Fascisti su Tinder, il regalo di San Valentino che non t’aspetti!

 In Fumetti

San Valentino è la festa del romanticismo, delle rose rosse, dei cioccolatini in scatole a forma di cuore no? Ebbene Shockdom non voleva essere da meno e nel giorno dell’anno dedicato all’amore ha deciso di pubblicare il libro ideale da regalare ad ogni fidanzato/a Fascisti su Tinder, trascrizione del monologo teatrale di Daniele Fabbri con illustrazioni di Stefano Antonucci e colori di Mario Perrotta.

Dopo il successo de Il piccolo fuhrer e Il timido Anticristo, il duo più politicamente scorretto del fumetto italiano torna a parlare di attualità, politica e sessualità con l’ironia feroce che lo contraddistingue.

Fabbri inizia Fascisti su Tinder raccontando di come a 35 anni dopo aver chiuso una relazione di 7 anni abbia deciso di lanciarsi alla scoperta del mondo di Tinder per poter ricominciare a sco… a conoscere persone con cui condividere momenti di piacevole svago (siamo in fascia protetta e meno audaci degli autori, certe cose meglio censurarle).

Da qui il testo però prende immediatamente una linea diversa gettandosi in un difficile e delicatissimo discorso sulle molestie sessuali fisiche e verbali che le donne subiscono ogni giorno. Ora, chi conosce Daniele Fabbri come autore e come comico sa quanto sia capace di dire cose che a primo impatto sembrano sbagliate al momento sbagliato e nel modo sbagliatissimo e questa è la sensazione che si ha leggendo una frase del tipo

La mia tesi è che secondo me, ogni donna dovrebbe essere molestata una trentina di volte prima dei 25 anni. Per educare i sentimenti, intendo.

Quello che viene dopo però è la spiegazione alquanto singolare di come quanto appena detto non sia un’istigazione alla violenza, ovviamente, quanto un invito a contestualizzare, razionalizzare e soprattutto sgonfiare una questione che è passata dall’aver aperto un dialogo giusto e sensato all’aver generato isteria di massa perchè come spiega qualche pagina prima:

I tempi sono cambiati: l’ultima volta che sono stato single era il 2010 e da allora il tema “approccio” è diventato un tantino teso. Leggo tantissime notizie in cui si parla di molestie e a volte mi ritrovo a pensare ma cazzo, questa nel 2010 non era una molestia, al massimo era una brutta gaffe!

Divertentissima (e degna di applauso) è poi l’analisi del “fenomeno Tinder” e di come l’Italia sia stata capace, con quel bigottismo che da sempre è il suo fiore all’occhiello, di rinnegare la natura puramente “ludica” di un’app di incontri per trasformarla nel nuovo social su cui mettere foto di tramonti e citazioni di Baudelaire.

Fascisti su Tinder è questo e altro ancora, un libricino denso che diverte ma in maniera intelligente e provocatoria. E se anche stavolta i due artisti non saranno capiti e qualche altro fascista deciderà di lanciargli contro CocaCola, non ci resterà che ricordargli che in certi casi meglio un Chinotto… è più italico!

Nike Del Quercio

Nike Del Quercio

Se dovesse essere descritta con tre frasi, queste potrebbero essere: non riesce mai a stare ferma e appena può salta su un aereo; viaggia sempre con un libro in borsa, tipo copertina di Linus; parla tanto, a volte troppo, ma ogni tanto dice anche cose intelligenti.
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