The OA – Parte 2: l’enigma continua

 In Serie Tv

Per più di due anni abbiamo atteso la seconda stagione di The OA, la serie complessa ed enigmatica che ci aveva sorpreso ed incuriosito per essere così tanto fuori dagli schemi. La prima stagione, lanciata nel dicembre 2016, era stata una delle prime scommesse di Netflix, rivelatosi poi un vero e proprio successo.
La già consolidata collaborazione tra Zal Batmanglij e Brit Marling, che interpreta anche la protagonista, ha lavorato a lungo per regalare un prodotto valido, coinvolgente e rompicapo almeno quanto la prima stagione. E commentando a caldo, a tre giorni dall’uscita, dopo averla vista tutta d’un fiato, posso già anticiparvi che ci sono riusciti in pieno.

Proviamo brevemente a riassumere la trama, senza però incorrere in spoiler, che in questo caso vorrebbe dire svelare l’ultima soluzione di un cruciverba che già dalla prima parola ci mette a dura prova. Infatti, in questi nuovi otto capitoli di The OA la cripticità e il mistero, che erano nell’aria già nella prima stagione, si concretizzano in veri e propri enigmi da risolvere, che attraverso un gioco sul cellulare, in cambio di soldi, attirano e fanno perdere la bussola a molti adolescenti, che si annullano per raggiungere la verità. Questo filone provocatorio di denuncia si intreccia e incrementa la storia di  OA (resa nella traduzione italiana PA – Primo Angelo) e dei suoi 5 amici, che anche da lontano si sentono legati alla loro leader e provano ad aiutarla non senza incorrere in disguidi. I cinque movimenti hanno funzionato e il viaggio interdimensionale è riuscito, ma non finisce qui: le vite, le anime e le coscienze si intersecano e si inglobano tra loro come un set di matriosche, dallo stesso aspetto ma in diverse dimensioni. Prairie, il nome di OA nella scorsa dimensione, intreccia stavolta la vita con Nina Azarova, una ragazza russa con cui ha molto in comune, almeno fino al momento della prima esperienza premorte avuta ad otto anni.
Ritorna la maggior parte dei personaggi del primo The OA, cambiando però nome e personalità, ma se ne aggiunge anche qualcuno, tra cui spicca Karim (Kingsley Ben-Adir), l’investigatore privato che indaga sulla scomparsa di un’adolescente entrata nel tunnel dell’enigmatico gioco.

OA

The OA continua con ritmo e stravaganza a far tenere il fiato in sospeso. Non si fa in tempo a fare un’ipotesi, che questa viene smantellata e rovescia le certezze che si credeva di avere. Le idee di aver aggiunto il sistema tecnologico, l’inconscio dei sogni e il mondo dei medium rende la serie tv poliedrica e oltre qualunque canone o modello. Proprio a questo proposito, la Marling ha dichiarato «I nostri episodi variano in lunghezza e persino genere. Non c’è schema e, di conseguenza, ad ogni passo lungo la strada, nulla può essere imitato, deve essere inventato».

Regia e scrittura fanno di The OA un prodotto in continuo divenire, che non si lega ad un’unica storia o genere o pensiero, regalando un prodotto totalmente nuovo rispetto ad ogni esperienza televisiva. Filosofia, religione, psicologia, fantasy, giallo e dramma si uniscono per dar vita ad un’opera senza definizioni, un’esperienza che coinvolge razionalità ed emozioni, che viaggia tra l’incredulità e la meraviglia.
Chi non ha ancora visto la prima stagione corra a farlo, chi sta temporeggiando sulla seconda,  dopo un piccolo riassunto d’obbligo per riconnettersi,  vi si butti a capofitto e si goda lo spettacolo.

Monica Viscido

Monica Viscido

Laureata in lettere moderne, ora studia filologia moderna. Adora leggere, guardare film e serie tv. Lotta quotidianamente contro la pigrizia e si mette sempre in discussione. Odia parlare di sé e stare al centro dell'attenzione, quindi in questo momento non si trova esattamente a proprio agio.
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