempre i loro lavori.

 

Valutazione dell'autore

Luca Illiano

Luca Illiano

Nato a Napoli nel 1987. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 29 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Sogno di scrivere e pubblicare un libro, ma aspetto l’idea giusta. Perché l’idea giusta arriva, vero?