Cometa di Gregorio Magini, Storie di alienazione pre-social

 In Letteratura

Raccontare la contemporaneità è un compito che è sempre risultato ostico, sia per gli scrittori ma più in generale per gli artisti di qualsiasi epoca. Raccontarla ora, in cui le interazioni tra le persone spesso sono veicolate o filtrate da strumenti come i social, per certi versi diventa quasi un’impresa. Ci prova  Gregorio Magini, che col suo ultimo romanzo, Cometa (pubblicato da Neo Edizioni), ci racconta la vita e i fallimenti di chi, nato a cavallo degli Anni ’80, ha vissuto la fase embrionale di questo nuovo modello sociale e le sue zone d’ombra.

Gregorio Magini torna infatti al romanzo dopo il suo esordio nel 2008 con La famiglia di pietra (Round Robin) e dopo la parentesi del progetto Sic (Scrittura Industriale Collettiva), coordinato assieme a Vanni Santoni, da cui nel 2013 nasce In territorio nemico (minimumfax), romanzo sulla Resistenza scritto da ben 115 autori.

I protagonisti di Cometa sono due ragazzi molto diversi tra loro, parliamo di Fabio e Raffaele: il primo definibile come misantropo e nerd, vive la sua alienazione sociale rifugiandosi tra libri e videogiochi; il secondo, sessuomane e irrequieto, vive i suoi fallimenti amorosi facendo di tutto per abbandonare il suo status borghese. Le storie dei protagonisti sono parallele inizialmente, e ci vengono raccontate con un alternarsi dei punti di vista. Entrambi vivono le loro vite e i loro fallimenti, fino a quando una mattina, per caso, si conoscono ad un corso universitario. Da quel momento nascerà tra i due un’amicizia che presto si trasformerà in collaborazione, visto che assieme progetteranno un nuovo social network (“un MySpace meglio di MySpace”): Comeetr. Un progetto che diventerà l’unica speranza a cui aggrapparsi, in un momento in cui per entrambi la caduta si manifesterà sempre più vicina.

Lo stile di Magini è frenetico, l’autore gioca col ritmo dando la sensazione che la pagina possa esondare tra le considerazioni o il flusso di coscienza dei personaggi, ed è un qualcosa che funziona, perché il tutto è sorretto da una lingua che risulta assolutamente credibile e coerente con le voci dei protagonisti.

Cometa è un testo di difficile categorizzazione. Ad una prima analisi verrebbe da considerarlo una sorta di romanzo di formazione, anche se sarebbe riduttivo, perché il leitmotif dell’opera si basa sul fallimento dei protagonisti: nessuno impara né migliora la propria condizione. Magini ci racconta, quindi, due diversi modi di percepire l’alienazione e un certo tipo di disagio esistenziale, senza avere la pretesa di consegnarci qualcosa di didascalico o pedagogico. Ed è proprio questa, probabilmente, la vera forza del romanzo.

Diego Frau

Diego Frau

È nato a Cagliari ma vive a Pisa dove ha studiato Scienze Politiche. Convive con le sue ossessioni (la letteratura e il tennis) e odia le bio.
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