Si viaggiare… ma nel rispetto della natura

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Brasile: non solo samba. Il disastro ambientale del Rio Doce

“Clima: l’allarme degli scienziati Onu, misure eccezionali o sarà il disastro”, titolava così un articolo della Repubblica. “20 things we could do right now to reduce climate change and prevent extreme poverty”, il quotidiano inglese Independent. “Es indispensable la creación de un Banco central del Clima” così il quotidiano spagnolo El País. Potrei andare avanti all’infinito. Quotidiani, programmi radio e telegiornali ogni giorno tirano fuori  dal cilindro delle “belle notizie”, segnalazioni riguardo cambiamenti climatici e l’inquinamento che noi tutti abbiamo apportato al nostro pianeta in questi secoli. Eppure ogni qual volta scatta quest’argomento, sembra sempre che ci siano teorie complottiste, quasi come se tutto questo casino non stesse accadendo davvero. Insomma il problema ci scivola addosso e forse il dato più allarmante è proprio questo. Ma per una volta proviamo a non immaginare scenari da film “The Day after tomorrow” e prendiamoci le nostre responsabilità! L’ultima assemblea delle Nazioni Unite tenutasi in Corea del Nord, lancia un messaggio molto chiaro a tutti i governanti del mondo: ridurre il riscaldamente globale è ora un imperativo. Insomma sperare che il cambiamento giunga dalle grosse multinazionali o da quel 3% che detiene la ricchezza mondiale, è davvero utopia. Sarà mica più utile partire da quel 97%? Ognuno di noi è parte del cambiamento di cui la Terra ha bisogno.

Un’isola al largo dell’Honduras, incastonata sopra una barriera corallina che è la seconda al mondo dopo quella australiana. La fotografa Caroline Power si aspettava di trovarvi, come da copione caraibico, solo distese azzurre, delfini e tartarughe.

Ecco che arrivo a noi cari viaggiatori. Come amanti della natura e delle tradizioni locali, come difensori delle culture millenarie, non possiamo non iniziare il vero viaggio verso un mondo più giusto. Perdere paradisi naturali può essere il più grande rammarico, come abitanti di questo pianeta ma anche come viaggiatori. Ma cosa c’entra il riscaldamento globale con il mondo dei viaggi?  Ogni viaggio nasce dal desiderio di scoprire, la curiosità di conoscere abbatte i nostri limiti, accomunati dal rispetto per la diversità culturale ma anche ambientale. I viaggi così detti “solidali” sono quelle esperienze che vengono fatte lontano dal turismo di massa, fuori dagli itinerari turistici più scontati. Sarebbe bello scegliere e incoraggiare quei paesi che si contraddistinguono per misure reali.  Ci sono Paesi in via di sviluppo che si distinguono per l’impegno nella tutela dei diritti umani e per l’adozione di politiche sociali e ambientali innovative. Prendiamo ad esempio l’Uruguay, che progetta la costruzione di un aeroporto completamente alimentato da “energia verde”. Il Marocco che nel 2016 ha inaugurato il più grande impianto solare a concentrazione del nostro pianeta. Oppure il Nicaragua ha fatto registrare il più veloce e sorprendente balzo verso le energie rinnovabili.

La svolta rinnovabile del Nicaragua, la seconda nazione più povera dell’America Latina dopo la Bolivia, in pochi anni ha letteralmente rivoluzionato il paese.

ECCO ALCUNI CONSIGLI PER VIAGGI “ECO-SOSTENIBILI”:

  1. Spostamenti Eco sostenibili. Quando è possibile, optare per l’auto,il treno o l’autobus piuttosto che l’aereo, non è da sfigati bensì da “responsabili”. Due persone che viaggiano in autobus piuttosto che con l’aereo possono ridurre le emissioni di CO2 dal 55 al 75% a seconda della durata del viaggio. Lo spostamente in autobus ad esempio permette di godere non solo dei paesaggi che si incontrano ma anche di conoscere nuovi viaggiatori. Possono nascere grandi amicizie o grandi amori, mi sembra un’ottima scusa no?
  2.  Avete mai pensato di trovare un alloggio eco sostenibile? provate a dare un’occhiata a https://ecobnb.it/. Come suggerisce la copertina del sito: “un turismo rispettoso dell’ambiente, dell’economia e delle comunità locali”. Ma alla fin fine, ridurre al minimo l’utilizzo di aria condizionata, riciclare e evitare di cambiare ogni giorno lenzuola e asciugamani per risparmiare acqua e energia, sono “regole” che dovremmo porci anche a casa nostra.
  3. Se viaggiamo in continenti quali Africa o Asia, optare per l’acquisto di coralli, corni di elefanti e pietre preziose può solo incoraggiare il problema dell’estinzione di specie già a rischio. Se vogliamo difendere le nostre facce da “gringos” ,dalle punture di zanzare, utilizzare prodotti chimici non è di certo la soluzione al problema. Piuttosto potremmo scegliere prodotti naturali o aromi che siano repellenti. Per quanto banale possa sembrare, anche questi piccoli passi sono parte di un cambiamento.
  4. Infine, e con questo so che mi farò molti nemici, ridurre le dimensioni e il peso dei nostri bagagli, con infiniti beni materiali che ci portiamo dietro ovunque, può ridurre il consumo di carburante. Sia che viaggiamo in aereo,macchina o autobus.

Insomma cambiare ci sembra così difficile quando in reatà si tratta solo di eliminare o quanto più diminuire le nostre cattive abitudini. Sprechi che ogni giorno compiamo irresponsabilmente e che pesano nel quadro generale. Carestie, incendi, inondazioni e povertà, la sfida di questo secolo è remare contro tutto ciò.

“La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra”.

ALCUNI LINK UTILI: https://www.ecosia.org/

https://ecobnb.it/

 

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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