Milo Manara e le sue donne – INTERVISTA VIDEO

 In Approfondimento, arte, Interviste, Interviste, Letteratura

di Lavinia Petti e Alessandra Farro

Fino a dove possono spingersi le proprie passioni? Quando è il momento di frenarle? Esiste quel momento? Per Milo Manara no, non è mai esisto e mai esisterà. Lui stesso dice: “Quando ho letto Barbarella ho contemporaneamente scoperto un universo per me, per le mie possibilità, per il mio lavoro… In quel momento ho deciso che avrei fatto quel lavoro lì, che io avrei fatto solo questo nella vita…”.
Noi, Lavinia e Alessandra, abbiamo avuto l’onore di intervistarlo durante il Napoli Comicon e, per farlo, abbiamo studiato tanto. Quello che abbiamo scoperto, andava oltre quello che potessimo immaginare. Perché entrambe avessimo la libertà di dar sfogo ai nostri pensieri sul grande maestro del disegno, abbiamo tracciato un cammino che ripercorre esattamente (si spera) quello di Milo Manara.

N.B.: La prima cosa da sapere su Milo Manara è che il suo nome non è assolutamente Milo, bensì Maurilio.

Chi era Maurilio Manara [Lavinia] Maurilio è un bambino nato a Luson, in provincia di Bolzano, nel 1945. La madre è una maestrina severa, che gli proibisce di leggere fumetti. A dodici anni inizia ad avvicinarsi al mondo dell’arte, lavorando su 49898_1commissione e fabbricando dei pannelli decorativi. Frequenta il liceo artistico e una volta trasferitosi a Venezia, dove si iscrive alla Facoltà di Architettura, diventa apprendista dello scultore Miguel Berrocal. Nel frattempo, si avvicina alla pittura.
È allora che scopre che niente di tutto questo fa per lui, nemmeno il suo nome.
Galeotta come sempre fu una donna. Ma non una donna qualunque! Parliamo della sensuale e fantascientifica Barbarella, talmente abile nell’arte della seduzione che riesce a tentare robot dalla forma umanoide, e così determinata che fa cambiare rotta a un giovane e polemico studente.
Ideato dal francese Jean-Claude Foster, Barbarella è un fumetto erotico degli anni ’60, e fu grazie alla moglie di Berrocal che Manara fece la sua conoscenza.
Ma quello che scoprì andava ben oltre: Maurilio trovò il fumetto e il suo futuro.

Gli Esordi [Alessandra] La connessione tra le parole e il disegno non era un arte a cui Manara avesse mai pensato, anzi non era un arte a cui Manara si fosse mai approcciato prima. Siamo agli inizi degli anni Settanta quando comincia la sua carriera da fumettista, con la collana di fumetti erotico-polizieschi Genius. Da qui, ha la possibilità di entrare JOLANDA-ALMAVIVA053in contatto con l’editore Renzo Barbieri, con il quale pubblicherà la serie Jolanda de Almaviva. Jolanada, ispirata all’attrice Senta Berger, è una contessa, rapita dei pirati durante il suo viaggio per incontrare il governatore di Maracaybo, si infatuerà di un pirata. Storie avventurose a sfondo erotico che narrano scorribande di filibustieri in incredibili luoghi esotici, con una bellezza dalla folta chioma corvina per protagonista. Un esordio che la dice lunga sull’artista. Attraverso il conturbante personaggio di Jolanda, la rivista, che rischiava la chiusura, è salva e la matita di Manara inizia a delinearsi, rafforzando la propria identità. Nel 1974, Manara cambia totalmente registro, disegnando per il Corriere dei Ragazzi fumetti di cronaca. Questo gli consentirà di approfondire un rapporto importante con il giornalista Mino Milani, fino alla creazione della serie La parola alla giuria, ideata da Mino Milani e disegnata interamente da Manara, in cui grandi personaggi storici vengono portati di fronte a una giuria. È un periodo di intensa attività per l’artista, che lavora anche sui testi di Alfredo Castelli e Mario Gomboli per Un fascio di bombe fumetto sulla strategia della tensione nelle stragi di Stato.
Con Silverio Pisu, Manara può tornare alle sue splendide donne, ma questa volta, oltre alla immancabile componente erotica, le storie di cui tratta si colorano di umorismo e si impegnano su tematiche a sfondo sociale e politico. Questo è Lo scimmiotto, allegato poi della prestigiosa rivista Linus. Ma la vera svolta nella carriera del Maestro, arriva con Alessio il borghese rivoluzionario, realizzato sempre con Silverio Pisu, segna il suo debutto nel fumetto d’autore, essendo un vero e proprio romanzo illustrato.

