Suburra 2, la tragicità greca dei nuovi re di Roma

 In Serie Tv

La critica letteraria di fine Ottocento – inizio Novecento sanzionò la fine inesorabile della tragedia nel mondo borghese, incapace di vivere i grandi drammi che avevano caratterizzato il teatro greco e costretti ad accontentarsi del labbruccio corrucciato di Madame Bovary. Vedendo la seconda stagione di Suburra, uscita su Netflix lo scorso 22 febbraio, qualche dubbio c’è.

Al centro delle 8 puntante scritte da Barbara Petronio e dirette da Andrea Molaioli e Piero Messina, sempre la malavita della Capitale divisa tra clan sanguinari, politici corrotti e cardinali in vendita al miglior offerente.

Al di là dell’argomento già affrontato, seppur con sfumature diverse, in serie come Gomorra o Romanzo Criminale, ciò che rende Suburra diversa dalle sue sorelle è la tragicità antica dei suoi protagonisti: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini) vittime inconsapevoli di un destino ancestrale scritto prima ancora che nascessero.

La tragedia greca si basava sull’ineluttabilità della sorte dei personaggi che anche qualora avessero tentato il tutto e per tutto per mutarla non ci sarebbero riusciti perchè a muovere i loro fili era una potenza, la Tuke, al di sopra di ogni capacità dell’agire umano. Lo stesso accade ai tre amici di Suburra, impegnati a risanare le colpe dei padri e ad accogliere un’eredità scomoda che comporta sacrifici personali e umani che non vengono mai compiuti con leggerezza.

SUBURRA

A differenza infatti di altri crime-drama che vedono un agire spietato e senza scrupolo dei protagonisti, in Suburra molto più spazio viene lasciato all’umanità disastrosa e disastrata di Aureliano, Spadino e Lele: i loro sensi di colpa, i sacrifici, le emozioni taciute, i sentimenti nascosti perchè non permessi in un mondo spietato dove vige la regola del più forte.

Così le personalità appena accennate nella prima stagione di Suburra trovano ampio spazio e approfondimento nella seconda, aiutate anche dalla maggiore confidenza che gli attori hanno ormai con i propri personaggi.

Un merito va riconosciuto anche al fatto di aver saputo fotografare i tempi moderni, con un occhio ipercinico e catastrofico, ma di certo capace di cogliere i drammi moderni in prima pagina sui quotidiani nazionali come il problema del ritorno in politica dei movimenti di destra, il razzismo, l’emergenza migranti. Ecco allora che emergono altri personaggi come la spietata Sara Monaschi (un’algidissima Claudia Gerini) pronta a combattere con le unghie e con i denti per avere “i suoi migranti” da cui ricavare una montagna di soldi o Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) candidato sindaco con un passato nella Sinistra Radicale, che non perde tempo ad allearsi con Samurai (Francesco Acquaroli) e con la destra pur di aver un posto in Campidoglio.

Innegabile l’attenzione per l’estetica e la cura dei particolari: non un vestito sbagliato, non un oggetto di scena fuori posto, non una scena che appaia costruita male. A tutto ciò va aggiunta una colonna sonora che tra rap, hip hop e trap armonizza alla perfezione con le sparatorie e le lacrime silenziose dei protagonisti.

Insomma, tirando le somme, si può dire che Suburra 2 non delude le aspettative ma anzi compie un passo in avanti dando allo spettatore qualcosa in più su cui riflettere e a cui appassionarsi rispetto ai soliti personaggi stereotipati e privi di caratterizzazione di altre serie simili.

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca