Messico e nuvole: il primo incontro con la patria della tequila (e non solo)

 In Viaggi

Tacos e santini in ogni luogo, chilly e raffigurazioni di Frida Kahlo: sono in Messico da 12 giorni e la mia mente è piena di “materiale”. Un caos piacevole che affolla il mio cervello, un po’ meno piacevole è lo scompiglio all’interno del mio stomaco, se avete intenzione di venire in Messico: non fate i gradassi! Qui con il cibo piccante non si scherza.

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Non è la mia prima volta in America latina, ma posso già affermare che il Messico mi sorprende ogni  giorno di più. Il paese è enorme, dunque a ogni chilometri e a ogni regione cambia tutto:  cultura, tradizioni, cibo. L’unica cosa che sembra non cambiare sono i sorrisi diffusi, l’accoglienza disinteressata e la voglia costante di bere del buon mezcal.

Se volete raggiungere il paese dei tacos nella forma più barata/economica, vi consiglio di volare da Madrid a Cancùn. Le tariffe sono super convenienti quasi tutto l’anno, soprattutto  se si viaggia in bassa stagione.

Posso subito affermare che se siete dei viaggiatori a cui non piace il lusso ed il turismo di massa, Cancùn non vi farà impazzire. Acqua cristallina e spiagge mozzafiato, ma dando le spalle al  mare capite che Cancùn è  stata asfaltata in ogni dove,  la natura perde sempre più importanza per dar  spazio ai grandi hotel,  ai palazzoni e grattaceli.

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Così dopo una sola notte sono scappato a Playa del Carmen, che fa parte sempre della regione dello Yucatan.

“Quello che accade a playa resta a playa”: un luogo dove la festa, il tequila (ebbene si, si dice il tequila e non la tequila) e il divertimento la fanno da padrone.

Un luogo che non dorme mai e dove le trasgressioni sono all’ordine del giorno.  Tutto molto divertente ma non vi consiglio di passarci più di 3 giorni. A lungo andare potrebbe stancarvi. Piuttosto quello che vi consiglio sono le spiagge giusto pochi km fuori playa del Carmen, tra tutte Xphua. La tipica spiaggia caraibica, quella che vedete nei film e sognate da bambini. Andateci, non ve ne pentirete!

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Da Playa del Carmen a Tulum mi sono spostato con ADO: e anche in questo caso posso affermare che i trasporti via terra che ho incontrato nei vari paesi sudamericani sono di gran lunga superiori a quelli che abbiamo noi in Italia. La compagnia ADO collega alla perfezione ogni pueblecitos di questo immenso paese.

Tulum è una località  con un fascino decisamente Bohemien. Nonostante ciò anche questo posto vive il forte contrasto tra il selvaggio ed il lusso sfrenato. La spiaggia pubblica dista qualche chilometro dal centro, vale la pena visitarla. Tulum alterna grandi hotel a centri di yoga e meditazione. Artisti di strada che si esibiscono, centri culturali con strutture impressionanti e tanta voglia di “diversità”. Se siete propensi alla spiritualità, alla meditazione e a pratiche che possano riconnettervi con il  vostro spirito, vi  consiglio vivamente il centro  Holistika. Li potrete scegliere il tipo di meditazione/yoga che fa più al vostro caso.

Da Tulum è è obbligatoria la tappa a Bacalar. Una laguna di acqua dolce che alterna sette diverse tonalità di azzurro che si infrange su pezzi di terra composti da sabbia dorata. Una meraviglia di colori e sfumature. Il pueblito di Bacalar è davvero molto tranquillo, ed è perfetto per apprezzare al meglio la bellezza della natura. All’interno della laguna esistono tre cenotes diversi. I cenotes sono piccole grotte di origine calcarea solitamente incastonati nei posti più improbabili.

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Insomma 12 giorni di posti naturali che mi rubano gli occhi, e di sorrisi e sguardi che mi rubano il cuore. Non vi nascondo  che qui in Messico mi innamoro ad ogni angolo di strada.

Attualmente sono in Chiapas a San Cristobal de las casas, per festeggiare il famigerato “dia de los muertos”. Per questo solo per il momento vi abbandono, ma tra qualche giorno sarò nuovamente qui, per raccontarvi questo evento e per spendere due parole su quest’altro luogo incredibile.

Que viva Mexico

Francesco Fusi
Sono nato a Napoli ed anche se odio tanti aspetti della mia città la difendo a spada tratta; laureato in lingue all'Università Orientale di Napoli, dopo tre mesi in giro per l'America latina sono tornato dietro lo schermo di un computer, bramando la prossima esperienza zaino in spalla!! Lo yoga mi salva nei periodi di nevrosi. Il viaggio come medicina dell'anima.
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