“I compagni dell’infanzia non li scegli, ti capitano addosso e ti entrano dentro come la febbre sbirulina, e non se ne vanno anche se li prendi a calci. Sì, diventano più che parenti, più che fratelli, diventano amici. Ma non li puoi scegliere”.

Se con lo splendido Morti di Sonno, Davide Reviati aveva attirato le attenzioni di critica e pubblico, con il suo ultimo lavoro Sputa tre volte, edito da Coconico Press, l’autore ravennate si conferma nell’olimpo dei grandi narratori.

La sua nuova graphic novel, in linea il discorso intrapreso nella sua prima opera sia sul piano tematico che stilistico, si colloca a metà tra romanzo di formazione e raccolta di memorie. È la storia di un gruppo di ragazzi della periferia romagnola che frequentano con scarso profitto un istituto tecnico industriale. Guido, Moreno detto “Grisù”, e Katango trascorrono le loro giornate tra bar, biliardo, scorribande in auto e notti a fumare in riva al fiume. Ed è proprio in questi luoghi, in un casolare diroccato, che vive una famiglia di nomadi slavi e tra loro Loretta, una ragazza enigmatica e affascinante che cambierà le vite dei quattro amici.

Protagonisti del racconto non sono solo i ragazzini, ma un’intera comunità. Non c’è distinzione tra personaggi primari e secondari; ognuno di loro porta con sé un messaggio ben preciso, non sempre positivo, magari di rassegnazione, ma soprattutto di sopravvivenza, di resistenza alla vita. Attraverso uno stile narrativo realistico, si crea un profondo legame tra i personaggi e la provincia stessa, che assume i contorni di un vero e proprio stile di vita. Uno stile di vita che segnerà e accompagnerà i ragazzi durante la loro crescita, dall’innocenza e lo stupore infantile, fino ai problemi e alle responsabilità dell’età adulta, che non tutti vogliono affrontare.

Sputa tre volteSputa tre volte va oltre il semplice racconto di formazione, puntando verso tematiche più complesse e intense, ma non per questo meno intimiste. Nella pianura padana descritta da Reviati c’è una piccola sottocomunità di nomadi slavi, che convivono difficilmente con i contadini della zona: i pregiudizi, la paura del diverso, un vivere differente, scatenano reazioni diverse e imprevedibili ma comunque spontanee e genuine.

Gli zingari, presentati nella loro quotidianità attraverso gli occhi dei ragazzini, rappresentano un modello sociale lontano da quello dei protagonisti. Un pretesto che l’autore utilizza per raccontare il rapporto col diverso con rara semplicità, creando un parallelismo tra l’età della crescita (con le sue contraddizioni, gli istinti e le violenze) e la condizione dei nomadi.

All’interno del racconto, inoltre, è inserita una vera e propria documentazione sulle persecuzioni subite dagli zingari nel periodo totalitario. Campi di concentramento, marchi sulla pelle, morti legati al freddo o alla fame, un pezzo di storia che è spesso dimenticato e che Reviati documenta in maniera precisa e approfondita.

Il tratto fitto, graffiante, frenetico e fortemente evocativo si sofferma sui volti dei personaggi per risaltarne il carattere e l’umanità, l’esperienze vissute e quelle mancate, lasciando abbozzati certi particolari, soprattutto quelli legati allo sfondo.

Sputa tre volte non è una semplice graphic novel, ma un vero e proprio romanzo che ritrae uno spaccato profondo e intenso sulle difficoltà della crescita, sulle fragilità umane e sulla necessità di integrazione. Una scelta narrativa complessa che Reviati affronta con ritmo impeccabile e uno stile grafico compiuto e maturo, rappresentando storie di provinciale quotidianità che non appartengono solo a lui ma a tutti noi.

Valutazione dell'autore
Luca Illiano

Luca Illiano

Nato a Napoli nel 1987. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 29 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Sogno di scrivere e pubblicare un libro, ma aspetto l’idea giusta. Perché l’idea giusta arriva, vero?