Un tempo erano i mirabilia… ora ci sono i Murderabilia di Alvaro Ortiz

 In Fumetti

Sapete cosa sono i Murderabilia? Tranquilli prima di leggere l’omonima graphic novel del fumettista spagnolo Alvaro Ortiz edita da BAO Publishing, nemmeno io lo sapevo. I murderabilia sono oggetti legati a scene del crimine o a eventi catastrofici (la tazza da cui beveva il caffè Charles Manson, il posacenere che era in casa della vittima di O.J. Simpson, il libro che stava leggendo il passeggero di un aereo che si è schiantato provocando centinaia di morte, insomma cose così) che alcune persone per svariati (e un po’ macabri) motivi collezionano.

In realtà nemmeno Malmö Rodriguez, il protagonista di Murderabilia, lo sa finché dopo qualche ricerca non decide di mettere all’asta i gatti di suo zio appena deceduto ritenendoli degni di finire nella collezione di qualcuno (tranquilli no spoiler).

Così Malmö, giovane nullafacente e pigro aspirante scrittore, partito dall’oggi al domani per consegnare la coppia di felini si ritrova a vivere, in un paesino non ben identificato ma di certo poco popolato, una serie di avventure che coinvolgeranno altre ignare vite e cambieranno per sempre la sua.

Non posso dirvi altro della trama di Murderabilia perchè l’abilissimo Ortiz, inedito fino ad oggi in Italia ma molto conosciuto nel resto del mondo, ha costruito una storia che si svolge per eventi così indissolubilmente intrecciati tra loro che raccontare un particolare potrebbe voler dire svelare tutto il resto. E mai vorrei privarvi del piacere di immergervi nella lettura di queste frenetiche e vorticose 110 pagine da divorare tutte d’un fiato.

Ortiz ha una scrittura fulminante, scarna ma allo stesso tempo calamitica, tale che una volta iniziato Murderabilia è praticamente impossibile interromperlo, bisogna finirlo, anche solo per capire dove la storia andrà a parare.

I personaggi sono pochi, abbozzati per la maggior parte del tempo eppure pronti ad esplodere in una vignetta o due per poi tornare ad essere un volto tra tanti uguali. L’inquietudine striscia in queste pagine mascherata dalla noia, dall’impossibilità di trovare la propria strada, dalla voglia di rovesciare in un attimo tutto il mondo fino a quel momento conosciuto e incorniciata in uno sfondo macabro e sanguinoso.

A fare da contraltare in Murderabilia a questa densità emotiva ed esistenziale dai toni noir però c’è il disegno di Ortiz leggero, fumettistico nel senso più classico della parola. I colori sono armonici tra loro mantenendosi sui toni del rosso, dell’arancio e del fango. Le vignette sono in numero variabile, molto spesso aperte, dando aria a una storia che altrimenti poteva risultare claustrofobica.

Ortiz trova così in Murderabilia un equilibrio perfetto che fa sì che il tratto sdrammatizzi laddove il racconto è pregno di significati e avvenimento. Il tutto accade velocissimo. Il tempo di accarezzare la copertina rigida e in rilievo, di osservare la cover e farsi un’idea (sbagliata) di quello che vi si troverà all’interno che ci si ritrova immersi in questo racconto che per la sua particolarità rappresenta un unicum nel panorama italiano.

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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