Negramaro, un racconto di musica e cuore

 In Musica

Il tram numero 16 è l’inizio di tutto, o quasi. C’è un ragazzo con la testa sul finestrino. Non pensa a nulla di particolare, attende la sua fermata. E’ inconsapevole, incolpevole di qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita e quelle di tante altre persone. In questo tragitto che lo porta da Viale Umbria al Duomo, ad un tratto, dal nulla, le parole si impossessano di lui, lo percuotono, lo violentano e come un microscopico big bang, come un treno che sfonda un passaggio a livello, vengono fuori ed esplodono.

sparami addosso bersaglio mancato,

provaci ancora è un campo minato

quello che resta del nostro passato

non rinnegarlo è tempo sprecato

macchie indelebili coprirle è reato

scagli la pietra chi è senza peccato

scagliala tu perché ho tutto sbagliato

Siamo nel 2004 ed è appena nata Mentre tutto scorre. Quel ragazzo, un pugliese trapiantato a Milano, si chiama Giuliano Sangiorgi e da allora questo nome accompagnerà la vita di molti.

 

Mi piace pensare all’episodio appena descritto come a un nuovo inizio dei Negramaro, una rinascita che però non può fare a meno di ciò che è stato nel passato.

Ma cosa c’è stato nel passato? La storia dei Negramaro è infatti già lunga e densa di esperienze.

Comincia tutto nelle campagne salentine nel 1999, dall’incontro tra Giuliano, Lele ed Ermanno, a cui si uniscono un anno più tardi Danilo, Andrea e Pupillo (all’anagrafe Andrea). Il cammino dei sei ragazzi nel mondo della musica non è però semplice. Senza una sala in cui provare, i giovani si rimboccano le maniche e, in uno spazio ricavato nel tufo, nella proprietà del nonno di Ermanno, riescono a ritagliarsi una minuscola area in cui suonare per quanto tempo volessero, il loro primo nido. E’ qui che prendono forma i brani dei Negramaro, quelli che vengono inviati un secondo prima della chiusura delle poste (sì, niente e-mail!) al Tim Tour 2001 organizzato da Red Ronnie e che vincono la serata finale di Palermo, permettendogli di attirare le attenzioni di Caterina Caselli, di certo non l’ultima arrivata nel mondo della discografia. La Miss a capo della Sugar Music ha lanciato, tra gli altri, Elisa e Andrea Bocelli, quindi il fatto che a colpirla più di tutto sia stata la voce di Giuliano non può che essere un vanto per il giovane artista di Copertino. A proposito di ciò, c’è da dire che il fatto che a cantare sia proprio Giuliano non è che un caso. Nei primi mesi di vita dei Negramaro, l’ormai più che noto frontman, infatti, non sentendosi all’altezza del ruolo, chiese più volte ai compagni di gruppo di trovare qualcuno che potesse prendere il suo posto. Ma questi, però, convinti fino in fondo delle sue capacità vocali, fortunatamente per noi non prestarono mai orecchio a tali richieste.

I Negramaro ai tempi dell'uscita di Mentre Tutto Scorre

I Negramaro ai tempi dell’uscita di Mentre Tutto Scorre

Sotto la supervisione di Caterina Caselli, i Negramaro pubblicano due dischi, rispettivamente Negramaro e 000577. Entrambi, però, non ottengono il successo sperato. Comincia un momento molto difficile per il gruppo, che seppur sotto contratto con una delle migliori etichette italiane non riesce a distinguersi dalla massa di altri artisti che popolano gli scaffali dei negozi. Lo sconforto è grande, ma la Sugar non smette di investire e scommettere su di loro, e fa bene. Tra gli investimenti compiuti in questo periodo, due sono fondamentali. Si tratta di collaborazioni che cambieranno storia e volto della band salentina: Corrado Rustici e Alessandro D’alatri. Il primo, produttore artistico di calibro internazionale, aiuta a limare e dare una forma più compiuta al diamante grezzo che sono i Negramaro; il secondo, invece, noto regista e sceneggiatore, utilizza il loro brano Come Sempre per la pubblicità celebrativa del cinquantennale della Rai e successivamente li chiama per la realizzazione della colonna sonora del film La Febbre, con protagonisti Fabio Volo e Valeria Solarino. E’ questo un periodo di passaggio importantissimo, un ponte che collega la band dalle delusioni dei primi due dischi a quello che sarà il loro grande successo.

Siamo nel 2004 e ritroviamo il nostro Giuliano sul bus. Nasce Mentre Tutto Scorre e il cerchio si chiude.

Ho parlato di rinascita perché è con questa canzone che l’Italia viene a conoscenza dei Negramaro, la canzone che molti ricordano per essere stata eliminata nella prima serata di Sanremo 2005. Eliminazione che nessuno si sarebbe aspettato, men che meno Paolo Bonolis, di cui tutti ricordiamo lo stupore e l’indignazione, tanto che nel momento in cui gli fu consegnata la busta con gli esclusi, domandò a più riprese alla regia: “Questi sono i gruppi eliminati?”, in una scena che resterà impressa nelle menti dei telespettatori ancora a lungo.

Dal giorno dopo quel 2 marzo di delusione, anzi per la precisione due giorni dopo, comincia la storia dei Negramaro che tutti conosciamo e che è quasi superfluo raccontare, proprio perché alla portata di tutti.

