Strongmen, storie di tempi bui e di possibili rinascite

 In Letteratura

Ho pensato a vari modi per iniziare a parlarvi di Strongmen, raccolta di saggi politici a cura dell’intellettuale e storico indiano Vijay Prashad, pubblicato da poco in Italia da edizioni nottetempo ma l’unica cosa che continuava a tornarmi in mente era la frase della canzone di Ministri:

Veramente vivo in tempi bui, riuscivi solo a chiedermi per quanto…

E forse, senza la melodia in sottofondo, questa domanda assilla anche i sei scrittori invitati in Strongmen a parlare degli altrettanti “dittatori” (ufficiali e non…) che governano i loro paesi di appartenenza.

Ma facciamo le presentazioni di casa, o anzi più divertente, facciamo partire il gioco delle coppie:

  • Per l’uomo che crede sul serio che l’orange is the new black, il biondissimo e arancionissimo Donald Trump abbiamo l’irriverente Eve Ensler, autrice di opere indimenticabili come I monologhi della vagina e Il corpo giusto, che a briglie sciolte e con la sagacia che la contraddistingue da sempre racconta la favola (a lieto fine) dell’arrivo sulla Terra di un potente virus che porta gli uomini ad odiarsi gli uni con gli altri e a farsi la guerra. Maggiore portatore della malattia ovviamente il presidente degli Stati Uniti d’America.

  • Poco conosciuto da noi occidentali ma una vera star per gli integralisti orientali è il Primo ministro indiano Narendra Modi di cui ci narra l’incredibile ascesa, le persecuzioni da lui compiute e la vanità che lo ha spinto a riportare indietro di cent’anni l’India, il poeta, attore e regista Danish Husain.

  • Un uomo normale è l’appellativo che Burhan Sönmez scrittore e traduttore turco da al ben noto, ahimè, Erdogan che con una testardaggine fuori dal comune, con intrighi, colpi di stato, manipolazioni è arrivato al potere in Turchia e l’ha messa sotto scatto, rispettando il piano fascista professato dallo scrittore di fantascienza William Gibson, di provocare il caos per poi approfittarne per presentarsi come unico rimedio.

  • Il quarto strongman è l’acclamatissimo Vladimir Putin, di cui la scrittrice Lara Vapnyar mette in evidenza un aspetto su cui pochi hanno riflettuto forse, ma che è stata una delle principali armi che hanno permesso l’ascesa del capo di governo russo: il suo sex appeal! Da grigio impiegatuccio del KGB Putin è riuscito a costruirsi la figura di macho che si lancia da un aereo o uccide un orso con le sue stesse mani, insomma voi non vi fidereste di uno così? E se foste una donna russa, cresciuta col mantra che l’uomo ti dimostra il suo amore picchiandoti, non vorreste una figura così a governarvi?

  • Donna e giornalista, ahia ahia, Ninotchka Rosca di certo non piace al suo amato capo di Stato Roa Duterte, responsabile con la sua politica a dir poco dura, della morte di oltre quattordicimila civili da quando nel 2016 è salito al potere vincendo le elezioni presidenziali nelle filippine. Una personcina a modo, che ha detto alla stampa di aver compiuto il suo primo omicidio a 16 anni e che ha iniziato una guerra alla droga autorizzando i suoi vigilantes a uccidere non solo i trafficanti e spacciatori ma finanche i tossicodipendenti, e che non ci pensa due volte ad imprigionare e giustiziare i suoi rivali politici o chi tenta di sbarrargli la strada. Insomma, un uomo affabile e per nulla rancoroso.

  • Ultimo ma non per importanza Il Mito (così lo chiamano i suoi sostenitori), Jair Messias Bolsonaro, neo-presidente del Brasile a cui di certo non manca la costanza visto che il suo lavorio per arrivare al potere parte da molto lontano, da quando da giovane nell’esercito pur essendo come l’hanno definito i suoi compagni un militare mediocre amava atteggiarsi a gran capo. Di tutto ciò che dice di lui il romanziere Luiz Ruffato, della sua omofobia, del razzismo, della venerazione per Trump, del proibizionismo, della maniacalità una cosa mi è rimasta impressa in particolare, parlando del quinto figlio nato donna dice: “Ho cinque figli. I primi quattro maschi, al quinto ho perso colpi ed è venuta una femmina”. Chapeau.

Viviamo in tempi bui è vero. Lo capiamo leggendo Strongmen, ascoltando questi pensatori partigiani, questi intellettuali, questi scrittori magici che ci raccontano l’universo distopico di violenza e perversione in cui siamo caduti. Ma dopo il buio un po’ di luce ci può essere, bisogna avere gli strumenti certo, informarsi, conoscere i fatti, imparare a ragionare con la propria testa. Non è facile, ma neanche impossibile e libri del genere possono aiutarci in questo senso.

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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