This Old Dog – Mac DeMarco – Recensione

 In Musica

Secondo il linguaggio parlato dei nostri tempi, con il termine “cazzeggio” intendiamo qualsiasi forma di perdita di tempo dedicata a fare discorsi inutili, inconcludenti e superficiali. Interessante il punto di vista di Umberto Eco, il quale inquadrava questo termine in accezione affettuosa e indulgente, forse perché a pensarci bene dopo tutto non esiste cosa più bella al mondo che cazzeggiare. Ancora meglio se poi con il cazzeggio, di qualsiasi forma e dimensione, ci si guadagna la pagnotta. Uno dei padri fondatori e maggiori esponenti di questo movimento internazionale è senza dubbio Macbriare Samuel Lanyon DeMarco, in arte Mac DeMarco, ventisettenne cantautore canadese diventato famoso per la sua inconfondibile faccia di culo e per il suo modo poco ortodosso di fare musica – parliamo di uno in grado di esibirsi a Montreal completamente nudo per prendere in giro gli U2 (come biasimarlo) e di venire arrestato durante un suo concerto a Santa Barbara (California) mentre era impegnato ad arrampicarsi sulle impalcature per poter fare crowd surfing su poco più di 100 spettatori.

Mac DeMarco in una delle sue migliori        espressioni facciali

Bene, ora che abbiamo passato gli ultimi 30 secondi di questa giornata a fissare lo spazio tra i denti di Mac, torniamo alla musica e concentriamoci su This Old Dog, quarto studio album della nostra simpatica canaglia canadese. Già dai singoli usciti in anteprima come My Old Man, On The Level e One More Love Song, si capisce perfettamente che le enormi aspettative su questo lavoro verranno mantenute e addirittura superate. Composto da 13 tracce, l’album ha uno scorrimento piacevolissimo, molto ben studiato negli arrangiamenti e nel riuscire a collegare alla perfezione la gran varietà di generi che ormai rappresentano a pieno tutta l’esuberanza di DeMarco. Pochi artisti possono vantare una così grossa affinità con il proprio lavoro e infatti dichiara: “uno degli obiettivi che mi sono dato, prima di registrare questo album, è stato di mantenermi ancorato alla realtà. Volevo che il disco venisse dalla mia vita, questa per me era la cosa più importante”. E noi, caro Mac, non potremmo esserne più contenti poiché quest’album dalle melodie morbide e vagamente soul, rappresenta una costante crescita artistica, che gli permette di raggiungere un livello di songwriting più in direzione classica, il che contribuisce a dare al disco una linea stilistica meno esuberante. Un percorso che dal 2012 ad oggi, album per album, denota grande maturità artistica, lasciando alle spalle tutta la strafottenza che fino a ieri sembrava essere il vero e unico marchio di fabbrica di DeMarco.

Partendo dalle prime due tracce – My Old Man e This Old Dog – viene subito fuori l’animo da cantastorie

                      La copertina del disco

folk di cui parlavamo poc’anzi: sonorità lente e strimpellate tra amici, rigorosamente col sorriso stampato sul volto di chiunque provi ad ascoltare. Decisamente di altra impronta sono For the First Time e On The Level, che tirano fuori l’animo indie-psychedelico di Mac, con il synth che fa da protagonista e genera in noi allucinazioni decisamente attraenti. Che diventano poi addirittura romantiche quando all’improvviso parte One More Love Song, traccia fluente e piena di sentimento in grado di farci avvinghiare di corsa alla persona che amiamo. L’album chiude con Watching Him Fade Away, la più intima del disco, che ancora una volta svela un altro lato di quello strambissimo cubo di Rubik di nome Mac DeMarco. Sì perché Mac DeMarco piace non solo per la sua gloriosa e già citata faccia di culo, ma soprattutto perché rappresenta il perfetto mix tra diversi generi, tutti convergenti nell’animo di un ragazzino che sembra venuto fuori da uno script di Mel Brooks, nato in una famiglia di musicisti, cresciuto sulle note dei Steely Dan e Jonthan Richman e che sembra aver preso alla lettera quello che cantava Beck ai tempi di Loser.

“Ad alcuni piace come sono, ad altri penso di no. Faccio cose semplici, scanzonate. Può essere un meccanismo di autodifesa o una seduta di terapia. Però finché rendo felici gli ascoltatori perché dovrei cambiare?”

                                                          BIG MAC!

Noi ci schieriamo dalla parte di Mac, e non possiamo far altro che auguragli di continuare a mostrare le chiappe sul palco! Certo non sarà un bel vedere, ma che concerto!

Enjoy!

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Camillone

Camillone

vivo tra Napoli e Milano. Ognuno ha un Dio a cui rivolgersi e pregare; io ho la musica.
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