Rusty Dogs: dal web alla carta stampata

 In Fumetti

Parlando di Rusty Dogs bisognerebbe partire innanzitutto dalle autoproduzioni, in particolare in riferimento al fumetto: dove il tema degli spazi di fruizione spesso è ancora una costante in grado d’innescare riflessioni o dibattiti. Oltre ai pochi festival virtuosi, che ospitano fanzine indipendenti, riviste, e vere e proprie pubblicazioni, va da sé che per gli autori emergenti una delle forme più dirette, e immediate, per farsi conoscere è la via dei web-comic.

Quello dei web-comic, infatti, come la storia recente ci insegna, sia con la consacrazione al grande pubblico di Zerocalcare o di Fumettibrutti, o di altri numerosissimi autori o autrici, può rivelarsi talvolta un mondo inesplorato ma ricco di tesori preziosi. Questo è sicuramente il caso di Rusty Dogs, l’ambizioso progetto coordinato da oltre dieci anni da Emiliano Longobardi, nato originariamente come web-comic e che ora trova finalmente spazio in libreria in un voluminoso formato brossurato.
Longobardi, autore sassarese che ha esordito sui primi tre numeri di Mono, la rivista pubblicata da Tunuè, in questi ultimi dieci anni è stato più volte candidato al Gran Giunigi come miglior sceneggiatore proprio grazie a Rusty Dogs. Ciò che caratterizza Rusty Dogs, però, oltre al lungo tempo di gestazione, è senza dubbio la quantità esorbitante e incredibile, sia per numero che per qualità, di disegnatori al suo interno: ben cinquanta.
Sì, avete capito bene. Cinquanta.

Cinquanta disegnatori con cinquanta stili totalmente diversi, ma legati sinergicamente da una struttura che si rivela sin dai primi capitoli dinamica, funzionale, ed efficace.
Come possono collaborare tutti questi artisti in una sola opera è dimostrato dal fatto che i disegnatori a cui Longobardi ha affidato abilmente il prezioso incarico sono, per esperienze e talento, tra i migliori nel panorama fumettistico italiano.

In ordine strettamente alfabetico, la preziosa lista comprende: Paolo Armitano, Elisabetta Barletta, Antonello Becciu, Michele Benevento, Giacomo Bevilacqua, Lelio Bonaccorso, Riccardo Burchielli, Giancarlo Caracuzzo, Raul Cestaro, Luca Claretti, Massimo Dall’Oglio, Davide De Cubellis, Andrea Del Campo, Werther Dell’Edera, Fabio Detullio, Fabrizio des Dorides, Michele Duch, Pasquale Frisenda, Andrea Gadaldi, Pier Gallo, Davide Garota, Gianfranco Giardina, Giulio Giordano, Giuliano Giunta, Emanuele Gizzi, Simone Guglielmini, Antonio Lucchi, Giuseppe Marinello, Alberto Massaggia, Francesco Mortarino, Guido Nieddu, Lorenzo Palloni, Giuseppe Palumbo, Davide Pascutti, Michele Petrucci, Rossano Piccioni, Giorgio Pontrelli, Maurizio Ribichini, Andrea Rossetto, Armando Rossi, Lorenzo Ruggiero, Antonio Sarchione, Daniele Serra, Marco Soldi, Cristiano Spadoni, Claudio Stassi, Joachim Tilloca, Riccardo Torti, Jacopo Vecchio e Walter Venturi.

rusty dogs
Analizzando la storyline, invece, osserviamo che l’impianto narrativo si struttura all’interno di uno scenario caratterizzato da risse e rese dei conti, in piena tradizione hard-boiled, ed ha a che vedere con gli screzi di una gang ormai decaduta e di quello che resta di una città devastata dal crimine. Nei vari episodi indipendenti che compongono Rusty Dogs, attraverso un fil rouge che scorre sottotraccia, ma che permette al lettore di godersi ogni capitolo anche singolarmente, conosciamo meglio quella che è la faida tra i due ex membri principali della gang, compagni di tante battaglie ma ora rivali in una sorta di passaggio di consegne.

Quello che colpisce del libro di Longobardi è l’abilità con la quale ogni storia riesca davvero a ritagliarsi un piccolo spazio organico all’interno dell’opera. Le tavole, crude, liriche, cupe, amorali, compongono non solo, ovviamente, delle storie, ma descrivono con voci uniche tutte le facce e le maschere che una città come New York è in grado di palesare, rendendo il quadro d’insieme ancora più originale e affascinante. Il bianco e nero delle tavole, infatti, spesso gioca un ruolo fondamentale nell’atmosfera che si respira. I riferimenti come quelli di Frank Miller con Sin City e Ed Brubaker con Criminal sono presenti, ma è nella scrittura e nella ricerca di creare un contesto noir credibile e non retorico, che Longobardi si destreggia e riesce a far emergere Rusty Dogs in tutta la sua potenza evocativa. Per chi come me si è nutrito negli anni di serie tv come I Soprano, The Wire, The Shield o The Black Donnellys, ma soprattutto, per chi ha amato l’opera omnia di James Ellroy, troverà davvero in Rusty Dogs un piccolo gioiello.

In una New York in cui uomini senza scrupoli e cani randagi lottano per sopravvivere, Rusty Dogs si rivela lentamente come un mosaico in divenire di una città decadente, cinica e violenta.
Emiliano Longobardi ci regala quindi un bel noir corale e avvincente. Una grande opera, per un progetto ambizioso, ma che nel complesso risulta calibrato a dovere e decisamente ben riuscito.

Diego Frau
È nato a Cagliari ma vive a Pisa dove ha studiato Scienze Politiche. Convive con le sue ossessioni (la letteratura e il tennis) e odia le bio.
Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca