New Sincerity – Ovvero dove l’impero dirige il suo corso

 In Approfondimento, Attualità
“Il mondo reale è pieno di solitudine esistenziale. Io non so cosa stai pensando o che cos’è che hai dentro, e tu non sai che cos’ho dentro io”

Così, David Foster Wallace, parlava nel 1996 a proposito dei nostri tempi. Eravamo nel pieno di quello che dai critici viene definito “postmodernismo”, periodo culturalmente caratterizzato da una grande dose di ironia e critica nei confronti della società. In breve, il post-modernismo nella filosofia affonda le sue radici nel nichilismo di Nietzsche e nel suo super-uomo, per poi sfociare in Jacques Derrida, filosofo francese secondo cui, nella nostra società, “tutto è relativo” (decostruzionismo).

David Foster Wallace

David Foster Wallace

Come tutte le avanguardie, il post-modernismo ha pervaso tutti i campi dell’arte; è stato, ad esempio, il periodo di film come American Psyco, Wall Street, Fight Club; gli anni del materialismo spinto e del Self-made man, dell’imprenditore dalla scalata semplice. Sono stati gli anni in cui il sogno americano era di nuovo possibile. “Stay foolish, Stay hungry” è stata la famosa chiosa di Steve Jobs ai laureandi di Stanford, anno 2005.

Un’escalation senza interruzioni, spinta dalla tv e dalla pubblicità.

Nel frattempo, però, qualcosa era successo: 11 Settembre 2001, l’attentato alle torri gemelle. L’attacco terroristico più duro della storia, di colpo, ha ricordato al mondo intero che anche il paese più sicuro e potente del pianeta poteva essere colpito in qualsiasi momento. Un pugno nello stomaco. I semi di quello che stiamo vivendo oggi, e che in America hanno già etichettato come “New Sincerity”.
È stato allora che qualcuno si è reso conto che la “black irony” e il cinismo dietro i quali ci si nascondeva, mettendo in ridicolo tutte le contraddizioni della nostra società, erano fini a se stessi. C’era bisogno di comunicare altro. Ancora una volta è stato un altro celebre discorso a scandire questo passaggio, anno 2008. Wallace – cui appartengono tutte le citazioni di quest’articolo – davanti ai laureandi del Kenyon college, si racconta, mostrandoci i limiti dell’individualismo e della solitudine che accettavamo in cambio di essere “padroni di regni grandi come la nostra testa”, non riuscendo più a tenderci verso gli altri.

“La libertà del tipo più importante richiede attenzione, consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti. Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito.”

mcsweeney's

mcsweeney's minimum fax

The best of McSweeney’s, edito in Italia da Minimum Fax

In America una rivista letteraria inizialmente di nicchia iniziava a farsi conoscere al grande pubblico: The McSweeney’s quarterly concern, fondata da Dave Eggers, dava la possibilità a giovani scrittori di pubblicare i loro racconti. Aimee Bender, A.H. Homes, George Saunders. L’ironia e lo stile post-moderno sono ancora ben radicati nella scrittura dei “nuovi”, ma stavolta i limiti e le contraddizioni ad essere messe alla berlina sono quelli del post-modernismo stesso. Il megafono spento, di George Saunders, non è solo una feroce e dissacrante critica nei confronti della società e dell’uomo moderno, ma nasconde dentro di sé anche un disperato grido di aiuto a favore dell’autenticità e il bisogno di sentirsi di nuovo essere umani parte di qualcosa. Il suo capolavoro si intitolerà Il declino delle guerre civili Americane, e già il titolo sarcastico è un macigno sulle guerre “civili” e individualistiche, proprie del postmodernismo. I racconti sono emozionanti; solitudine, emarginazione, speranze, ambientati in un futuro senza tempo, svelano la nostra incapacità di entrare in empatia gli uni con gli altri.
Nel mondo iper-connesso della rete, la solitudine è stato il nostro mostro nascosto.

È ancora una volta un discorso, quello di Saunders agli studenti della Syracuse University a segnare il passaggio di consegna dei tempi.  “Siate gentili” perché quello di essersi posti sempre prima degli altri, sarà l’unico rammarico che vi attanaglierà quando sarete adulti.
La Nuova Sincerità ha ridefinito i parametri di cosa significhi veramente essere umani e ci ha iniziato a ricordare che è ok essere vulnerabili, essere diversi, ognuno con le proprie passioni e le proprie ossessioni.
Una rivoluzione che sebbene abbia visto il suo esplicito divenire nella letteratura, è iniziata forse da più lontano. Dal Grunge, che alla sua morte ha fatto emergere una generazione di musicisti – e scrittori, attori, registi – che avevano in comune il rifiuto verso il jet-set e quella celebrità pomposa che non fa parte della quotidianità di nessuno. Se il Grunge aveva fatto vedere a tutti che non far parte di quel mondo poteva essere considerato cool, la musica indie era andata ancora oltre, c’è un solo modo per essere cool: essere autentici.

“…in alcune opere, c’è una specie di <<a-ah, qualcuno almeno per un attimo la pensa come me, o vede una cosa nel modo in cui la vedo io>>. Non capita sempre, sono brevi flash, fiammate, ma ogni tanto mi capitano. E non mi sento più solo, a livello intellettuale, emotivo, spirituale.”

inio asanoCosì ci ritroviamo di fronte a tutta una serie di opere che hanno come obiettivo principale entrare nel cuore del proprio pubblico, con protagonisti che hanno un bisogno disperato di comunicare qualcosa, di creare un contatto. Come i giovani adulti protagonisti dei manga (fumetti) di Inio Asano, Tokyo, Giappone. Dove la malinconia solitaria di qualcosa, di qualunque cosa, sembra essere l’unica forma di riparo dalla società e da un futuro incerto e doloroso, in un mondo in cui mostrarsi con le proprie vulnerabilità è una forma di debolezza e l’unica forma di salvezza è l’empatia, fare affidamento sulla nostra umanità.

Tanti sperano che questa nuova avanguardia riesca a ridefinire i canoni etici e morali della nostra società. Sicuramente questo nuovo modo di porsi nei confronti del mondo, pur non portando delle risposte certe, ha fatto in modo che che ci si interrogasse con onestà intellettuale su problemi politici e sociali che riguardano il nostro presenteinio asano 2 – almeno così è stato fuori dai nostri confini – e ha dato una riposta a tutti quelli che dicono che la cultura si occupa di “altro”, questioni che non riguardano le persone comuni.

“Se una forma d’arte è emarginata è perché non parla davvero alla gente”

La risposta è venuta da tutti gli ambiti e da tutti generi, da i Mumford and Sons, Arcade Fire, Death Cub for Cutie nella musica; basti ricordare i recentissimi Moonrise Kingdom, Nebraska, Il lato positivo, per quanto riguarda il cinema; una squadra di scrittori (per lo più americani) capitanata da George Saunders, con Jonathan Frenzen, Aimee Bender, Vollmann per citare i più gettonati. È possibile pescare anche dalla narrativa a fumetti, da Bastien Vives a Inio Asano, passando per Paco Roca, Cyril Pedrosa, o – perché no – i supereroi di Johns e Bendis.
La New Sincerity va da Tokyo a Los Angeles, e combatte la più grande battaglia dei nostri tempi, quella contro l’apatia e il cinismo.

tutte le citazioni dell’articolo sono tratte dall’intervista a David Foster Wallace contenuta in appendice a “La ragazza dai capelli strani” ed. Minimum Fax. Collana “I Quindici”.
Michele Mangini

Michele Mangini

m.m.
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