Dobbiamo ammetterlo: in Italia siamo capaci di ideare e produrre serie tv all’altezza di quelle oltreoceano. E anche se il titolo può far venir in mente facili battute, vi assicuro che non c’è niente di divino in quello che ho affermato ma solo la realizzazione di un prodotto fresco, nuovo e coraggioso.

Stiamo parlando de Il Miracolo, serie trasmessa su Sky Atalantic dall’8 maggio, ideata da Niccolò Ammaniti. Dopo sette romanzi, cinque dei quali diventati film, lo scrittore romano si mette in gioco sperimentando un tipo di scrittura diversa, per creare e co-dirigere insieme a Francesco Munzi e Lucio Pellegrino la sua prima serie TV.

La trama è apparentemente semplice; seguiamo otto giornate di quattro personaggi che si trovano di fronte a un evento inspiegabile: una statuetta della Madonna che lacrima sangue senza nessuna possibile spiegazione scientifica, da qui il miracolo del titolo. Attorno a questo evento ruotano le storie dei protagonisti, con le loro ossessioni, le loro paure e le loro colpe.

Ogni personaggio è una storia, è una reazione diversa di fronte all’evento, è un lato umano nascosto (o meno) in ognuno di noi.

La scrittura di Ammaniti si sente, e parecchio. L’inspiegabile, l’apocalittico, quel senso di distruzione dietro un apparente calma, sono tutti ingredienti già presenti nei suoi libri. Quattro introspezioni che indagano nell’animo umano mostrandone il peggio, sullo sfondo di una Italia poco reale ma perfettamente adatta alla storia.

Il binomio (o l’eterna lotta se preferite) tra scienza e fede è l’elemento su cui si basa tutta la serie. La Madonna è l’inspiegabile, ciò che non riusciamo o vogliamo accettare. E come porsi di fronte a ciò? Lo accetteremmo con un atto di fede o ricercheremmo una spiegazione ponendoci altre domande? Ammaniti se lo chiede e ce lo chiede.

Le domande e le risposte diventeranno un’ossessione impossibile da controllare per i protagonisti, spingendoli al limite, agli estremi della propria coscienza, e da lì non potranno tornare indietro.

Il Miracolo è una serie ambiziosa, che già dalle prime puntate crea alte aspettative. La sensazione, nonostante certe situazioni estremizzate e un ritmo lento in alcuni punti, è di avere tra le mani un prodotto interessante e convincente da poter giudicare però solo alla fine delle otto puntate.

Valutazione dell'autore

Luca Illiano

Luca Illiano

Nato a Napoli nel 1987. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 29 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Sogno di scrivere e pubblicare un libro, ma aspetto l’idea giusta. Perché l’idea giusta arriva, vero?