Ébourgeonnage, un lavoro stagionale come esperienza di vita

 In Viaggi

En français Ébourgeonnage, in italiano spollonatura. Tecnicamente consiste nell’eliminare le gemme non produttive dalle piante di vite. Il passaggio che precede la vendemmia. Praticamente: se come me siete dei novellini dell’agricoltura e vi troverete a svolgere un lavoro stagionale, vi ritroverete dopo appena una settimana con la schiena a pezzi, la pelle trasudante di zolfo (per i trattamenti che nella maggior parte dei casi si effettuano nelle vigne), sorseggiando inevitabilmente un buon bicchiere di vino immersi in qualche posto naturale da far perdere la testa. 

Yin e Yang, un lavoro duro “fisico”, che probabilmente maledirete, ma allo stesso tempo un’esperienza di vita che vi farà scoprire la vita di campagna, quella che sembra noiosa solo a pensarci, ma che in realtà vi avrà avvicinato all’essenza delle cose e ad una pace mentale che difficilmente riusciamo a raggiungere nelle grandi metropoli, quelle piene di cemento e rumori.

Quando da Livorno ho intrapreso il classico “viaggio della speranza”, imbarcandomi per la Corsica, più precisamente Ajaccio, non immaginavo minimamente a cosa andavo incontro. Il lavoro nella vigna è una routine che all’inizio vi farà credere che non c’è nessuna differenza con la monotonia del lavoro d’ufficio in città.

Dalle 08:00 alle 17:30 (pausa pranzo inclusa) percorrevamo km di vigna abbassandoci ogni due metri e piegando schiena o ginocchia per eliminare le piante”inutili”, quelle grasse e staccare i grappoli infruttiferi dai tronchi. Inutile andare in palestra e fare gli squat quando puoi farlo all’aria aperta ed essere pagato..

Per l’appezzamento di terra di questa storica famiglia nobiliare di Ajaccio, lavoravamo 39 ore settimanali, non avevamo nè vitto nè alloggio incluso, quindi come selvaggi/fricchettoni o come più vi piace etichettarci, abbiamo dormito in tenda. Per più di un mese..

Non vi nego che la fatica fisica è tanta, bisogna un minimo essere preparati mentalmente. Ma allo stesso tempo ci tengo a sottolineare quanto il contatto con la natura sia una vera e propria medicina per l’anima. Con il passare delle settimane quasi non facevo più caso al nervo sciatico che piangeva, la mia attenzione era rivolta al rumore del mare in lontananza, immerso nel verde di questa collina. Nessuno schermo, nè gente nevrotica attorno a me. Solo io, i miei amici e qualche aquila che volando riportava i nostri occhi al cielo. Tra i colori vivaci della fantastica e selvaggia Corsica.

Ma dopo i discorsi riflessivi e profondi, ritorniamo alla materia, quella che tanto attira e piace, sto parlando dei soldi. Dopo neanche due ore dal mio arrivo alle “domaine”, firmo un contratto di lavoro. 10,50 € lordi all’ora, straordinari regolarmente pagati, tutto chiaro, nero su bianco. La Francia non starà attraversando un buon momento economicamente e socialmente parlando, ma per me ragazzo choosy (come ci definì la cara Fornero qualche anno fa) 26 anni e proveniente dal Sud Italia, tutto ciò sembrava fantastico. Il lavoro in Italia, ancor più che negli altri paesi europei, sembra esser visto come un lusso, quasi come se ci stessero facendo un favore. Inoltre non da sottovalutare è la possibilità di chiedere la disoccupazione di rimpatrio una volta tornati nel paese di residenza.

Se autonomamente fate qualche ricerca, vi renderete conto che dati alla mano: in Europa, i giovani italiani sono quelli che più di tutti stanno riscoprendo i “lavori umili”, quelli disprezzati da intere generazioni.

Ci sono volute le violente crisi finanziare degli ultimi anni per rispolverare mestieri oramai dimenticati. La natura sempre più prepotente ritorna a bussare alle nostre porte, e che diventi un trend o meno, è indissolubile il rapporto che abbiamo con essa. Un’esperienza utile sotto tutti i punti di vista:

  • Può aprirvi un’inaspettata strada verso una vita a stretto contatto con la natura.
  • Può essere un’ottima occasione per imparare un lavoro nuovo e mettere un po’ di soldi da parte.
  • Per un viaggiatore può essere un modo utilissimo per racimolare soldi e rimettersi zaino in spalla.

Comunque vada la natura non vi tradirà!

Spero che questo articolo possa tornarvi utile, per maggiori dettagli su quest’esperienza visitate il mio sito:

https://www.fusiontravel.info/

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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