Pond – The Weather – Recensione

 In Musica

Gli australiani Pond sono tornati sulle scene con dieci nuove tracce inedite, tutte riunite sotto il nome unico di “The Weather”, pubblicato lo scorso 5 maggio. I cinque giovani di belle speranze di Perth, alcuni dei quali noti anche per la loro presenza – attuale o passata – nei Tame Impala, continuano imperterriti la propria evoluzione e sperimentazione ed il risultato è trascinante, eterogeneo e coinvolgente.

I territori musicali esplorati sono quelli del rock psichedelico, con un tocco di elettronica che non guasta mai; tutti i nuovi brani trascinano inevitabilmente l’ascoltatore in un vero e proprio trip che sembra non avere mai fine, soprattutto perché nessuno di essi sembra volersi esaurire nella propria durata e poi lasciare spazio al successivo. “The Weather” è stato descritto dal frontman Nicholas Allbrook come un concept, ed ecco che la connessione musicale fra le tracce, la sensazione di avere a che fare con un’unica, lunga canzone di quasi quaranta minuti acquista improvvisamente un senso più profondo. A lanciarci a capofitto nel coloratissimo mondo creato dal disco sono i suoni soffusi e delicati di 30000 Megatons, un calmo e rilassato preludio a ciò che verrà dopo. A rivelare e sprigionare l’energia che caratterizzerà tutto il disco ci pensa infatti la successiva Sweep Me Off My Feet, uscita a gennaio e con la quale i Pond hanno anticipato l’arrivo del disco nella sua interezza.

Paint Me Silver riesce a farmi pensare alla calda estate della mia città, ma mi trovo a preferire le melodie più oscure e che in qualche modo sembrano prendersi più sul serio di Colder Than Ice, il cui titolo è già di per sé una sorta di anticipazione di ciò che ci aspetta.

L’accoppiata vincente per eccellenza è costituita da Edge Of The World Pt.1 e Pt.2, rispettivamente quinto e nono brano di “The Weather”. Complementari, l’una seguito dell’altra, ma profondamente diverse: laddove la prima è dolce, con una sezione ritmica ridotta al minimo, la seconda è principalmente strumentale, nonché la più lunga del disco.

Tripudio di suoni che si accavallano in A/B, con un pianoforte che si impone all’improvviso ad accompagnare la voce fino alla fine creando due brani in uno solo; voce più metallica e robotica in Zen Automaton, e All I Want For Xmas (Is A Tascam 388) mi porta a chiedermi se poi alla fine l’abbiano trovato, il Tascam 388 – e chissà, magari anche paradossalmente utilizzato nel brano stesso. Chiude il ciclo la title track The Weather.

I Pond sono tornati sulle scene con un disco stilisticamente e musicalmente ricchissimo, interessante e coinvolgente senza mai annoiare. Ogni brano è un vero e proprio mondo a sé, alcuni di essi nascondono un vero e proprio mondo e si evolvono in modi totalmente inaspettati ma comunque ben riusciti. “The Weather” ha tutte le carte in regola per accontentare ed interessare un pubblico assai vasto, che va ben oltre quello dei fan che seguono la band australiana da tempo.

Elisa Mucciarelli

Elisa Mucciarelli

Roaming the Earth da 27 anni, senza una fissa dimora da circa 8. Fan dello humor nero, Grammar Nazi per vocazione, sostenitrice dell'eclettismo musicale (che nel mio caso tende al disagio). In parole povere, una rompipalle.
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