Il sodalizio con Hugo Pratt [Lavinia] Nel 1978 Manara scrive una storia, pubblicata per la prima volta in Francia dalla rivista “A SUIVRE”, creando un personaggio che riscuote molto successo: HP e Giuseppe Bergman. HP altro non sono che le iniziali del suo mentore e venerato maestro Hugo Pratt, uno dei più grandi fumettisti di tutti i tempi, che in quest’opera diverrà uno dei protagonisti.
hugoprattÈ l’inizio di un sodalizio: Pratt decide di affidare a Manara i disegni della sua storia, Tutto ricominciò con un’estate indiana, pubblicata sulla rivista Corto Maltese. Una vera e propria opera letteraria, un’avventura intensa ed emozionante, ricca di richiami storici e di citazioni, che narra le vicende dei coloni inglesi e dei pellerossa nel XVII secolo. In queste splendide tavole Manara non si limita ad apportare l’elemento erotico, ma disegna una scenografia minuziosa, degna di un film.
Dal ’91 al ’94 le penne di Manara e Pratt si incrociano di nuovo, producendo El Gaucho, un racconto storico-avventuroso ambientato nell’Argentina dei primi del ‘900. Pubblicato su Il Grifo, avrà una vita piuttosto travagliata.
Appena un anno dopo, Hugo Pratt si spegne a Losanna. Manara raccoglie in eredità i suoi preziosi consigli e un tratto sempre più deciso e riconoscibile.

 

La dolce vita tra Miele, Claudia e Fellini [Alessandra] Arrivano gli anni Ottanta, le giacche con gli spuntoni di pelle e la celeberrima Claudia Cristiani. La rivista Playmen commissiona a Manara un fumetto erotico. Così, arriva Il Gioco, il suo lavoro più famoso. Claudia è Manara_Donneuna donna dell’alta borghesia dagli irrefrenabili istinti sessuali, comandati da una scatola, una specie di telecomando sessuale, che ne reprime o amplifica gli impulsi. Al primo episodio, ne seguiranno altri tre. Nel secondo, compare una ragazza dai capelli color grano e il sorriso malizioso, uno dei personaggi più noti partorito da Milo Manara. La bella Miele, dopo l’apparizione ne Il Gioco 2, sbarca sulla rivista Totem con Il profumo invisibile, ma anche su diversi racconti brevi, inserti, sulla serie di storie Candid Camera. Affronta temi in cui l’erotismo è protagonista e altri in cui il fantascientifico muove i fili della sua splendida figura. Omaggia autori a cui Manara è profondamente legato, come Federico Fellini, da cui trae molta ispirazione, soprattutto grazie a 8 ½.
Era inevitabile, poi, che questi due grandi artisti si incontrassero, perché il loro genio si unisse in un’unica grande opera (o, come è stato, in due grandi opere). Siamo nel 1987, e gli autori danno vita a quelli che saranno definiti come “film mancati” del regista: Viaggio a Tulum e Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet. Lo stesso Fellini, disegnatore fin dall’infanzia, ne dirà: “Il mondo dei fumetti potrà prestare generosamente al cinema le sue scenografie, i suoi personaggi, le sue storie, ma non la sua suggestione più segreta, ineffabile, che è quella della fissità, l’immobilità delle farfalle trafitte da uno spillone”.
Fellini domanderà a Manara di realizzare delle illustrazioni, pubblicate poi sul Corriere della Sera. Manara trasformerà il testo fino a farlo diventare un fumetto incredibile pubblicato da Corto Maltese.  A seguito di Viaggio a Tulum, il rapporto tra i due diviene tanto stretto che Fellini riprenderà tra le mani lo storyboard di quello che è “il film non realizzato più famoso nella storia del cinema” (Vincenzo Mollica) e lo affiderà a Manara, affinché ne realizzi una trasposizione a fumetti, che possa finalmente completare la gestazione dell’opera. Nasce così Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet, edito da Il Grifo.
Molte altre sono state le figure importanti con cui Manara ha potuto esprimere il suo genio creativo, tra le altre grazie al Cristoforo Colombo di Enzo Biagi e a Le feu aux entrailles con Almodòvar.

