Sfera, la nuova graphic novel di AlbHey Longo sui sogni (chiusi) nel cassetto

 In Fumetti

Classe ’93, torinese, AlbHey Longo, che ha esordito nel 2016 con BAO Publishing con la graphic novel La quarta variazione, torna in libreria con Sfera, racconto a fumetti sui sogni traditi e la difficoltà di non accontentarsi.

Al centro della storia Damiano e Chiara, due giovani giornalisti tormentati ognuno dalle proprie (seppur diverse) ossessioni: il primo ha infatti sviluppato improvvisamente un super-potere che gli permette di creare delle sfere nere di vetro di dimensioni e durata variabili, la seconda laureata all’Accademia d’Arte ha accantonato il suo sogno di diventare un’artista di successo in cambio della tranquillità economica di un lavoro stabile.

Dall’unione e dal confronto delle loro reciproche frustrazioni traducibili nel desiderio irrealizzato di dare uno scopo reale alla propria vita, i due elaborano un piano che cambierà le loro esistenze. Creano così il duo di artisti avanguardisti e super alla moda “Sfera” le cui opere d’arte sono appunto delle sfere nere con lo scopo di dare a Chiara la giusta visibilità (e un po’ di soldi da mettere da parte) per poter realizzare le opere che da anni progetta e a Damiano semplicemente uno senso a quel potere che gli sembra inutile.

Le cose per un po’ vanno bene, anzi troppo e proprio quando il duo Sfera sta facendo un mucchio di soldi Chiara si rende che sta succedendo di nuovo: i suoi sogni sono stati messi un’altra volta da parte per un presunto “bene superiore” che le lascia l’amaro in bocca.

La situazione di lì a poco precipita per un colpo di scena che chiude in poche pagine – e forse in maniera un po’ frettolosa – il racconto, e che lascio a voi lettori il piacere di scoprire.

Sfera è un’opera graficamente complessa, con una costruzione delle vignette disposte in maniera irregolare, con sovrapposizioni, giustapposizioni e messe a fuoco che a volte esaltano e a volte depistano. Il tutto è accompagnato da un’esplosione di colori che ossimoricamente è sempre ben controllata e si snocciola con armonia nelle 187 pagine del fumetto.

La storia seppure non banale di per sé ha comunque un sapore di già sentito, già affrontato e – come accennato prima – si chiude in maniera un po’ brusca e frettolosa laddove potevano essere altre le parti da ridurre.

La ricerca di sé dei due giovani protagonisti di Sfera è un tema innegabilmente attuale, specie in quell’età a cavallo tra i 20 e i 30 anni in cui ci si sente dati in pasto ad una società che ha ben poco da offrire e che sempre più tenta di tarpare le ali. Eppure nonostante ciò, non si riesce del tutto ad empatizzare con Damiano e Chiara, non ci si riesce a mettere nei loro panni per condividere quelle preoccupazioni, quelle ansie e quelle delusione che in fondo ci dovrebbero accomunare a loro.

Forse è questa allora la maggiore mancanza di Sfera, il non riuscire forse per limiti di scrittura o di caratterizzazione dei personaggi a sentirsi vicini ai suoi protagonisti, lasciandosi prendere del tutto dalla narrazione.

Sicuramente AlbHey Longo è un autore promettente e interessante che, considerando la giovane età, ha fatto un buon lavoro ma forse c’è ancora da approfondire e maturare per poter chiudere un suo libro dicendo “Wow”.

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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