Una serie di sfortunati eventi: una storia di dolore e sventura

 In Serie Tv

Ogniqualvolta un libro viene riproposto sotto forma di pellicola scatta un immediato confronto, in cui è quasi sempre il libro a spuntarla. Qui, la faccenda si complica perché Una serie di sfortunati eventi, il nuovo prodotto Netflix in onda dallo scorso venerdì, ha alle spalle un romanzo e un film con cui doversi confrontare. I primi tre libri dell’omonimo ciclo di romanzi per ragazzi, scritto da Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler) hanno ispirato il bellissimo film di successo del 2004 diretto da Brad Silberling e con un cast eccezionale.

La storia èuna-serie-di-sfortuanti-eventi-maxw-650 ben nota. VioletKlaus e Sunny Baudelaire sono tre fratelli rimasti orfani dopo che un misterioso incendio ha portato via i loro genitori e ha distrutto la loro casa. Violet (Malina Weissman), la geniale inventrice, Klaus (Louis Haynes), l’avido lettore, e Sunny (Presley Smith), la piccola morditrice, passano da quel momento di tutore in tutore, imparando a poco a poco di poter contare solo su loro stessi e di doversi rimboccare le maniche in un mondo dalle regole e dai personaggi assurdi.

La serie si rivela ancora più fedele ai romanzi, rispetto al film, che, narrando solo 3 dei 13 libri, ne ha riadattato la trama. Riservando due puntate per ogni libro, la serie permette una maggior cura ed attenzione per dettagli e particolari e, di conseguenza, un più attento lavoro sui personaggi, che però perdono quell’alone di mistero. Gli otto episodi della prima stagione, dunque, coprono i primi quattro libri, mentre il rinnovo, già annunciato, della seconda stagione (che metterà in scena altri cinque romanzi) fa ben sperare nel fatto che il ciclo sarà concluso.

Le prime parole d’avvertimento di Lemony Snicket (“Se siete interessati a storie a lieto fine, fareste meglio a guardare qualcos’altro”) vengono riproposte nella sigla, che cambia di puntata in puntata, come la dedica sul fronte e il riassunto sul retro dei romanzi, riassumendo ciò che è accaduto e presentando ciò che sta per accadere. A ripetersi è solo l’intro iniziale, che oltre a ripetere più volte di “non guardare”, descrive le possibili conseguenze a chi decide di non dare ascolto all’avvertimento: “Questo show rovinerebbe la tua vita notte e giorno, ogni singolo episodio provoca sgomento”.

La serie presenta un brillante tocco di originalità e una giusta dose di novità e cambiamenti, che possono più o meno piacere. Il primo e più evidente cambiamento riguarda il ruolo di Lemony Snicket: da semplice voce narrante o sagoma in ombra, lo scrittore cinico e accattivante del film diventa un personaggio in carne ed ossa, una sorta di presentatore onnisciente e onnipresente, talvolta quasi invadente. Patrick Warburton, che interpreta il narratore nella serie, non regge il confronto con Jude Law nel film. Così come non lo regge Alfre Woodard, che ha dato un’interpretazione forte e aggressiva di zia Josephine, rispetto a quelllemony-snicket-a-series-of-unfortunate-events-poster-999x621a di Meryl Streep, che nel film ha dato vita ad un personaggio stravagante, eccentrico, ma raffinato. Neil Patrick Harris, invece, dà la sensazione di divertirsi un mondo nel dare corpo e voci al conte Olaf, primo affidatario e principale antagonista dei fratelli Baudelaire, e ai suoi innumerevoli travestimenti. È riuscito a dare ad un personaggio così bizzarro, cupo e teatrale una chiave di lettura interessante ed originale rispetto a quella, altrettanto formidabile, di Jim Carrey nel film. Bella l’introduzione di nuovi personaggi e lo spazio maggiore riservato a quelli secondari, come il giudice Strauss di Joan Cusack, la cui precedente interprete Catherine O’Hara ritorna nel diverso ruolo della Dr. Georgina Orwell.

Rimangono centrali e peculiari la scenografia e la sceneggiatura. L’ambientazione, molto curata e particolareggiata, perde un po’ quell’aria dark, che aveva nel film, rivelandosi più limpida e meno misteriosa. I dialoghi, invece, sono più ricchi, dinamici e linguisticamente interessanti: viene ripreso dai romanzi l’abitudine di spiegare in modo semplice e immediato i termini più complessi, usati per arricchire il lessico dei bambini, a cui del resto il ciclo è rivolto.

Una serie di sfortunati eventi è brillante, coinvolgente e ironica per essere una storia di dolore e sventure: ti trasporta in un mondo strambo e surreale, in cui speri con tutto te stesso che a vincere siano la giustizia e la pace, anche se non potrà accadere.
Una prima stagione davvero buona, aspettiamo già la seconda, del tutto inedita.

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Monica Viscido

Monica Viscido

Laureata in filologia moderna, cerca la sua strada. Adora leggere, guardare film e serie tv. Lotta quotidianamente contro la pigrizia e si mette sempre in discussione. Odia parlare di sé e stare al centro dell'attenzione, quindi in questo momento non si trova esattamente a proprio agio.
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