L’Uruguay in sette giorni, tre cose da non perdere

 In Viaggi

Prima ancora di arrivare in Uruguay avevo la sensazione di approdare in un luogo tranquillo. Non conoscevo molto di questo Paese, nè avevo avuto amici che ci erano stati, dunque non potevo far altro che lasciare spazio al’immaginazione. Proprio l’immaginazione mi sussurrava pace e serenità, ed il fatto di non avere concetti o pre concetti a riguardo è stata solo una marcia in più. Effettivamente prima della colonizzazione Europea, di questo posto non si hanno notizie, l’unica popolazione che pare abitasse questo pezzo di terra, era una tribù nomade, i Charrùas. Bando alla storia, dall’Argentina in Uruguay è un attimo, così da Buenos Aires programmo la mia “lunga escursione” di sette giorni con un itinerario da seguire. Da Colonia del Sacramento, scendendo verso la capitale Montevideo, sino ad arrivare a Punta del Este.

Eccovi allora qualche posto da non perdere per i viaggiatori che, con poco tempo a disposizione, non vogliono rinunciare a visitare “il paese della tranquillità”.

1. Colonia del Sacramento

Dopo aver solcato il Rìo de la Plata al costo di cinquanta Euro, in meno di un’ora approdo a Colonia del Sacramento. Strade strette, ciottoli e auto di vecchia data parchiaggiate ovunque. La prima impressione è subito: “back to ’50s”. L’atmosfera serena che si respira, è indubbiamente dovuta ai pochi abitanti che vivono in questa piccola città, soli 21.000, ma con più di tre milioni di turisti che la visitano ogni anno. Il centro storico di Colonia è strabiliante, definita patrimonio dell’umanità dell‘UNESCO, rappresenta una viva testimonianza delle invasioni portoghesi e spagnole in epoca coloniale. Un mix di culture: quella europea e americana, che le dona un fascino mozzafiato. Impossibile al calar del sole non percorrere la scala a chiocciola che porta sul faro, una vista romantica della città, con il rosso e l’arancione che si mischiano con i colori del Rìo de la Plata, uno sguardo che che arriva sino alla “lontana” Buenos Aires. “Colonia tiene ojos al mundo” esclamavano i marinai un tempo, quando con il Rìo de la Plata in tempesta, riuscivano a salvarsi grazie alla luce del loro amato faro.

2. Montevideo

Monte vide eu: questa pare sia la frase pronunciata da uno dei marinai che partecipò alla spedizione di Magellano, ovvero: “Io vedo un monte”. Una capitale dallo stile eclettico a metà tra l’Europa e l’America Latina, non a caso da molti considerata simile a Barcellona. Montevideo rappresenta la tappa perfetta in Uruguay per chi predilige relax e divertimento. Tra una passeggiata sulla rambla che affaccia sul Rìo de la Plata, una serata in discoteca nel centro storico,  Montevideo offre tutto ciò che si cerca. Nonostante tutto, rispetto a tutte le altre capitali dell’Amercia Latina, rappresenta un’oasi di pace, incastonata tra un’architettura europea e le usanze di una delle popolazioni più pacate e serene che io abbia mai visto e conosciuto. Senza quella frenesia che caratterizza le grandi città, Montevideo è una metropoli ariosa, pulita, dai grandi spazi, dove non si ha mai la sensazione di “affogare” tra il cemento dei grandi palazzoni. Ho avuto l’impressione che tutto era sul punto di accadere da un momento all’altro,  solo dopo ho capito che, da “buon” europeo, quella tranquillità mi spaventava e mi metteva quasi a disagio. Il rumore dei pattini e degli skateboard che corrono sulla rambla, giovani famiglie che si rilassano all’ombra di giganti palme, e ragazzi che fumano marijuana. Essì, perchè nonostante il nuovo presidente dell’Uruguay Tabarè Vazquez abbia imposto prezzi altissimi per i fumatori di tabacco, tutt’altra situazione è per la marijuana, in quanto per i residenti è possibile comprarla in farmacia, a prezzi davvero ridotti. Forse a questo è dovuto il relax e la calma che percepisco…?? Scherzi a parte, questa città è davvero uno di quei pochi luoghi in cui mi sento di dire che ci passerei il resto della mia vita. Quando però parlo di tranquillità, non mi riferisco di certo al festival della Rondò.

Una manifestazione popolare e folkloristica dove si ripercorrono le tappe delle tribù indigene prima dell’arrivo dei colonizzatori. Una guerra a colpi di tamburi, in cui a sfidarsi sono gli abitanti di quartieri diversi, dove tra donne che danzano e fotografi da tutto il mondo, si assiste ad uno spettacolo unico, dove la musica e il ballo fanno da padrone.

 

Bandiere, colori e divertimento, percorrendo le stradine adiacenti alla rambla si finisce così al tramonto ad abbassare i tamburi e ad alzare le bottiglie di birra, per rilassarsi e godersi un panorama che non ha eguali, chiamato atardecer Uruguayo.

3. Punta del Este

Conosciuta per la mano, una riproduzione gigante delle cinque dita che emergono dalla sabbia e si impongono in un quadro naturalistico davvero affascinante. Una scultura realizzata dall’artista cileno Mario Irarràzabal. Circondata da un lato dal freddo Oceano Atlantico e dall’altro lato dal Rìo de la Plata, Punta del Este rappresenta una località balneare molto gettonata non solo dai turisti ma sopratutto dagli uruguaiani. Un luogo dove il blu dell’oceano si mischia con l’azzurro del cielo rendendo la permanenza non solo piacevole ma una vera e propria fonte naturale per ricaricare le pile lontano dai caotici centri urbanizzati. Nonostante sia molto caro, è impossibile resiste a un piatto di pesce difronte all’Oceano. Questa tranquillità “buddhista” si trasforma in puro delirio al calar del sole: locali e pub con la loro musica assordante rendono quest’oasi di pace il posto più chiassoso del mondo. Ma di certo non ci lasciamo spaventare da alcol e musica, in cui i ricordi e le testimonianze di questo luogo sbiadiscono poco a poco, tornando solo alle prime luci del mattino quando sembra che di colpo la fiesta della notte precedente sia stata nient’altro che un sogno, rimangono solo le lattine di birra a testimoniare che è stato tutto vero. Alcolismo a parte, le spiagge di Punta del Este sono una meta ambita da surfisti, persone che giocano a calcio e amano fare pic nic difronte allo spettacolo del mare. Impossibile non menzionare Isla de Lobos, un’isolotto visibile anche da Playa Brava che ospita una grossa colonia di leoni marini.

Cosa aspettate? Visitate l’Uruguay e le sue bellezze e come diceva il leggendario Pepe Mujica: “non sprecate la vita nel consumismo, trovate il tempo di vivere per essere felici”.

(E se ancora non vi ho convinto date un occhio qui…) 

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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