Il fascino di un viaggio all’estero è sempre eccitante, oltrepassare i confini nazionali sembra quasi attribuire al nostro viaggio maggiore importanza, enfasi, ma ovviamente non è così. Nonostante la nostra penisola sia non proprio economica, abbondano luoghi incantevoli, città d’arte e spiagge da sogno. Questa volta ci troviamo in Sicilia, dove gli odori, il sole e le persone vengono rappresentate da una sola parola: SUD. Il mio itinerario non è scandito da tappe frenetiche e corse contro il tempo cercando di visitare quanto più possibile; Catania, Palermo e Siracusa saranno i luoghi che calpesterò in quindici giorni. Dopo aver subito affrontato il dibattito linguistico sulla specialità siciliana (arancini/arancine) senza indugi mi fiondo da Savia, pasticceria storica catanese. Il risultato è questo:Ma è un semplice assaggio; la Sicilia è notoriamente conosciuta per la sua enorme tradizione culinaria, una chiara testimonianza delle innumerevoli culture che hanno vissuto e attraversato questa terra.

Più di tutto però resto incredulo da quanta ospitalità e carinerie ho ricevuto in questo breve viaggio. L’empatia che lega il mio popolo a quello siciliano è evidente, la “mia” Napoli e la Sicilia quasi come se fossere bellezze partorite insieme e separate alla nascita. Insomma per chi non l’avesse capito un chiaro riferimento al Regno delle due Sicilie ed alle cause che l’hanno portate a separarsi.

Qui mi trovo in uno dei tanti mercati che rende viva la città di Catania, mi perdo nei suoni affascinanti del dialetto catanese, tra urla, schiamazzi e riasate varie. Inutile negarvi che a dominare la scena sono le canzoni neomelodiche napoletane adorate dai siciliani, quasi quanto Stratford-upon-Avon adora Shakespeare.

Dopo la piacevolissima tappa al mercato, i miei desideri di esplorazione mi portano ad incontrare un gruppo di ragazzi catanesi, che per un pomeriggio diventano ottimi oratori della loro terra, illustrandomi virtù e difetti della loro città. Così in ottima compagnia mi godo un tramonto mozzafiato.

Quegli stessi ragazzi si trasformano in veri e propri amici in poche ore. Diventano parte del mio viaggio e così sono loro ad accompagnarmi a Siracusa. Non una passeggiata poichè 67 sono i km che separano le due città. Subito mi dirigo ad Ortigia ovvero la parte più antica della città di Siracusa, una vera e propria “terrazza sul mare” che affaccia sulla costa sottostante, la sua posizione la rende un posto unico. Ortigia rappresenta l’isola nell’isola contesa in passato da greci, romani, ed infine spagnoli. Dopo tanto camminare è arrivato il momento di un po’ di sano relax. Impossibile rinunciare ad un tour in barca. La Sicilia è una meta perfetta per un viaggio economico ed a contatto con la natura, con soli 8€ a persona ci godiamo: sole, mare ed un’irrinunciabile frittura di pesce.

Dopo questa piacevole tappa, mi rimetto in cammino, questa volta da solo. Dopo aver salutato i mitici amici catanesi, parto alla volta di Palermo, ovviamente come ogni viaggio on the road, pollice all’insù e aspetto il passaggio di qualche anima buona che mi avvicini alla mia ultima meta. Dopo aver aspettato quasi due ore, a testimonianza del fatto che l’autostop è una pratica poca diffusa in Italia, salgo a bordo di una vecchia macchina guidata da un’introversa e curiosa donna sulla 60ina. Mi godo così il paesaggio dell’introterra siciliano. Bellezze naturali ed animali scorrono come delle fotografie davanti ai miei occhi, l’arretratezza e l’abbandono di alcuni luoghi quasi mi innervosisce, anni ed anni di speculazioni politiche hanno fatto si che il sud versi in uno stato di abbandono, è proprio questa rabbia che mi lega ancor di più a questa terra, incapace di accettare uno scempio così grande verso uno dei luoghi più belli del mondo: il sud italia.

Arrivato a Palermo non posso non visitare una delle spiagge più famose della città: Mondello. Il caos delle centinaia di persone che affollano questa spiaggia mi fa ritornare il buon umore ed anche l’appetito… Purtroppo però conosciuta per la sua incredibile affluenza ed essendo un luogo di ritrovo per migliaia di palermitani mi mettono in guardia sul suo fondale trasparente. Ma a quanto pare i siciliani non hanno il senso della misura quindi lascio giudicare voi.

 

Francesco Fusi

Francesco Fusi

Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta ; laureando in lingue all'Università Orientale di Napoli , lavoro in una pizzeria da troppo tempo , ciò non significa che sono stanco di mangiare pizze !!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi ; Obiettivo costante : VIAGGIARE !
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