Tre Allegri Ragazzi Morti – Inumani – Recensione

 In Musica

Quando hai una carriera ventennale alle spalle puoi scegliere due strade: proseguire in maniera monotona lungo il cammino che ti sei tracciato, oppure deviare leggermente il sentiero, fare qualche piccolo fuori strada per tenerti vivo ed aprirti al nuovo, magari condividendo il percorso con altri viaggiatori che hai conosciuto nel lungo tragitto compiuto fino ad adesso.

I Tre Allegri Ragazzi Morti hanno saggiamente scelto la seconda opzione, sperimentando e cimentandosi nella ricerca di sonorità varie e colorate, che rendono il loro nuovo album Inumani, un disco vivace e dinamico, nonché piacevolmente eterogeneo. A detta della band, Inumani, che spazia dal rock al funky-soul e alla cumbia, rappresenta la chiusura di un ciclo cominciato nel 2010 con Primitivi del futuro, che si addentrava in atmosfere rock e si lasciava contaminare dal reggae.

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Nella realizzazione dell’album, gli Allegri Ragazzi hanno collaborato con alcuni degli artisti incontrati in questi anni di carriera, alcuni dei quali sono entrati a far parte del roster dell’etichetta indipendente fondata dallo stesso trio di Pordenone, La Tempesta Dischi. Vasco Brondi, meglio noto come Le Luci della Centrale Elettrica, ha firmato il testo di Libera, uno dei migliori brani dell’album, in cui la melodia vocale si intreccia alla perfezione con il ritmo cadenzato del pezzo dal sapore soul e funky. Inoltre, i versi risultano avere un significato comprensibile ai più, elevando Brondi ad autore di canzoni di massa, uscendo dalla nicchia INUMANIermetica in cui saggiamente si nasconde. La cantautrice pesarese Maria Antonietta è autrice del testo di E invece niente, ricamato sulle note di un arrangiamento dub molto gradevole, mentre Pietro Alessandro Alosi dei Pan del Diavolo è coautore della traccia che chiude l’album, Disponibile, storia del ritorno di una (forse desiderata) ex ragazza. Ruggero è il brano che mi ha maggiormente colpito, più che per il significato in sé, per una questione istintiva. Sarà che adoro i brani lenti, melodicamente dolci e i chitarroni nei ritornelli (da segnalare la collaborazione di quel grandissimo chitarrista che è Adriano Viterbini).

Il primo singolo estratto dal disco è In questa grande città, che vede Davide Toffolo, cantante e chitarrista dei TARM, duettare con Lorenzo Jovanotti Cherubini, fan di lunga data del trio di Pordenone, tanto affezionato da invitarli ad aprire gran parte del suo tour del 2013, Lorenzo negli stadi. Lo stesso Toffolo ammette di essere grato al Jova per la partecipazione così attiva negli ultimi anni della band e per gli sforzi fatti per essere presente durante la registrazione del singolo, essendo Lorenzo in quel periodo indaffarato in un tour particolarmente impegnativo, con molte date vicinissime tra loro. In questa grande città è una canzone estremamente radiofonica: il ritmo, la musica e il testo si imprimono velocemente nella testa, grazie anche alla ripetizione di alcuni versi nel corso del brano. In questo pezzo, gli Allegri Ragazzi provano a portarci in Sud America, sperimentando le sonorità della cumbia colombiana, nonostante la grande città alla quale si riferiscono, definita Capital ben vestida, sia Milano, descritta nei suoi contrastanti aspetti, nelle sue luci e nelle sue ombre; una città particolarmente importante per Toffolo, che ha trovato in essa il suo posto: una città ricca di fermento e attività, ma una città che sa anche farti sentire solo, con tutti gli aspetti positivi e negativi che ne conseguono.

L’album si lascia ascoltare facilmente, grazie agli arrangiamenti ben studiati, alle melodie semplici ed efficaci e alla notevole eterogeneità musicale. Un buon lavoro per i Tre Allegri Ragazzi Morti.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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