Il 4 marzo esce l’album Mentre Tutto Scorre ed uno dopo l’altro i singoli da questo estratto raggiungono la testa delle classifiche e i cuori degli ascoltatori, partendo da Estate e passando poi per Solo 3 minuti e Nuvole e Lenzuola. Per Lele, Ermanno, Giuliano, Danilo e i due Andrea è cominciato il sogno, quello che li porterà più volte in tour in giro per l’Italia, che gli permetterà di piazzare anche i successivi album La Finestra e Casa 69 in vetta alle classifiche italiane, che gli regalerà il lusso di essere la prima band italiana a riempire San Siro e l’Olimpico di Roma e di suonare davanti a 300 mila persone ai Fori Imperiali a Roma.

Live allo Stadio Olimpico di Roma

Live allo Stadio Olimpico di Roma

A questo punto, c’è da capire cosa, nei fatti, ha portato i sei ragazzi a ritrovarsi dove sono adesso, nel 2015, con un singolo in classifica, un album in uscita e milioni di fan che attendono il loro ritorno sulle scene. I fattori, ovviamente, sono vari.

Cominciamo da uno sguardo più tecnico e critico. I Negramaro, pur partendo da riferimenti musicali ben precisi, (penso a Radiohead e cantautorato italiano in primis) hanno saputo nel tempo modificare il loro essere, le loro influenze e di riflesso la loro musica.

Ascoltare in fila i loro dischi racconta più di ogni altra cosa l’evoluzione musicale e non che ha vissuto la band nel corso del tempo. Dal primo album, Negramaro, fino all’ultimo Una storia semplice, si assiste ad una progressiva crescita della qualità delle registrazioni, della cura dei suoni e del lavoro infinitesimale sui dettagli degli arrangiamenti. Queste sono migliorie dovute non solo al fatto di avere la fortuna di poter registrare in alcuni degli studi più attrezzati al mondo e con i migliori tecnici del mondo, ma anche al fatto che i sei pugliesi sanno ascoltare la musica che li circonda, si fanno attraversare da questa e ripropongono nei loro lavori gli elementi che ritengono più interessanti. Quello che mettono in atto, però, non è una mera copia di qualcosa di già sentito, anzi. L’aspetto più importante da sottolineare è proprio il fatto che, seppur in continua ricerca di sperimentazioni e di nuove sonorità, il gruppo ha mantenuto una propria identità di fondo, che permette all’ascoltatore l’immediato riconoscimento di caratteristiche peculiari del gruppo. Quando dico ciò, non mi riferisco unicamente all’ormai più che celebre timbro di voce di Giuliano, bensì ad una struttura dei brani e ad una composizione delle armonie strumentali e vocali che ad oggi non vengono ritrovate in altri gruppi del panorama nazionale.

In studio, registrando il disco in uscita dopo l'estate 2015

In studio, registrando il disco in uscita dopo l’estate 2015

Abbandoniamo la faccia prettamente musicale del gruppo per sondare invece il campo più intimo e umano, quello che prende in considerazione i Negramaro come persone più che come artisti. L’unione che lega i componenti del gruppo è infatti primariamente di questo tipo. Negli anni, i sei hanno più volte dichiarato di essere una famiglia prima che un un progetto musicale. A queste parole, però, come non sempre succede, sono seguiti i fatti. I ragazzi hanno a più riprese convissuto in veri e propri casolari in giro per l’Italia (Emilia Romagna e Puglia, per fare degli esempi) e questi luoghi sono divenuti spazi di convivenza e musica non solo per i componenti del gruppo stesso, ma anche per i più svariati amici ed artisti che hanno sempre trovato qui punti di riferimento dalle porte aperte. Ma il momento in cui più di tutti si è avuta la dimostrazione dell’esistenza di una vera Famiglia Negramaro è ben individuabile nel 2011. L’album Casa 69 è appena uscito, il tour è programmato e le prove sono iniziate. Ad un tratto, da un momento all’altro, quella voce che ha sempre trovato il giusto sentiero per penetrare fin dentro i cuori degli ascoltatori rimane strozzata nella gola di Giuliano, bloccata da un problema alle corde vocali. E così, come un pesce senza acqua o un uomo senz’aria, il cantante si è ritrovato senza il suo più forte mezzo di vita e di comunicazione. Blackout. Sono stati questi gli istanti, i secondi, i minuti in cui, dopo aver rinviato l’inizio del tour Andrea, Lele, Ermanno, Danilo e Pupillo hanno saputo essere più forti delle pressioni e si sono stretti attorno al loro fratello, lo hanno rassicurato, gli hanno infuso coraggio e forza per contrastare lo sconforto. Lo hanno assistito e aspettato, come solo chi vuole veramente bene, come solo una famiglia sa fare. Perché in fondo i Negramaro sono proprio come noi, una famiglia che si ama e farebbe di tutto per continuare ad esistere. E forse è proprio questa la ragione che più di tutte gli ha permesso e gli permette tuttora di essere amati dai loro ascoltatori.

Il video dell’ultimo singolo, Sei tu la mia Città

Beach Flavour

Beach Flavour

Alle tue spalle
Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca