Rovazzi fa quello che vuole, ma non va più a comandare

 In Musica

Luglio 2018. Le bombe dei singoloni coltivati in laboratorio con l’aspirazione di diventare tormentoni estivi dell’anno sono state già lanciate da un paio di mesi. Il plotone latino-americano ha già dato fuoco alle polveri (Alvaro Soler con La Cintura, Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri e Sean Kingstone con Amore e Capoeira), il duo dei comunisti col rolex Fedez e J-Ax ha sganciato il singolo scritto insieme da Davide Petrella (Italiana), il buon Tommaso Paradiso ha fatto esplodere di gioia il pubblico femminile (Felicità Puttana) ed il fenomeno freak Loredana Bertè (scongelata per la stagione torrida) feat. Boomdabash vanno fortissimi in radio con Non ti dico no.

Eppure mancava una costante in questa estate italiana. Mancava il singolo di Rovazzi, ed alla fine è arrivato.
Lo youtuber (giammai chiamarlo “cantante”) esce con un ritardo giustificabile alla luce del lavoro proposto. Un vero e proprio corto cinematografico (9 minuti di videoclip, scritto e diretto dallo stesso FR) dalla sceneggiatura delirante e spettacolare in cui vediamo un Rovazzi che, in piena crisi artistica, riesce a rubare da un metaforico caveau il talento di tanti artisti italiani e, scoperto dalle forze di sicurezza, fugge dalla giustizia in un inseguimento spettacolare a bordo di Pandino, di un motoscafo e di una moto d’acqua. Il video vede la partecipazione di alcuni dei personaggi italiani più in voga del momento. Si va da Carlo Cracco che rappa la prima strofa, a Diletta Leotta che alza il tasso ormonale cantando però sulla voce di Nek, ad Al Bano compagno di cella di FR a Flavio Briatore che paga la cauzione per far uscire di galera lo youtuber.
Come spiegato da Rovazzi in un’intervista a Radio Deejay Faccio quello che voglio è nata dopo la stesura della sceneggiatura del videoclip. La musica si adatta quindi alle immagini, la colonna sonora viene concepita dopo il film.

Forse è questo il principale motivo per cui la canzone stavolta non incide come i precedenti singoli pubblicati in questi due anni di attività. Il brano è secondario rispetto al video, e c’è una discrepanza qualitativa notevole tra l’aspetto sonoro e quello visivo.
Nonostante Rovazzi voglia trovare dei “macrosignificati” e “microsignificati” di denuncia, il testo resta debole e non spicca. I “microsignificati” indicati da Fabio consistono in questo messaggio: nel video fa quello che vuole, cercando di fregare gli altri, ma viene arrestato. In senso più ampio invece il testo muove una critica nei confronti di chi, pur di essere qualcuno, prova ad emulare il talento di altri non avendone, o sminuendo il proprio.

Forse la novità più grande di questo brano è  la presenza di multipli featuring in un’unica canzone, tendenza non molto comune nel pop quanto nel rap o nella trap. Emma, Nek e Al Bano hanno infatti prestato le loro voci per questo singolo, dandogli un carattere multiforme.

A prima vista, sembra che per Fabio Rovazzi l’estate 2018 sarà più avara di soddisfazioni, anche se la musica pop vive di andamenti spesso imprevedibili. Di sicuro, con questo lavoro, lo youtuber milanese conferma il suo talento come regista e sceneggiatore indicando che probabilmente la sua dimensione possa essere cinematografica piuttosto che musicale.

Sembra però che Faccio quello che voglio sia solo un prequel e che altri singoli possano proseguirne la narrazione.
Lasciamoci dunque il beneficio del dubbio.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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