PASSEGGERI NOTTURNI – Gianrico Carofiglio [Recensione]

 In Letteratura

Passeggeri Notturni è il primo libro che leggo dello scrittore, ex magistrato ed ex politico Gianrico Carofiglio, quindi lungi da me fare paragoni o analisi sul precedente operato di un autore al quale mi avvicino per la prima volta.
Il libro, edito da Einaudi e lungo 104 pagine, si presenta come una raccolta di storie, curiosità, incontri reali che sono contaminati solo in qualche punto da bacilli creativi utili per lasciare nell’anonimato persone che altrimenti non avremmo difficoltà a riconoscere. Infatti Carofiglio nei 33 racconti, di tre pagine ciascuno, che compongono il libro, non narra solo di avvenimenti riemersi nella sua memoria, aneddoti o vicende drammatiche, ma si fa anche beffa di personaggi di cui, probabilmente, abbiamo letto o sentito parlare almeno una volta. Ed ecco allora che lo scrittore ci pone di fronte a uno sfacciato e sprovveduto giornalista che gli telefona chiedendogli una sintesi del suo ultimo romanzo per potergli fare poi un’intervista, o a un saccente guru dei sondaggi che potrebbe entrare con il massimo dei voti nella classifica degli autori di pronostici sbagliati

“Quando ci capita di sentire o di leggere le profezie di un cosiddetto esperto, forse, prima di dargli credito sarebbe una buona idea controllare le previsioni che, di sicuro, ha già fatto in passato.”

Ho letto questo libro in treno tutto di un d’un fiato e interamente in treno. A pensarci bene  il treno è proprio uno dei posti migliori per fare da sfondo ad una lettura piacevole e leggera come questa, perché forse risulta ancora più facile immaginare alcuni protagonisti di queste storie come passeggeri fuggiti dalla memoria dello scrittore per dirigersi verso un pubblico più vasto.

Carofiglio approfondisce i dettagli, spezza quella linea di confine fra mondi diversi perché questi Passeggeri notturni, con le loro peculiarità, imperfezioni e azioni opinabili, potrebbero essere i nostri vicini, gli sconosciuti con cui si condivide una corsa in ascensore, i banconisti del supermercato, noi stessi. A molti ti affezioni perché ti strappano un sorriso o perché illuminanti; altri invece li detesti perché rappresentanti di quell’ignoranza perversa con lo scettro in mano che logora la nostra società.

Passeggeri Notturni è un esempio del forte peso che può avere un personaggio, una storia nel momento in cui si riconosce alla parola il suo giusto valore, anche quando, come in questo caso, c’è un continuo scambio di ruoli fra verità e fantasia, fra comicità e angoscia.
Ed è proprio all’importanza delle parole che lo scrittore si riferisce in alcune parti di questi racconti e non in maniera scontata.

“Quando qualcuno ti dice che sinceramente, onestamente, francamente vuole o non vuole fare o dire qualcosa, be’ allora stai molto attento perché è un indizio chiarissimo che quel qualcuno non è affatto sincero, onesto o franco o qualsiasi altra cosa abbia dichiarato di essere con un avverbio. Le menzogne peggiori si nascondono dietro gli avverbi. E sai qual è l’avverbio più pericoloso di tutti?
– Quale?
– Assolutamente. È l’avverbio che nasconde le peggiori malefatte”

Carmen Ciarleglio

Carmen Ciarleglio

Carmen Ciarleglio è nata a Caserta nel 1989. Vive a Napoli da quando, poco più di un anno fa, decide, ispirata dal detto "meglio tardi che mai", di iscriversi al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Crede nell'esistenza dei draghi, guarda troppi film e immagina la sua vecchiaia in un antico casolare toscano.
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