Un cuore così bianco – Recensione

 In Letteratura

Un cuore così bianco. Ho scelto di leggere questo libro per il titolo, mi sembrava familiare e mi incuriosiva allo stesso tempo.

Non mi sbagliavo.  Javier Marias, scrittore madrileno, intitola il suo romanzo con una frase tratta da Macbeth, tragedia di Shakespeare.

Nella tragedia, quando Macbeth torna a casa dalla moglie, dopo aver ucciso re Duncan, sconvolto e spaventato, si rivolge alla moglie, per trovare in lei rassicurazione e conforto. Lady Macbeth, la vera istigatrice del fatto, cospiratrice molto più abile del marito, gli dice:

Le mie mani sono del tuo stesso colore, ma mi vergogno di avere un cuore così bianco.

Questa frase mi è rimasta impressa, un cuore così bianco. Un cuore libero dal peccato forse, un cuore senza macchia. Ma è davvero così? Il Cuore di Lady Macbeth è bianco?

Il cuore bianco in questione è quello di Juan, protagonista del romanzo di Javier Marìas. Fresco sposo in luna di miele, comincia a farsi delle domande sulla donna che ha sposato, sul matrimonio e sulla sincerità, che lo portano ad incamminarsi su di un sentiero tortuoso, alla scoperta di verità su cui, consapevolmente o meno, non si era mai interrogato.

Come i personaggi della tragedia shakespeariana, i protagonisti di questa storia nascondono segreti, sono immersi nel peccato, nella vergogna e soprattutto sono circondati dalla morte, che come uno spettro del Natale passato continua a presentarsi ad ogni angolo, evanescente, ma non abbastanza da poterla ignorare.

La trama di questo romanzo è quasi inconsistente e credo sia uno dei pregi di questa storia, i romanzi più interessanti non raccontano, mostrano.

Javier Marìas

Javier Marìas

E Javier Marìas è particolarmente bravo a farlo. Con abilità intesse una trama fitta di mistero, di interrogativi e lunghe riflessioni, senza darsi la pena di rispondere mai del tutto, lascia il suo protagonista, insieme al lettore, a spiare dagli spioncini della storia, ad origliare attraverso i muri, a domandarsi il perché senza che nessuno gli dia mai una risposta diretta.

Un cuore così bianco è il primo romanzo di Mariàs che ho letto, e devo confessare che mi sono innamorata della prosa di questo autore, che con delicatezza, lentamente, ti guida nel suo mondo di peccato e vergogna, di segreti, di amore e di morte.

L’annullamento di ciascuno, della sua parte conosciuta, vissuta e amata, porta con sé la scomparsa delle rispettive case, rendendola emblematica. Di modo che due persone abituate a stare ognuna per proprio conto, ognuna a casa sua, a svegliarsi da sole e spesso anche a coricarsi da sole, si trovano di colpo unite artificiosamente nel sonno e nel risveglio, e nei loro passi per le strade semideserte a senso unico, o insieme in ascensore, non più uno come invitato e l’altro come ospite, non più uno venuto a prendere l’altro o questi che scende per andare all’appuntamento con quello, che l’aspetta in macchina o su un taxi, ma entrambi senza possibilità di scelta, con le stanze e un ascensore e un portone che non appartenevano a nessuno e ora sono di tutti e due, con un cuscino in comune per il quale si troveranno a litigare nel sonno e dal quale, proprio come il malato, finiranno per avere una visione del mondo.

Alessandra Passaretti

Alessandra Passaretti

Nata a Napoli nel 1992, vive a Milano da quando ne aveva 18. Laureata in Lettere Moderne - Editoria, si è iscritta ad una specialistica in Arte Contemporanea.
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