The Cranberries – Something Else – Recensione

 In Musica

Non sentivo più parlare degli irlandesi The Cranberries ormai da qualche anno e l’annuncio dell’imminente pubblicazione di un altro disco è stato davvero una bella, inaspettata sorpresa. Il nuovo arrivato risponde al nome di Something Else ed è arrivato nei negozi e sulle piattaforme digitali il 28 aprile.

L’album è stato suonato e registrato all’università di Limerick con la collaborazione dell’Irish Chamber Orchestra ed è composto da tredici tracce totali, di cui però solo tre inedite: le restanti dieci sono singoli già precedentemente pubblicati nel corso della carriera della band, qui presentati in versione acustica.

Apre le danze la dolce, delicata e sempre bellissima Linger del 1993, che in questa versione riesce in qualche modo a vestirsi di vintage, seguita poi da altri enormi successi dei The Cranberries che, fan o meno, chi è cresciuto negli anni novanta sicuramente ricorda, come ad esempio la topica, espressiva e comunicativa Zombie; Just My Imagination e una delle mie preferite, Animal Instinct.

Per quanto riguarda le canzoni nuove di zecca, va detto che nessuna di esse esprime o trasmette sensazioni solamente e totalmente positive. La prima di esse è intitolata The Glory ed ha infatti un sapore squisitamente malinconico, un malinconico che però non mette tristezza ma, al contrario, intenerisce gli animi; la questione è invece diversa per Rupture, suonata in ¾ e permeata di un’oscurità e desolazione di fondo, una sorta di disperato valzer. Il gruppo ha sempre in qualche modo tradotto le proprie esperienze personali in musica e Why, scritta dalla cantante Dolores O’Riordan dopo la morte di suo padre, ne è probabilmente l’esempio più estremo. Questi tre inediti non sazieranno la vostra voglia di ritmi e melodie allegre, ma riusciranno sicuramente e comunque a toccare il vostro animo in modo profondo, delicato e gentile.

Tornando ai brani già conosciuti, When You’re Gone ci catapulta idealmente in uno di quei lenti suonati ai balli scolastici che così spesso abbiamo visto nei film e la sacralità di Ode To My Family tocca picchi altissimi proprio grazie all’arrangiamento unplugged. La già citata Just My Imagination, arricchita da strumenti ad arco e cantata stavolta in modo più incisivo, è riuscita a catapultarmi nel passato con un sorriso; non cantare insieme ad Animal Instinct è stato impossibile (e i violini le donano particolarmente), ma i brividi più intensi arrivano con lei, quella a cui tuti state pensando: Zombie. La voce di Dolores si erge imponente e sovrasta tutta la sezione strumentale che la accompagna, trattenere la lacrimuccia è impossibile.

Passato e presente si fondono e si alternano in Something Else, facendoci canticchiare, fermare a riflettere, commuovere. Abbiamo tra le mani un disco delicato e allo stesso tempo intensissimo, che riesce a raccontarci qualcosa di nuovo anche attraverso brani che ormai amiamo e conosciamo da anni. I fan di vecchia data dei The Cranberries non avranno assolutamente modo di restare delusi.

Elisa Mucciarelli

Elisa Mucciarelli

Roaming the Earth da 27 anni, senza una fissa dimora da circa 8. Fan dello humor nero, Grammar Nazi per vocazione, sostenitrice dell'eclettismo musicale (che nel mio caso tende al disagio). In parole povere, una rompipalle.
Elisa Mucciarelli

Latest posts by Elisa Mucciarelli (see all)

Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca