Requiem, la nuova serie Tv di Netflix tra soprannaturale e frangette tagliate male.

 In Serie Tv

Seguendo la scia di serie Tv horror come American Horror story e The Exorcist, lo scrittore e sceneggiatore australiano Kris Mrksa ha ideato la nuova mini-serie Tv gallese, Requiem, prodotta dalla BBC One e acquistata da Netflix (disponibile sulla piattaforma a partire dal 23 Marzo).  

Nel Regno Unito, la serie ha ricevuto critiche entusiastiche soprattutto per la fotografia e per la vicenda raccapricciante raccontata che ricorda, in un certo senso, quella del film Rosemary’s Baby.  La storia è infatti quella di una giovane violoncellista, Matilda, interpretata dall’attrice inglese Lydia Wilson ( vista in Ripper Street e in Black Mirror), all’apice del successo, che assiste al suicidio della madre. Mentre Matilda, insieme al suo migliore amico Hal (interpretato dall’attore Joel Fry, visto in Game of Thrones), cerca di dare un senso all’accaduto, per tutta la durata dell’episodio lo spettatore viene continuamente infastidito da suoni sibilanti, che dovrebbero creare ansia o perlomeno un senso di inquietudine, ma che su di me hanno avuto come solo effetto quello di farmi alzare dal divano diverse volte per controllare se stava sbattendo la finestra. Insomma, Matilda scopre che il suicidio della madre non è un evento casuale ma bensì un pezzo mancante di un puzzle molto più grande, ricollegabile alla scomparsa di una bambina nella cittadina di Pennllyth in Galles, avvenuta ventitré anni prima. Così insieme all’amico fidato, decide di seguire questa pista per capirci qualcosa (e per far capire qualcosa anche a noi, perché per tutta la durata del pilot, a parte capire da dove provenissero quei suoni, niente proprio) e si dirige verso questo paesino oscuro e dal nome impronunciabile (menomale che è un luogo di fantasia), dove si ritroverà, nei cinque episodi successivi, a fare i conti col passato della madre, con personaggi più strani di lei, e soprattutto, con segreti poco piacevoli (accompagnati sempre da rumori e spifferi continui, ndr) che riguardano la sua stessa identità.

Tralasciando il fatto che Netflix non vanta un catalogo horror seriale di tutto rispetto, è chiaro che la scelta di acquistare i diritti di una nuova serie che proviene da un canale di produzione inglese (e gli inglesi si sa, con le tv series do it better) sembrerebbe la cosa migliore da fare, soprattutto da un punto di vista economico. Ma quando parliamo di una produzione che nasce da un idea originale, bisogna andarci piano. Non tutto ciò che fa parte del panorama seriale inglese è roba di alta qualità. Qui, infatti, siamo di fronte a qualcosa che non solo non è per niente paragonabile alle serie tv citate all’inizio, ma che addirittura sembra richiamare elementi tipici del genere, visti e rivisti, triti e ritriti, combinati in maniera quasi del tutto banale. Ad esempio gli incubi che si trasformano in premonizioni, le oscure presenze negli specchi, i cari suoni sibilanti che non fanno paura a nessuno, giusto per citarne alcuni.
Requiem è perciò una serie tv fortemente inglese, sia nella tempistica della narrazione sia nella fotografia, ma nonostante i continui plot twist e le rivelazioni sconvolgenti, non è uno dei titoli più interessanti di questo 2018.

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shosanna777

shosanna777

30 anni. Eterna ragazzina. Amante del cinema. Appassionata di letteratura inglese e di tutto quello che ha a che fare con la cultura anglosassone. Passione moderata per i libri e per i fumetti. Infine...insaziabile divoratrice di Serie Tv.
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