Lo sbarco in America [Lavinia] Dopo varie collaborazioni europee e principalmente francesi, Manara approda negli States e lo fa in grande: desideriola DC Comics, per l’etichetta Vertigo, gli commissiona il personaggio di Desiderio, uno dei Sette Eterni della fortunata serie a fumetti Sandman di Neil Gaiman. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto dare vita e volto a quest’essere così ambiguo, sia nella sua sessualità che nella sua natura. Lo stesso Gaiman ha dichiarato: “sono molti anni che ammiro le opere fumettistiche di Milo Manara. L’idea che avrebbe disegnato una storia di Desiderio è stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere questo volume.”
Qualche anno dopo la Marvel Comics gli commissiona un albo speciale di X-Men, tutto al femminile, X-Men: ragazze in fuga, in coppia con Chris Clermont.
Tuttavia Manara si sente lontano dai comics americani, quelli dove a farla da padroni sono i supereroi. Il graphic novel europeo è un genere più intellettuale, e anche la tecnica è diversa. Nei fumetti americani c’è troppo spazio per le parole, e troppo poco per i disegni; il formato delle strisce è diverso e i colori sono meno naturali, perché fatti a computer.

Il disegno, sempre e solo il disegno [Alessandra] Forse è proprio per questo che Manara decide di affondare ancora di più le sue radici nella storia del disegno europeo. Realizza il volume Le modelle e i pittori, esplorando il rapporto che si instaura tra gli artisti e le proprie muse, rianimando grandi dipinti, facendoli risplendere di un’identità nuova, fresca, che sussurra Milo ManaraImageGalleryManara da ogni piega di china. Così, comincia ad avvicinarsi al passato, e questo ritorno alle origini continua con la serie a fumetti sulla casata dei Borgia sui testi di Alejandro Jodorowsky. E si consolida nel suo ultimo lavoro. La trasposizione a fumetti della biografia di Caravaggio, Caravaggio – La tavolozza e la Spada (Panini Comics), che analizza il pittore in ogni sfaccettatura della sua vita, dalle donne allo studio. Ma non è per questo prettamente un fumetto storico, il Caravaggio di Manara, per quanto aderente al reale, è uno splendido frutto della sua immaginazione.
L’opera, suddivisa in due volumi, è disponibile nella sua prima parte in due versioni: “Regular” e “Artist Edition”. In questa, tra i contenuti speciali, Manara indirizza direttamente una lettera al pittore: “Maestro Michelangelo Merisi, sono un disegnatore di fumetti. […] Molti anni fa, agli esami di maturità classica, il professore picchiettò con l’indice sulla copertina del libro di storia dell’arte dicendomi: ‘Mi parli di questo’. Sulla copertina c’era la vostra ‘Canestra di frutta’. Beh, feci un figurone, sapevo tutto di voi. Almeno tutto quello che uno studente poteva sapere, a quei tempi”.
Per quanto Manara possa aver trattato, e continui a trattare, tematiche non prettamente legate alla sfera femminile, il disegnatore torna sempre da loro, attratto da quelle figure come le api dal miele. Milo Manara è le sue donne. A conferma di ciò, basti visitare la sua mostra Le Stanze del Desiderio, che ripercorre interamente la sua lunga e meravigliosa carriera.

Ha ricevuto il titolo di Accademico Honoris Causa dall’università di Mantova nel 2009, è magister del Napoli Comicon dal 2008, gestendo mostre ed eventi in Italia e all’estero ed è uno dei più grandi disegnatori italiano da quando ha stretto una matita tra le mani per la prima volta.

di Lavinia Petti e Alessandra Farro

AfficheManara

LE DOMANDE

di Lavinia Petti & Alessandra Farro

  1. Qual è stato il momento in cui Maurilio Manara, studente di architettura a Venezia, è diventato Milo Manara, il disegnatore che tutti noi oggi conosciamo?
  2. Se non fosse diventato Milo Manara, chi sarebbe stato?
  3. Noi sappiamo che il fumetto è un’arte più popolare della pittura, quanto è importante per lei che questo lo avvicini alle masse, alla gente?
  4. Lei è riuscito a esplorare molti generi narrativi grazie al fumetto, qual è quello che sente più aderente alla sua persona?
  5. Lei ha partecipato all’albo speciale X-Men Ragazze in fuga, qual è la differenza tra il fumetto americano e quello europeo, c’è anche una differenza tecnica?
  6. Lei ha collaborato con grandissimi artisti, possiamo elencargliene cinque e lei attribuisce un aggettivo a ognuno di loro: Fellini, Hugo Pratt, Pazienza, Neil Geiman, Almodòvar?

LE INTERVISTE

Musica

Fumetti

Altro nell’iperspazio

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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