Steven Gerrard – You’ll never walk alone

 In Sport, Storie di Sport

Si entra in campo.
La maglia rossa, il numero 8 sulle spalle, la Kop che canta “You’ll never walk alone”.

Quando cammini nel mezzo di una tempesta,
Tieni la testa ben in alto
E non aver paura del buio
Alla fine della tempesta c’è un cielo d’oro
Cammina attraverso il vento
Cammina attraverso la pioggia
Anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati
Va avanti, va avanti
Con la speranza nel tuo cuore,
E non camminerai mai solo.

L’inno calcistico più conosciuto e più cantato di sempre, quello che fa venire la pelle d’oca quando i 45.000 di Anfield lo intonano.
E non camminerà mai da solo Steven Gerrard.
Il capitano della squadra più romantica d’Inghilterra.
Non me ne vogliano il City degli sceicchi, il Chelsea di Abramovich e Mourinho e l’Arsenal di Wenger, ma il Liverpool è un’altra cosa.

Squadre come il Liverpool e il Manchester hanno bisogno di simboli che ne scrivano la storia pari passo.
Lo United ha avuto gente come Ferguson e Giggs, il Liverpool ha avuto Steven Gerrard.
17 anni, 695 partite, 180 gol.
Pochi trofei.

Istanbul, 25 Maggio 2005.
Il Liverpool di Rafa Benitez arriva inaspettatamente in finale di Champions League dove trova il fortissimo e favoritissimo Milan di Carlo Ancelotti.
A fine primo tempo, come da copione, i rossoneri conducono già 3-0.
Ha segnato persino Paolino Maldini, il capitano, il più bel presagio del destino che sta apparecchiando la vittoria.
La doppietta di Hernan Crespo sancisce la ormai già assaporata vittoria: non si era mai assistito ad un primo tempo di una finale di Champions così a senso unico.
Uno dei Milan più forti di sempre (Dida, Cafu, Nesta, Stam, Maldini, Pirlo, Gattuso, Seedorf, Kakà, Shevchenko, Crespo) non stava dando spazio ad un modestissimo Liverpool (quinto in Premier League) in cui spiccavano solo Xabi Alonso e il capitano Steven Gerrard.
Tutti davano ormai la partita per finita.
Tutti tranne lui, Steve.
Al ritorno in campo Gerrard incorna un cross dalla sinistra. Riapre la partita. Prende la squadra in mano.
E dopo il gol del 3-2 di Smicer su errore di Dida, Gerrard si procura un rigore, che Xabi Alonso sbaglia ma riesce comunque a ribadire in rete.
3-3 al 60’.
In 15 minuti la grinta del capitano era riuscita nell’impresa di ribaltare una partita persa, e non una partita qualsiasi.
Per i milanisti lo shock fu totale.Steven-Gerrard
Arrivati ai rigori i tiratori rossoneri si trovano davanti un pazzo polacco di nome Jerzy Dudek che si inizia a muovere come un ubriaco.
Non poteva finire bene per loro.
Gerrard può alzare la coppa al cielo.

Se avete voglia di rinfrescarvi la memoria, eccovi un video che con ogni probabilità vi metterà i brividi (la visione è fortemente sconsigliata al pubblico di fede rossonera):

Quello di Istanbul però fu l’unico vero grande trionfo del Liverpool in questo secolo. Un secolo fatto più di sofferenze e di grandi rimpianti, piuttosto che di grandi vittorie.
Il dramma si è consumato nella passata stagione.

Liverpool, 27 Aprile 2014.
I Reds a sorpresa, dopo una stagione molto al di sopra di ogni più rosea aspettativa, si trovano a duellare con il Manchester City per la vittoria del campionato.
Quel giorno è tutto nelle mani degli 11 di casa ad Anfield.
Una vittoria e il titolo sarebbe praticamente in tasca.
Dall’altra parte c’è però il Chelsea di Mourinho, il più grande antagonista dell’era Benitez. Mou manda in campo una squadra rimaneggiata, ma la rivalità è vivissima.
Reds e Blues non sono mai andati d’accordo.

Per Gerrard la Premier League è il sogno.
In 16 anni non è mai riuscito a portare la sua squadra lì.
Per 16 anni ci ha provato disperatamente, non avendo mai una squadra all’altezza; ma ora l’obiettivo è lì, l’obiettivo è a 90 minuti.
Al minuto 48 Steve indietreggia, come al solito, per ricevere un pallone dal difensore e per creare gioco.
Ma questa volta scivola.
L’attaccante avversario prende palla e arriva in porta.
1-0.
Il dramma è pronto.
L’unica possibilità di vittoria sfumata proprio per via del giocatore simbolo, quanto di più tragico ci possa essere nello sport.

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Gerrard in ginocchio dopo il gol subito

Nonostante le poche vittorie e la sfortuna anche in Nazionale, Gerrard rimane uno dei giocatori che hanno segnato il XXI secolo.
Una di quelle bandiere di cui il calcio ha sempre bisogno, e ancor di più nel calcio moderno.
He will never walk alone.

Mario Villani

Mario Villani

Nato a Bari nell'ormai lontano 1989. Dopo 5 anni a Milano abbandona il grigiore padano per cercare qualcosa nel Sud Est del mondo. Oggi in Indonesia, scrittore per caso (o per sbaglio).
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