The Hateful Eight di Quentin Tarantino

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The Hateful Eight è stato l’ottavo attesissimo film di Quentin Tarantino; uscito nelle sale in doppia distribuzione: in pellicola 70mm (in Italia solo nei cinema l’Arcadia di Melzo, la Cineteca di Bologna e il Teatro 5 di Cinecittà) e in digitale, anche se il maestro ha tenuto a precisare che “certe scene risultano meravigliose e sfavillanti se viste in 70mm, ma nelle copie digitali perdono tutta la loro potenza”.

Dal punto di vista strettamente cinematografico per molti questo è il miglior film mai realizzato dal regista con tre ore di immagini praticamente perfette in 70mm accompagnate dalla colonna sonora interamente composta da Ennio Morricone, vincitore del premio Oscar 2016 per la Migliore Colonna Sonora Originale (ndr: una curiosità che ha rivelato il regista è che le musiche sono state scritte non partendo dal film finito ma dalla sceneggiatura!).

Il cast vanta una rosa di stelle del cinema non nuove alla filmografia tarantiniana quali Tim Roth, Samuel L. Jackson, Kurt Russel, Michael Madsen (quattro degli odiosi otto del titolo) nonché la rivelazione Jennifer Jason Leigh candidata all’Oscar come Miglior Attrice non protagonista.

La vicenda, divisa in sei capitoli, è ambientata negli anni immediatamente successivi alla guerra civile americana e si svolge quasi interamente nella locanda di Minnie dove sette avventori trascorrono qualche giorno per ripararsi dalla tempesta che imperversa; ci sono il cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russel) con la latitante Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), che deve consegnare alla giurisdizione della città di Red Rock; il maggiore Marquis Warren (Samuel L. Jackson), ex-soldato di colore dell’Unione, Chris Mannix (Walton Goggins) un rinnegato del sud che sostiene di essere il nuovo sceriffo di Red Rock, il messicano Bob (Demiàn Bichir) che custodisce la locanda durante l’assenza di Minnie, il boia cittadino Oswaldo Mobray (Tim Roth), il cowboy Joe Gage (Michael Madsen) e il vecchio generale Sanford Smithers (Bruce Dern).

Senza svelare troppo delle dinamiche che si instaurano all’interno della composita combriccola, va detto che per la prima ora e mezza del film succede ben poco a parte arguti scambi di battute e dialoghi brillanti, per il resto non c’è altro che neve, caffè cattivo e otto uomini che raccontano qualcosa della propria storia.

Ad un certo punto però e senza un apparente motivo gli equilibri si spezzano e si ha una carneficina in pieno stile Tarantino che non lascia nulla all’immaginazione: fiumi di sangue, teste spappolate, pezzi di corpi che saltano in aria.

Il capitolo finale corre in soccorso dello spettatore, che fin lì ci ha capito ben poco, e fornisce una spiegazione di tutto quello che è successo nelle ultime due ore e mezza e lo fa in maniera magistrale come solo il maestro sa fare.

Il film è sicuramente meno dinamico ed incisivo di altri capolavori quali Pulp Fiction, Le Iene o i più recenti Bastardi senza gloria e Django Unchained e per questo non solo ha avuto meno impatto sul pubblico ma ha attirato anche le critiche di tutti quelli che lo hanno definito eccessivamente “lento” e privo di azione per la maggior parte della sua durata; ma non si può trascurare la bravura degli attori che riescono a tenere comunque banco grazie a dialoghi brillanti e ad un plot che semina indizi qua e là dando la sensazione che qualcosa non torni in quello che sta accadendo; così facendo Tarantino innesta un perfetto gioco psicologico con lo spettatore che sa adattarsi ai suoi tempi.

Un peccato è la portata così limitata della distribuzione in pellicola 70mm che sicuramente aggiunge valore ad un lavoro tecnicamente così perfetto; lo stesso regista in un’intervista ha detto: “La versione in 70mm è come andare a vedere la Bohème alla Scala o una pièce con Al Pacino a Broadway. Se vieni a vedere lo show, sei mio!”.

Per chi allora se lo fosse perso, corra immediatamente al cinema e si faccia catturare dai due più grandi maestri dei nostri tempi, Tarantino e Morricone, in questo film più in forma che mai.

Read more ©FermataSpettacolo https://www.fermataspettacolo.it/cinema/film-da-vedere/gli-imperdibili-odiosi-otto-di-tarantino

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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