Storie della tua vita: il libro prima di Arrival

 In Letteratura

Una buona notizia se il film vi è piaciuto.

di Nanni Schiavo

Il film Arrival siamo andati a vederlo in molti, ora parliamo di quello che c’è dietro, del libro che lo ha ispirato. Piaciuta anzitutto la storia? Se sì, sappiate che ho una buona notizia per voi: potete leggerne di altre.

Spieghiamo perché, partendo da libro “Storie della tua vita” di Ted Chiang, uscito in prima edizione inglese nel 2002. Questo volume è una antologia di racconti scritti dall’autore in genere Scifi, questo significa che se Arrival vi è piaciuto avete la possibilità non solo di rileggerlo ma di leggere altre storie della stessa penna, nello stesso volume.

L’episodio da cui è tratto il film è quella che dà il titolo al volume (o quasi, il titolo della storia è al singolare, “Storia della tua vita”), edito ora in Italia da Frassinelli. Lo sappiamo ormai, parla di una linguista che arriva a comprendere un linguaggio alieno e ciò la porta ad uno stato di comprensione che a tratti abbiamo poco compreso. La scienza linguistica è una materia che mi affascina, molto lontana da quello che crediamo essere, ovvero letteratura e traduzioni, è per l’appunto una scienza. Conosco una linguista e sa un sacco di cose fighe che vorrei sapere io. Compiti per casa dunque, cercare su Wikipedia questa voce.

Vediamo ora cos’altro riserva per i suoi lettori questo volume. Sono sette racconti più un documentario inedito raccolti in questo libro, hanno tutti un genere simile. Fantascienza più enigmi più matematica più un casino vario che alla fine si risolverà in qualche modo. In “Torre di Babilonia” ad esempio una squadra di operai si cimenta nell’impresa di scalarla tutta allo scopo di renderla ancora più alta (!), poi c’è “Divisione per zero”, forse il mio preferito, in cui a seguito di una maledetta equazione sorgerà tutto un senso di smarrimento dovuto al crollo della certezza matematica.

Chiariamoci, questo non è il genere di libro che comprerei se non dovessi recensirlo, ma devo dire che le stranezze filtrate dalla penna di Chiang appaiono più logiche di altri autori suoi colleghi. Lo apprezzo molto per questo, penso che la fantascienza debba assolutamente partire da alcuni presupposti di scienza per essere credibile, almeno ai miei occhi. Mi piace solo quando riescono comunque a spiegare com’è che hanno fatto, a costruire quel motore, a sparare quel laser, and so on … 

Questo è il motivo per cui – a mio umile giudizio – fra i volumi di questo genere c’è un sacco di spazzatura e nel dubbio, facendo di tutta l’erba un fascio, non ne compro nessuno.

Sono tutto sommato belli e scorrevoli i racconti di questo volume, la divisione in parti indipendenti ne facilita la lettura. La gente non ha più tempo/voglia di leggere per cui questa idea in futuro potrà rivelarsi vincente. Lo stile è semplice, asciutto. Non si perde in fronzoli di poetica, dritto al punto: problema e suo svolgimento, eventuale risoluzione. Comprarlo? Perché no, se vi è piaciuto il film è una ottima idea. Regalarlo? Se siete sicuri che il genere piaccia, direi anche al di là del film singolo, è un volume assolutamente presentabile.

Non mi piace che vengano usate immagini del film per le copertine di libri che sono comunque venuti prima ma che ci possiamo fare, la letteratura è in una fase di compromesso.

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Nanni Schiavo

Nanni Schiavo

Sono nato a Salerno e da allora ho (quasi) sempre vissuto a Potenza. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero scrivo, imbratto carte. Ho pubblicato un primo libro e in questo periodo sto cercando di finire il secondo. Quando me lo posso permettere un viaggiatore, l’ultima volta che una ragazza mi ha lasciato ho deciso che in cinque anni avrei finito il giro dell’Europa. Disprezzo i trolley.
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