Ci sono quegli amori che rimangono lì, ancorati al tuo cuore anche dopo delusioni cocenti, tradimenti o quant’altro. I Killers sono esattamente questo, nonostante siano andati peggiorando di anno in anno, non posso, o almeno, non ci riesco a odiarli. Hanno scritto “Mr. Brightside “e”When You Were Young” e tutti i miei personali inni degli anni del liceo, per poi perdersi in un tentativo di emulazione degli U2 versione 2.0.

la copertina del disco

L’annuncio di questo nuovo album, Wonderful Wonderful, in realtà non mi ha fatto sperare per il meglio, soprattutto dopo il primo ascolto del singolo di lancio “The Man”, che sì, un po’ ricordava i Killers degli esordi, dal tipico gusto un po’ kitsch/trash, praticamente una sorta di versione ancora più Las Vegas super-patinata della vecchia band. 

Se c’è una cosa che non mi è mai andata a genio del gruppo però, è questa loro eccessiva rincorsa alla canzone da Arena perfetta, questa brama di diventare una di quelle band che riempiono stadi da 100.000 persone, finendo per perdere il proprio fascino scimmiottando gente tipo Coldplay o i già citati U2 (Battleborn, uscito nel 2012 ne è una prova evidente).

Però ascoltando “Wonderful Wonderful” sembra che siano tornati in forma, seppure non pienissima, la title-track, dal sound U2 non mi ha reso più propositiva nell’ascolto ma fortunatamente andando avanti le cose migliorano. La creatività è a livelli alti, così come le collaborazioni da Mark Knopfler  in chiusura di “Have All The Songs Been Written?” all’attore Woody Harrelson nell’introduzione di “The Calling”. “Rut” e soprattutto “Some Kind Of Love”, un bel brano synth pop, con echi di Brian Eno, regalano momenti di epicità che sono stati un po’ il marchio di fabbrica dei quattro, così come la potente e decisa “Tyson vs. Douglas”, che sembra uscita direttamente da “Hot Fuss”.

Non possiamo dire che “Wonderful Wonderful” sia un brutto album, però si sente la mancanza  di “pezzoni”che entrano nel repertorio di un gruppo sfondando il portone d’ingresso, l’insieme è compatto, e sicuramente più convincente di lavori precedenti, ma di certo non è il disco del riscatto.

Marinella Marinelli

Marinella Marinelli

Estremamente ostinata e sospettosa, amante degli anni '80 e dei minipony, medaglia d'oro nella maratona di serie tv. David Bowie unico Dio.
Marinella Marinelli

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