Arriva a tre anni di distanza il nuovo disco degli Spoon. La band americana, tra le regine dell’ ”underground” e dell’indie d’oltreoceano, si presenta senza uno dei suoi elementi fondamentali, Eric Harvey che ha lasciato il gruppo alla fine del tour dell’album precedente, They Want My Soul, che riscosse quasi all’unanimità consensi positivi.

Spoon live

Spoon live

La prima cosa che si può dire riguardo Hot Thoughts, è che gli Spoon non hanno minimamente perso la loro personalità e raffinatezza di suoni e di arrangiamenti. L’impressione che si ha è che in studio studino (scusate il gioco di parole) alla perfezione ogni singola traccia e ogni singolo angolo di rotazione di tutte le manopoline di tutti i bancali di missaggio e di tutti i pedali e di tutti …insomma, ci siamo capiti. E il risultato finale fa davvero invidia a tanti ed è qualcosa che è possibile ottenere solo dopo tanti e tanti anni di gavetta o esperienza (a seconda di come la vogliate chiamare) che permettono la creazione di uno stile proprio, che diventa riconoscibile alle orecchie di terzi. A tutto ciò, aggiungiamoci che la band stessa ha dichiarato che nell’anno passato ha rispolverato l’intera discografia di Prince, in ricordo della sua prematura fine, e i giochi sono fatti.

Hot Thoughts è un disco che alterna momenti lenti ad altri che fanno muovere, momenti che riprendono quasi il rock Beatlesiano, ad altri decisamente più funky dancing. Non sempre l’album riesce a mantenere un livello elevato (Pink Up) e pure sembra essere esagerato il fatto di inserire a fine album una traccia strumentale (Us, che non è male, eh), però in generale il livello si mantiene elevato. Da evidenziare tra i brani i due singoli Hot Thoughts e Can I Sit Next to You, così come Shotgun, che ricorda a tratti i primi Franz Ferdinand. Sì, perché la particolarità di questo disco è che nonostante la band e la musica sia profondamente americana (vedi Tear it Down), in più di un’occasione viene fuori del british un po’ inaspettato, fosse anche per la voce di Britt Daniel che lasciandosi strascicare ogni tanto ricorda il buon Liam Gallagher dei migliori tempi o Tom Meighan dei Kasabian.

Ancora bella prova per gli Spoon che si confermano gruppo di livello anche al loro nono album.

 

Valutazione dell'autore
Franco

Franco

Nasco 22 anni fa a Napoli, sono di base a Bologna ma vivo a Granada (per ora). Studio economia, fotografo, suono. Scrivo di musica perchè è l'unica cosa che mi fa muovere la penna. Sono riuscito ad attraversare tutti i fiumi e torrenti che la vita mi ha posto davanti, ma sono caduto nel vino.