Stranger Things 3, ovvero quando il fine giustifica l’hype

 In Serie Tv

La terza stagione di Stranger things era attesa da quasi due anni. Nel bel mezzo dell’estate molti hanno trovato il tempo di rituffarsi negli anni 80. E a chi ancora deve farlo consiglio di non aspettare molto.

I nuovi episodi della serie dei gemelli Duffer hanno ripreso con continuità e coerenza le precedenti stagioni, riuscendo ad entrare più in profondità sia nelle dinamiche adolescenziali della vita reale sia nella dimensione surreale del sottosopra. La serie continua ad essere in perfetto equilibrio tra realtà e fantascienza, tra spensieratezza e pericolo.

La prima parte della stagione, più leggera e divertente, è focalizzata sulla vita reale dei ragazzini protagonisti, presi da primi amori, gelosie, litigi e voglia di sentirsi grandi. Il mitico gruppetto, formato da Will (Noah Schnapp) , Mike (Fin Wolfhard), Undi (Millie Bobbie Brown), Lucas (Caleb McLaughlin), Max (Sadie Sink) e Dustin (Gaten Matarazzo), accusa i primi colpi e rischia di dover fare i conti con la crescita e le differenti priorità personali. Due interessanti aggiunte al cast, che donano al team brio e grinta sono Robin (Maya Hawke), partner acuta di Steve (Joe Keery) e Erica (Priah Ferguson), ragazzina sfacciata e sorella minore di Lucas. Ma il latente pericolo, all’inizio rimasto sullo sfondo, prende il sopravvento dalla metà della stagione e costringe i ragazzi e i due genitori coinvolti Joyce (Winona Ryder) e Hopper (David Harbour) a dover riaffrontare il Mind Flayer e le sue strategie dal sottosopra. I contatti scelti dalla mente malvagia sono prolungamenti del suo corpo, capaci di prendere i suoi poteri e assemblare un mostro del tutto nuovo e più potente. A completare l’equazione c’è il nemico russo, immancabile in ogni serie americana ambientata durante la guerra fredda.

Stranger things 3 è una potente esplosione degli anni 80, i cui segni nelle scorse stagioni erano altrettanto frequenti ma più circoscritti. Continuano ad essere scelti con cura ed attenzione brani musicali amarcord mai banali, in perfetta sintonia con la scena a cui è abbinata, come Material Girl di Madonna durante una sfrenata giornata di shopping di Undi e Max, o in voluto contrasto, come accade per Neverending Story, la canzone pop di Limahl che accompagna uno dei momenti più tesi della stagione. Ritornano anche i riferimenti ai giochi di ruolo, che i ragazzi ormai in piena adolescenza accantonano, ma che rimangono un importante rito di passaggio e motivo di unione. La vera ed importante novità sono i riferimenti più frequenti ed espliciti al mondo cinematografico. Proprio in sala cinematografica sono ambientate alcune tra le scene più divertenti e più tese: le proiezioni in corso in quei momenti sono Ritorno al futuro, punto di riferimento già annunciato dai creatori, e Il giorno degli zombie, che nella prima puntata anticipa il tema della stagione e la nuova tecnica del Mind Flayer. A questi si aggiungono gli enormi omaggi a Stephen King, con It e il racconto Secondo turno di notte e allo Steven Spielberg di E.T. e Lo squalo. La quantità di riferimenti presenti nella stagione è da record.

Fantascienza, horror, autenticità e sentimento sono solo alcune delle combinazioni che rendono questa terza stagione inaspettatamente migliore delle altre. Stranger things è una delle poche serie tv che cresce e alza il livello con il susseguirsi delle stagioni, riuscendo a sopperire con maestria e genialità al minore effetto sorpresa, dovuto alla familiarità acquisita con la dimensione fantascientifica creata, che non smette comunque di rinnovarsi. Le inaspettate ultime scene inserite tra i titoli di coda fanno sperare in una quarta stagione, ancora diversa, già attesissima.

Monica Viscido

Monica Viscido

Laureata in filologia moderna, cerca la sua strada. Adora leggere, guardare film e serie tv. Lotta quotidianamente contro la pigrizia e si mette sempre in discussione. Odia parlare di sé e stare al centro dell'attenzione, quindi in questo momento non si trova esattamente a proprio agio.
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