Sharp Objects, il True Detective al femminile che stavamo aspettando

 In Serie Tv

La nuova miniserie televisiva della HBO, Sharp Objects, è tratta dal controverso romanzo d’esordio della scrittrice americana Gillian Flynn, autrice di Gone Girl – L’amore bugiardo, grande successo letterario adattato per il cinema dal regista David Fincher nel 2014. Lo show è inoltre diretto dal regista canadese Jean-Marc Vallée, che nel 2014 ha ricevuto una candidatura all’Oscar per il miglior montaggio per Dallas Buyers Club, e nel 2017 ha diretto la serie televisiva di successo Big Little Lies (sempre targata HBO), con protagoniste Nicole Kidman e Reese Witherspoon.

Fine della recensione.

No, scherzo.  In realtà, per dare un giudizio a questa serie basterebbe dare uno sguardo ai grandi nomi del cinema citati sopra, anche se ne manca uno, forse quello più importante. L’attrice americana pluripremiata, candidata innumerevoli volte all’Oscar, Amy Adams, interpreta la protagonista di Sharp Objects, Camille Preaker. Camille è una giornalista che viene inviata dal suo capo a Wind Gap, nel Missouri, per raccontare la storia di due ragazze Ann Nash, assassinata brutalmente, e Natalie Keene, che sembra invece essere scomparsa nel nulla. Wind Gap non è solo una piccola città del Missouri dimenticata da Dio, ma è anche la città natale della protagonista, che nasconde un passato tormentato, seri problemi di alcolismo (per tutto il pilot non fa altro che portarsi dietro queste bottiglie tascabili di Absolut vodka) e delle cicatrici sui polsi, segni indiscutibili di autolesionismo.

A tutto questo si aggiunge la problematica relazione affettiva che lega Camille a sua madre Adora (interpretata da Patricia Clarkson , vista recentemente in House of Cards), che non sembra molto contenta della visita in città di Camille. I flashback frammentari sulla vita della protagonista si intrecciano con i suoi sforzi quotidiani di ricostruire la storia di queste due adolescenti scomparse, che sembra un’impresa piuttosto ardua dato che gli abitanti di Mind Gap sono restii a dare notizie a riguardo e appaiono molto più interessati a dare un’immagine gradevole del luogo. Ciò diventa difficile quando viene scoperto il corpo di Natalie Keene, la ragazza scomparsa, ma, come insiste Adora, non è impossibile mantenere ancora intatta la reputazione della città.

Lo spettatore di Sharp Objects scopre quindi che la madre di Camille ha fatto di tutto per preservare l’immagine non solo di Mind Gap ma anche della sua famiglia, occultando i veri motivi della morte di una delle sorelle di Camille, la cui camera da letto è rimasta immutata nel tempo. E qualunque orrore si annidi nel passato di Camille, avvelenando i suoi sogni con immagini spaventose, sembra che alla sua famiglia non importi granchè, tanto che quando sua madre scopre che sua figlia sta indagando sugli omicidi le dice “Farò finta che tu sia qui per le vacanze estive”.

Con questa frase riusciamo a capire il tema principale dietro questa serie, ovvero gli effetti della repressione e della negazione a livello individuale e il male che ne deriva quando, appunto, nascondiamo la verità e neghiamo l’evidenza. Il mistero dietro l’omicidio della giovane Natalie è subordinato alla psiche di Camille, che nasconde, in un certo senso, l’elemento fondamentale e più intrigante di Sharp Objects.

Amy Adams è immensa in quest’interpretazione, meglio di come l’abbiamo vista finora, regalandoci un ritratto assolutamente ipnotizzante di una donna torturata dall’interno, che ha perso così tante energie vitali, da non riuscire neanche a pensare minimamente di salvarsi. Ed ecco che il suo personaggio, che si trova a dover fronteggiare i propri demoni del passato, somiglia tantissimo a quello di Rustin di True Detective, interpretato da Matthew McConaughey.

Sharp Objects, insieme a True Detective appunto e a Big Little Lies, fa parte di una generazione seriale prodotta in maniera brillante per attori altrettanto brillanti e, diciamolo, con esperienze cinematografiche importanti alle spalle, che esplorano molteplici filoni narrativi, storie problematiche e drammi contemporanei, dimostrando che il talento sopravvive nonostante una certa età.

 

shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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