Salmo – Hellvisback Platinum – Recensione

 In Musica

Avevo in mente da un po’ di tempo di scrivere un articolo su Salmo, ma per un motivo o per un altro ancora non ne avevo avuto l’occasione. L’uscita di Hellvisback Platinum mi ha dato quel definitivo calcetto in culo per parlare di uno dei personaggi più interessanti del panorama musicale (e non) italiano.

Probabilmente nelle ultime settimane avrete sentito il suo nome associato ad una accesa polemica nata sui social tra lui e lo youtuber Fabio Rovazzi, nata come una provocazione ad hoc del rapper sardo per attirare attenzione su di sé. Un’operazione di marketing insomma, sfociata poi in qualcosa di molto più grosso.

Hellvisback Platinum è il simbolo del coronamento di un successo arrivato tardi, al quarto album. In questo 2016 infatti Midnite, Hellvisback ed il primo singolo estratto da quest’ultimo, 1984, raggiungono la salmo-intervista-2016certificazione di disco di platino, arrivando a vendere oltre 50000 copie, impresa non comune in Italia per un rapper da sempre slegato dalle major e che solo con l’ultimo album ha iniziato un lavoro con Sony Music. E poi, concerti in tutta Italia, un tour ancora in corso (con doppia data completamente sold out a Milano), presenza di lungo periodo nella top 10 dei download di iTunes Music. Un’anomalia. Soprattutto per il tipo di musica che Salmo propone. Un rap contaminato, o meglio integrato, da influenze hardcore, surf rock, stoner e rock’n’roll, che fanno di Hellvisback un disco unico e raro, totalmente avulso dal contesto musicale italiano.

La versione Platinum di Hellvisback si compone di due dischi. Disco 2: Hellvisback. Il Disco 1 racchiude versione live dei brani contenuti nel disco ed riarrangiati dalla band che ha accompagnato Salmo in tour (composta da Jacopo Volpe alla batteria, Dade dei Linea 77 al basso, Marco Azara alla chitarra e Dj Slait) e due brani inediti, Don Medellin e Title?. La copertina dell’album, che rappresenta un cattivissimo Elvis con la maschera indossata dal rapper sardo durante i live, riprende l’artwork di Hellvisback,con una semplice variazione cromatica.

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Il quarto album in studio di Salmo è davvero un gran bel disco, entusiasmante dalla prima all’ultima traccia, in cui testi per niente banali e cantati con un flow da paura si intrecciano ad una musica fatta di arrangiamenti ben curati, vari nella loro composizione, suonati alla grande (Travis Barker dei blink 182 è alla batteria in Il Messia e Bentley vs Cadillac) ma soprattutto inusuali per il rap che siamo abituati ad ascoltare. Il disco si apre con Mic Taser, che come opening track fa da manifesto a ciò che ritroveremo nei brani successivi, con lyrics caustiche e sonorità aggressive. 1984 è invece il primo singolo estratto, pezzo autoreferenziale in cui Salmo ripercorre in pochi versi la sua storia, l’impegno per la musica che ha profuso negli anni, le esperienze, la testa dura nel sopportare le critiche, il tutto accompagnato da un riff iconico, ormai riconosciuto già dalla prima nota dai fans durante i live. Bentley vs Cadillac è, per sua ammissione, il brano preferito dal rapper sardo, sia per la carica che trasmette nelle esibizioni dal vivo, sia perchè rappresenta il coronamento di un sogno, quello di collaborare con Travis Barker, il quale con la linea di batteria, caratterizza con il suo unico e originalissimo tocco l’intera canzone, così come in Il Messia, il cui testo è riassumibile nel titolo di un libro di Sheldon B. Kopp, Se incontri il Buddha per strada uccidilo. Stai in guardia dai nuovi messia (nevvero, Gonzalo?). Le sonorità di Hellvisback ci trascinano nel surf rock e nel rock’n’roll grazie al riff di chitarra, ma la batteria ed alcuni passaggi strumentali hanno un retrogusto che rimanda al sound dei Queens of The Stone Age.

Il Disco 1 di Hellvisback Platinum si apre con il primo singolo estretto, Don Medellin, che vede Rose Villain, ultimo acquisto della Machete, a duettare con il rapper sardo. Un beat incredibilmente semplice e maledettamente efficace, fatto di clap hands, chitarra elettrica ed acustica e basso, ci trasporta di colpo in uno scenario da Far West in cui Salmo, come un bravo sceriffo (o un cattivissimo criminale?) spara proiettili fatti di parole e tratta di due delle serie tv di maggior successo di questo 2016, Gomorra e Narcos.

Title?è il secondo inedito di questa nuova versione di Hellvisback e vede la partecipazione di altre due colonne portanti della Machete Empire Records, Nitro e Axos.

I brani successivi sono la versione live dei brani contenuti in Hellvisback e riarrangiati dalla band che ha supportato Salmo durante gran parte del tour. In questa veste totalmente nuova, con una maggior presenza della batteria e arrangiamenti di chitarra più aggressivi rispetto alla versione in studio, i pezzi sono un vero e proprio pugno in faccia, tanto per l’ascoltatore, tanto (per esperienza personale) per lo spettatore del concerto.

Dopo un disco del genere le aspettative sul rapper adesso sono ovviamente alle stelle, forse la pressione si fa sentire, come dimostra la polemica con Fabio Rovazzi, ma sono sicuro che il prossimo album non deluderà. Salmo è un’anomalia all’interno del panorama italiano e in quanto anomalia è capace di tutto.

Finalmente.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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