Singapore, 50 anni in cima al mondo

 In Approfondimento, Attualità

Il 9 Agosto la Repubblica di Singapore compie 50 anni.
Era il 1965 quando Lee Kwan Yew proclamava l’indipendenza dal Regno Unito e iniziava a progettare la costruzione di una nuova città.
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L’infinity pool, lunga 150 metri, al 57° piano del Marina Bay Sands, imperioso hotel costruito dall’architetto Moshe Safdie, rende bene l’idea di quanto Singapore sia ormai sul tetto del mondo.

È il primo Stato per numero di milionari in relazione alla popolazione, uno dei primi cinque porti del mondo per traffico di merci, è il quarto principale centro finanziario del mondo.
Il suo aeroporto, Changi, è ritenuto tra i migliori del mondo, e l’anno scorso è stata nominata la città più cara del Mondo.
Ma com’è stato possibile per una città e uno Stato con 5 milioni di abitanti e con un’area che, per intenderci, è la metà di Roma, arrivare ad essere uno dei centri nevralgici del Mondo?singapore2

La città del Leone (Singa-pura vuole letteralmente dire città del leone in malay) sorge su un’isola alla fine della penisola malese in una posizione cruciale per il commercio.

Sir Raffles ne fece il punto cruciale della Compagnia delle Indie Orientali.
Per via del suo posizionamento strategico è stata sempre al centro di colonizzazioni e di migrazioni umane, chiunque navigasse in quelle acque doveva transitare per Singapore.
Ha visto le dominazioni olandesi, portoghesi, inglesi e giapponesi, e ha accolto genti dalla vicina Malesia e soprattutto dalla Cina.
Questa varietà culturale e razziale getta le basi per quello che è la città oggi: un enorme centro multiculturale dove si parlano quattro lingue (inglese, malay, tamil e mandarino), dove si professano tutte le religioni e dove ognuno viene rispettato egualmente e trattato come un abitante di Singapore.
singapore3Tutto ciò è espresso anche dalla bandiera nazionale: i
l rosso simboleggia l’eguaglianza tra gli uomini e il bianco la purezza, mentre la mezza luna è il simbolo di una giovane nazione in ascesa ma anche simbolo della componente musulmana; le 5 stelle onorano la componente cinese.

Singapore non ha risorse proprie.
Ed è stato subito chiaro che per emergere, per essere un grande Paese, avrebbe dovuto puntare su altro.
Ciò su cui Lee Kwan Yew ha puntato è stato renderne un centro cruciale nel mondo, un hub in tutti i sensi.
Singapore è un hub del trasporto marittimo e aereo, ma è anche un enorme hub finanziario; senza materie prime si è dovuto costruire un’economia basata esclusivamente sui servizi, offrendo però questi servizi in modo impeccabile.

Singapore non è mai stato un paese agricolo ma un emporio, capace di far crescere la popolazione grazie al libero commercio. Con l’indipendenza dei vari stati, dopo il crollo degli imperi, tutti volevano occuparsi da soli del commercio. Potevamo seguire questa tendenza, ma abbiamo deciso di renderci rilevanti per il mondo, in questa nuova situazione di stati indipendenti, ognuno dei quali voleva avere direttamente a che fare con gli europei, gli americani, i giapponesi, ognuno dei quali voleva avere il miglior aeroporto, il miglior porto, le migliori comunicazioni. Se non fossimo diventati “competitivi” ancor prima di conoscere questa parola, non saremmo sopravvissuti, perché non saremmo stati rilevanti. Essere rilevanti per il mondo e quando il mondo cambia, essere rilevanti nonostante i cambiamenti: questo è vivere.” (L.K.Yew)

La qualità del servizio che si trova in città ripaga spesso gli elevati costi e giustifica anche le numerose regole e leggi.
Non si può masticare la gomma, si può fumare solo in alcune zone, è vietato mangiare in metropolitana e tante, tante altre piccole proibizioni,
Più grave: c’è ancora la pena di morte per omicidio e per traffico di stupefacenti, l’omosessualità è illegale e le libertà di informazione e di stampa non rispettano propriamente i canoni di un paese occidentale.
La rigidità e la disciplina sono le caratteristiche su cui è stato fondato questo sviluppo senza precedenti.

Ho già citato, senza introdurlo a dovere, Lee Kwan Yew.singapore4
È il padre fondatore della moderna Singapore, è la mente dietro tutto questo, è colui il quale ha portato un’isola dal terzo al primo mondo in trent’anni.
Per ogni singaporeano LKY è una leggenda, un leader atipico, profondamente contrario al culto della sua persona, spesso lontano dai riflettori.
Ha portato un nuovo tipo di democrazia, una tecnocrazia: la praticità al potere, se qualcosa funziona, facciamola.
Le sue scelte antidemocratiche su libertà di stampa e di espressione sono spesso state oggetto di aspre critiche a cui ha risposto così:
“Guardate che alla fine la gente vuole stare meglio, vuole avere a che fare con un’esperienza di successo, capace di portare benessere ai cittadini. Singapore è esattamente questo”.
E Singapore funziona.singapore5

Ci saranno diverse voic, diversi punti di vista. Ho fatto cose dure e difficili per migliorare le cose. Forse qualcuno disapproverà. Troppo duro, ma c’era tanto sul piatto e volevo che questa città avesse successo.
Questo è tutto.
Alla fine cosa ho ottenuto? Il successo di Singapore.
A cosa ho dovuto rinunciare? Alla mia vita.”

Mario Villani

Mario Villani

Nato a Bari nell'ormai lontano 1989. Dopo 5 anni a Milano abbandona il grigiore padano per cercare qualcosa nel Sud Est del mondo. Oggi in Indonesia, scrittore per caso (o per sbaglio).
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