Non Stancarti di Andare – Recensione

 In Fumetti

Esiste un modo per tenere basse o azzerare le aspettative? Difficile, soprattutto quando hai amato il lavoro precedente dell’autore o, in questo caso, degli autori: Teresa Radice e Stefano Turconi.

Dopo quel piccolo gioiellino de Il porto proibito, Bao Publishing presenta Non stancarti di andare, il nuovo e corposo romanzo grafico della coppia Radice-Turconi che questa volta abbandona i temi avventurieri e fantastici per confrontarsi con una storia di legami e affetti non solo tra amanti ma anche tra amici, tra genitori e figli, o zii e nipoti.

La trama è lunga e stratificata. Seguiamo le vicende di Iris e Ismail, lui professore siriano che ha studiato in Italia, lei illustratrice, che decidono di andare a vivere insieme a Verezzi, nella casa d’infanzia di Iris. A causa di alcune vicende personali Ismail deve partire per Damasco, dove rimarrà bloccato per lo scoppio della guerra tra il regime di Assad e le brigate dei fondamentalisti dell’Isis, senza poter tornare in Italia. Iris intanto scopre di essere incinta e cerca, inutilmente, di mettersi in contatto con lui, un’impresa più ardua del previsto.  Da qui inizia un percorso personale, e non solo, fatto di attese e incertezze, dubbi e scoperte che rafforzerà il loro rapporto.

Come dicevo, Non stancarti di andare è un romanzo stratificato che gioca su diverse tematiche. La più importante è sicuramente quello del viaggio e della distanza, non solo in termini di effettiva lontananza tra i due protagonisti, ma anche come distanza metaforica tra due mondi, orientale e occidentale, tra due religioni, e tra madre e figlia. Il viaggio che i due protagonisti affrontano, ognuno a suo modo, rappresenta un mezzo per raggiungere una consapevolezza interiore, una conoscenza di se stessi, della propria famiglia e della propria terra che avrà una funzione quasi salvifica.

Altro tema fondamentale è quello della spiritualità, non legata ad un’unica religione ma più personale ed ecumenica. Rappresentativa in questo senso è la figura di padre Saul (ispirato a padre Dall’Oglio, il gesuita rapito il 29 luglio 2013 in Siria e sulla cui sorte non si hanno più notizie) fondatore di un centro di accoglienza nel deserto siriano, da cui credenti e non credenti si recano certi di essere accolti e ascoltati poiché con lui non si parla solo di Dio o di fede ma di vita in generale. Ascoltare, confrontarsi, conoscersi, il tutto senza giudicare o essere giudicati: padre Saul rappresenta quell’ideale di vita, quella speranza dalla quale tutti noi dovremmo prendere esempio.

Non stancarti di andare è un fumetto pieno di umanità, non solo quella positiva. Turconi e Radice ci raccontano anche di una delle tragedie più grandi del nostro tempo: l’esodo dei migranti. Nessun buonismo, né sentimentalismo ma solo un racconto crudo, violento, realistico di persone costrette ad abbandonare tutto il loro passato per la semplice sopravvivenza.

Da un punto di vista stilistico, sia narrativo che visivo, Non stancarti di andare risulta perfettamente equilibrato. La scrittura di Teresa Radice è ricca, ricercata, letteraria. Impegnata e impegnativa, soprattutto nei dialoghi tra i personaggi, che hanno la capacità di farti immedesimare pienamente nei loro dubbi, nei quesiti che si pongono e anche nelle risposte che si danno.

I disegni di Stefano Turconi sono fortemente evocativi. Ogni periodo ha uno stile e una colorazione differente, ma sono i dettagli a renderli ancor più d’impatto: le scritte in arabo, le rese paesaggistiche e urbane di Damasco e Palmira, ogni minimo particolare è pensato e studiato.

Non stancarti di andare è molto più di una graphic novel, molto più di semplice finzione. È un racconto intenso e complesso, diretto e impegnato, dolce ed emotivo, un miscuglio di sane contraddizioni che rappresenta non solo l’epoca in cui viviamo ma anche una piccola grande parte di noi stessi.

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Luca Illiano

Luca Illiano

Nato a Napoli nel 1987. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 29 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Sogno di scrivere e pubblicare un libro, ma aspetto l’idea giusta. Perché l’idea giusta arriva, vero?
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