“Pause” de La Polvere di Bodélé

 In Approfondimento, Musica

di Alessandra Farro

Liberamente tratto da Wikipedia: La Bodélé è una depressione situata nel Ciad settentrionale, nel deserto del Sahara. Rappresenta il punto di minore altitudine del Paese, situato fra i vasti altopiani del Tibesti e dell’Ennedi. È una delle più grandi e più attive sorgenti di polvere del mondo.
La polvere del Bodélé si forma principalmente sul fondo di un insieme di laghi, che vengono inondati di acqua fangosa nella stagione delle piogge e seccano in quella asciutta. Si sposta dal punto più florido della terra a quello più arido, in un flusso continuo.
Le dinamiche precise della circolazione dei venti e della polvere nel Bodélé non sono state ancora del tutto comprese. Dati recenti della NASA mostrano una velocità di spostamento delle tempeste di polvere in contrasto con le previsioni fatte sulla base di modelli meteorologici tradizionali.

155149_542737939227871_7103383944066848492_n

La Polvere di Bodélé (sito ufficiale qui), di origine napoletana, attiva dal 2013, è composta da Simona Esposito alla voce e ai synth, Dario Borrelli alla chitarra e ai synth, Marco Adamo alla chitarra, Riccardo di Nola al basso e Mattia Santangelo alla batteria. La loro musica parla del viaggio, del tempo e del vento in un flusso continuo ed è per questo che il loro nome e quello della depressione del Ciad settentrionale coincidono.
Il loro genere, il rock psichedelico, è tra i più difficili da suonare e da rendere spendibile oggi, soprattutto a Napoli. Si occupano di musica viscerale, che nasce come una piccola luce nella bocca dello stomaco e poi, pian piano, cresce, fino a quando non riesce più a resistere lì dentro ed esplode nel mondo esterno attraverso le note. Non c’è nulla che possa rimediare a questa esplosione, nulla che possa scalfire l’autenticità di quello che ne viene fuori ed è questa la ragione che rende La Polvere di Bodélé un gruppo autentico, nel senso più puro del termine.

“Non è un fatto di presunzione è proprio che ci viene così. Non ci interessa fare una cosa che piaccia alla gente. A noi piace così e la viviamo così”.

Uno dei vantaggi dell’autoproduzione è di poter suonare quello che ti piace, come ti piace, senza compromessi. Il loro primo disco Pause è frutto di un autoproduzione, registrato presso il Godfatherstudio, acura di Massimiliano Pone e Puccio Anatrella. Studio scelto accuratamente, perché tra i pochi, se non rari, che utilizza ancora il registratore a nastro e che, anche in virtù di questo e all’aiuto dei proprietari, ha permesso al gruppo di dare libero sfogo alle loro idee.
11181336_458501927651473_7683728564698470563_nL’album, ascoltabile qui, si compone di sei tracce, lunghe ma trascinanti all’ascolto. Ciò che emerge dalla musica è la proiezione all’interno delle note, nei graffi della chitarra, nei synth che si mescolano al basso, alla batteria e alla voce, di un’emozione, che vive e palpita ogni volta che quelle precise note prendono il sopravvento sui musicisti. La voce viene concepita come uno strumento musicale, che si mescola agli altri, e per questo non distintamente udibile, una scelta molto particolare. Questo tipo di rock, molto spesso, è associato a una voce maschile, che avrebbe certamente dato più durezza ai testi e ai synth, mentre la voce femminile dona morbidezza, un leggero fluttuare, rendendo quell’emozione ancora più chiara.
Ogni pezzo è frutto di una jam, realizzata da tutti i componenti insieme. Nel momento della stesura vera e propria del brano, La Polvere vuole riuscire a trasmettere quelle esatte sensazioni che ha provato durante la jam, così, quindi, quella creazione d’impulso non diventa ragionata. Quella che compiono è una elaborazione dell’impulso stesso. I testi sono dell’ex cantante Eleonora Maccario.

“È qualcosa di molto studiato, perché deve trasmettere quelle sensazioni che abbiamo provato nella jam”.

Il titolo del disco, Pause, rappresenta appieno ciò che vuole trasmettere La Polvere di Bodélé: il senso del viaggio, di un flusso continuo, ma anche una lenta costituzione, un disorientamento che sa, però, esattamente dove sfociare.

“Se tu ti ascolti quel pezzo e ti prendi una bella pausa, come ho fatto io, sono contento”.

Il debutto ufficiale del gruppo col suo disco è stato il 27 maggio al Kesté, con una sala gremita, dei viaggi liquidi prodotti da Francesco Napolitano e la collaborazione di Francesco Giangrande, che sembra non ancora finita. Il prossimo appuntamento ufficiale è al Nano Festival il 6 luglio.

13327421_560605427441122_575191453048866877_n

Dal concerto al Kesté

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca