Stelle o sparo, una superNOVA nel fumetto italiano

 In Fumetti

La mia reazione quando ho letto dell’uscita del primo libro di NOVA per BAO Publishing, Stelle o sparo, è stata più o meno la seguente: “OH MIO DIO! OH MIO DIO! OH MIO DIO!”.

Sono seguiti giorni di trepidante attesa (tanto trepidante da aver contattato più o meno ogni minuto l’ufficio stampa di BAO per riceverlo e scrivere una delle mie esaurientissime e stra-superpartes recensioni). 

Per chi non la conoscesse (sciocchi!) NOVA è una giovane abruzzese, talento fino a poco fa di nicchia (ma destinata secondo me a fare parecchia strada), nota ai più sul web per le vignette irriverenti, dissacranti e politicamente scorrette che pubblicava sul suo profilo. 

(Per farvi capire meglio di cosa parlo vi metto qui una delle strisce che più me l’ha fatta amare.)

Ecco, con queste premesse ammetto che io stessa, nonostante l’avessi assunta un po’ a spirito guida, avevo sottovalutato la potenza narrativa di NOVA approcciandomi a Stelle o sparo con l’idea di trovarmi di fronte ad un libro che mi avrebbe scatenato una risata scorrettissima e basta. Invece no. 

Le 144 pagine di questo libro sono un concentrato di emozioni grezze e potentissime che raccontano il viaggio di Stella e Ed, amiche sin dai tempi della scuola, in un paesino sperduto della Grecia alla ricerca di un po’ di pace e relax.

Stella è paranoica, insicura, bloccata in quel varco temporale tipico dei figli degli anni ’90 in cui ci sente troppo grandi per nascondersi tra le quattro mura della propria camera tappezzata di poster dei Nirvana, e troppo giovani per affrontare tutto il carico di delusioni, inganni e dolori che un vero adulto deve sopportare nella sua quotidianità. 

Ed è la sua àncora, da quando al liceo le passò le soluzioni del compito di francese; è una forza della natura, vive all’estero, è realizzata e conosce le angosce dell’amica e in quali punti pungolarla per poterla scuotere da quel torpore autoindotto. 

Lì sull’isola entra in scena il terzo protagonista di Stelle o sparo, Cosmo, un ragazzino senza padre né madre, cresciuto per strada, che ha la fobia del buio ed è riuscito a crearsi un’esistenza fatta solo di luce.

Tra Stella e Cosmo si instaura un legame profondo, dato da quel modo opposto ma parimenti sbagliato di approcciarsi alla vita: lei persa nel suo buio non sa come fare a riaccendere una luce, seppure piccola; lui, chiuso in quel bagliore perenne, non capisce l’importanza delle zone d’ombra e di quello che di buono può esserci anche in esse. 

Per raccontare questa storia, commovente quanto basta (ovvero tale da ritrovarsi sprofondati nel divano in una valle di lacrime, – ma io non faccio testo dopo aver pianto per il Benevento in Serie A senza essere una tifosa di calcio, ndr), ma allo stesso tempo divertente e pregna della sua anima punk e anticonvenzionale, NOVA si serve di un disegno in bianco e nero crudo e irregolare, con vignette che strabordano e che sembrano esplodere dalla pagina, ma proprio l’irregolarità delle strisce è perfetta per esprimere tutto il caos che i protagonisti hanno dentro. 

La scrittura di NOVA è a volte rude e graffiante, altre volte si ammansisce, diventa intima e richiusa su se stessa con un piccolo buco nella porta dal quale guardare quello che sta succedendo; senza perdere mai quell’aria acerba, degna di un’opera prima, che però dà freschezza al racconto privandolo dei momenti di pesantezza che a volte si riscontrano in scrittori “più navigati”. 

Alla storia principale, in Stelle o sparo, si intrecciano racconti, flashback della protagonista, digressioni, che a volte – lasciatevelo dire – fanno male come un cazzotto allo stomaco per quanto sono duri.

Il punto è che NOVA, ha la mia, la nostra età, è figlia come noi della crisi che partendo dall’economia è riuscita a inglobare tutto il resto fino a prendersi il nostro futuro. Quello a cui pensavamo tra i banchi di scuola, aspettandoci chissà che, e che alla fine è arrivato e… niente, non era come ce lo aspettavamo. Perché nessuno di noi sognava di fare il cameriere o il lavapiatti in qualche grande città d’Europa, o di firmare un contratto di 40h settimanali per 500 euro al mese senza ferie contributi e disoccupazione, nessuno di noi aspirava a trovarsi a quasi trent’anni senza un lavoro, una casa, un compagno con il precariato nel DNA e la sensazione perenne di essere in bilico. 

Tutto questo NOVA lo sa bene e ce lo sbatte in faccia in Stelle o sparo, come quando paragona le nostre speranze a tante tartarughine che si gettano in mare, alcune non ce la faranno e soccomberanno, la maggior parte anzi non ce la farà, ma in loro c’è una spinta vitale fortissima a provarci.

Ci ha provato anche l’autrice, quando ha mollato il lavoro da cameriera in un ristorante indiano a Copenaghen e ha scritto questo libro. E visto il risultato penso proprio che non importa se 99 tartarughe su 100 non ce la facciano, l’importante è che una, la più tenace, la più motivata, la più forte, riesca a raggiungere la meta. 

 

 

 

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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