Sting & Shaggy, la strana collaborazione che vi farà divertire

 In Musica

Sting e Shaggy hanno fatto un disco insieme.

Forse non sono abbastanza incisivo.

STING E SHAGGY HANNO FATTO UN DISCO INSIEME.

Le collaborazioni sono un’arma a doppio taglio. Dal punto di vista artistico, la riuscita convergenza di voci ed anime di artisti diversi in uno stesso progetto dipende da come le caratteristiche di ciascuno sposino quelle dell’altro e da quanto i musicisti siano in grado di amalgamare in maniera uniforme le loro proprie peculiarità. Dal punto di vista commerciale è importante che la collaborazione sia in grado di intercettare un pubblico target comune ma riesca anche a far scoprire o avvicinare i fan di un artista alla musica dell’altro.

Una volta riemerso da questo improvviso turbine emotivo che mi ha investito nel momento in cui ho appreso la notizia di questa magnifica collaborazione mi sono chiesto se fosse il featuring più assurdo degli ultimi anni. E purtroppo (o per fortuna) non lo è.

Ecco una piccola classifica dei feat. più illogici degli ultimi decenni, suddivisi in base al successo o al fallimento della collaborazione:

Best Stranger Featuring act:

Worst Stranger Featuring act:

La collaborazione tra Sting e Shaggy nasce quasi casualmente, quando il cantautore britannico ha scritto il ritornello di un pezzo dell’artista giamaicano. Tra i due è nata così una grande amicizia che ha portato alla realizzazione di 44/876, pubblicato in Italia il 20 aprile 2018.

L’album non ha la pretesa di fare storia ed è forse questo l’ingrediente che fa di questo disco un lavoro divertente ed apprezzabile.

Con le sue solide doti compositive, Sting da un’impronta riconoscibile ai brani che spaziano dal pop-reggae (Morning is Coming) al reggae (il singolone scala classifiche Don’t Make me Wait) al pop (Gonna Get Back My Baby) a sonorità molto vicine ai The Police (Dreaming in the U.S.A., Night Shift). D’altronde, tra le varie correnti musicali seguite da Gordon Sumner, il reggae è stata una delle più influenti nella sua carriera con i Police ed è l’anello di congiunzione più forte di questa collaborazione con Shaggy, il quale da animo e ritmo ai brani, inserendosi alla perfezione sugli arrangiamenti con una metrica talvolta scorrevole altre contratta.

Essendo un album “da spiaggia” concepito per divertirsi e divertire, i testi non sono particolarmente elaborati anche se in un paio di brani il duo trova alcuni espedienti che fuoriescono dallo schema di classica canzone radiofonica: Crooked tree sembra scritta per un musical: Shaggy interpreta il ruolo di un giudice severo mentre Sting è il reo pentito dei suoi atti; Sad Trombone è una vera e propria storia in musica, con tanto di dialoghi virgolettati.

Questa estate, quando sarete in auto per andare al mare e vi sarete stancati di ascoltare le solite dieci canzoni mandate in rotazione autistica dai principali network, mettete su 44/867 e fatevi trasportare sulle spiagge giamaicane. Non ve ne pentirete.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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