Sula Ventrebianco, out il nuovo disco Furente

 In Musica

Furente è il nuovo disco dei Sula Ventrebianco. Sul dizionario italiano Treccani per “furente” si intende “che è preso da furore e lo dimostra esternamente negli atti nelle parole”. Ora, secondo Aristotele, il nuovo disco dei Sula Ventrebianco è preso da furore e lo dimostra esternamente negli atti e nelle parole, e chissà se i quattro ragazzi napoletani hanno fatto il mio stesso aristotelico ragionamento nella scelta del titolo ma parrebbe proprio di sì.

A poco meno di due anni da Via la Faccia, l’album che li ha consacrati a livello italiano, Sasio Carannante, Giuseppe Cataldo, Mirko Grande e Aldo Canditone, hanno sentito l’esigenza di richiudersi in studio (il Blend Noise e il Mono Studio di Milano per l’occasione) con l’obiettivo di mettere nero su bianco o meglio onda su traccia le nuove canzoni venute alla luce. Grazie agli updates sulla loro pagina Facebook sappiamo che il gruppo è entrato in studio ancora prima della fine del tour che li ha portati in ogni angolo dello stivale e che anzi ha sfruttato le ultimissime date anche come test, per vedere come suonavano i nuovi brani dal vivo e quale sarebbe stata la risposta del pubblico. Il risultato di tutto ciò è un disco da paura: essenzialmente rock, orientato sullo stoner ma non privo di contaminazioni elettroniche ed anche un paio di ballate e brani molto catchy.

Essendomi piaciuto molto anche il secondo lavoro del gruppo (il sopracitato Via la Faccia), mi ero da tempo ripromesso che sarei andato al primo live in zona campana della nuova stagione e… et voila: mi è stata servita su un piatto d’argento la data di presentazione di Furente a Napoli, di venerdì 7 novembre. In un affollatissimo Lanificio 25, erano tutti ansiosi di ascoltare le nuove creazioni del gruppo. Diciamo che a fine serata non rimango deluso: i Sula salgono sul palco in 8 (accompagnati da cori, violino e tastiere) e producono un muro di suono devastante. Quello che si nota subito è che il gruppo “sente” davvero le canzoni che scrive. Ne è dimostrazione l’impeto e il sudore che tutti profondono per questo concerto. Si spazia da brani del primo disco (Cosa), ai successi del secondo (c’è una vera e propria ovazione per Run Up! il singolo pubblicizzato tra gli altri anche sul sito di XL di Repubblica) fino alle nuovissime produzioni. Gran concerto, grande botta. Nota negativa e non del tutto ininfluente è la pessima acustica del locale che mi ha impedito di apprezzare al meglio gli arrangiamenti dei singoli strumenti. Proprio per questo a concerto finito mi prometto (ancora un’altra promessa) di ascoltare il disco (è presente in streaming sul sito di Rockit e su Spotify per chi fosse interessato) a casa, senza distrazioni.

Posso felicemente dire che è uno di quegli album che possono ascoltarsi dalla prima all’ultima canzone senza saltarne nessuna. Andamento altalenante non per qualità ma per ritmo. Il gruppo è riuscito sapientemente ad alternare brani più veloci e intensi (si pensi ai riff da stadio di Notre Dame e Subito prima delle onde giusto per citarne alcuni) con altri più lenti ma non per questo meno efficaci (Lingua gonfia, Così finta). Se volessimo prendere due brani a rappresentazione di Furente sarebbero sicuramente Di Striscio e Cornelio. Il primo dei due incarna l’anima puramente rock dei Sula Ventrebianco: chitarre iperdistorte, batteria martellante e voce che dà l’impressione di accartocciarsi su se stessa per poi trovare però il bandolo della matassa. Cornelio si presta invece a rappresentare l’animo più dolce del gruppo, quasi una ninna nanna, una ballata molto melodica e orecchiabile che si risolve nel ritornello “Pullula d’amore, cuore del mio cuore sarò”. Menzione a parte merita Cumulonembo, canzone candidata ad essere eletta Best Track del disco: inizio quasi arabeggiante che sfocia in un altro riffone da stadio. Fantastica la chiusura del brano con un lento crescendo “Dimmi che passerà, dimmi che basterà” che rimane impresso in testa per tutta la restante durata del CD.

Nota da segnalare è che all’interno di ogni copia fisica del disco è contenuto un seme di Joshua (vero), albero che cresce molto lentamente ma vive a lungo. Come scrivono loro stessi, i Sula vorrebbero che Furente somigliasse al Joshua: “Piantare un seme di Joshua denota pazienza e lungimiranza, è un atto d’amore per le prossime generazioni che potranno ammirarne la crescita, in altre parole significa «pensare al futuro per scrivere la storia» “.

Copertina di Furente

Copertina di Furente

Tirando le somme si può affermare che Furente è un lavoro di ottima fattura rock, che merita di essere annoverato tra le migliori uscite di quest’anno del panorama nazionale del genere. Consigliata a tutti la partecipazione alle prossime date del loro tour :

Giovedì 27/11 Honky Tonky – Seregno (Mi)

Venerdì 28/11 Joe Koala – Bergamo

Sabato 29/11 Bakelite – Milano (Acoustic Set)

Beach Flavour

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