Mediterranei – Pedro Cano

 In arte, Attualità, Eventi

La mostra di Pedro Cano, “Mediterranei”, giunge a Napoli un po’ in sordina, e, forse proprio per questo, si è rivelata una piccola perla. Al Museo Archeologico di Napoli, al primo piano in una stanza in fondo all’ala sinistra, si trovano i dipinti di questo acquarellista spagnolo di cui, a meno che non siate appassionati d’arte, non avete sentito parlare poi molto.

Sono nove i temi, nove le città, nove gli squarci di Mediterraneo che vi circonderanno, fra cui la nostra Napoli. Memorie di viaggio che offrono un punto di vista diverso di un Mediterraneo che ci appartiene sempre di meno, alieno divoratore di corpi, così diverso da quel Mare Nostrum dei tempi antichi.

Pedro Cano Cánovas

Pedro Cano, ritratto di Juanjo Martínez Cánovas

Le finestre di Maiorca, i tonni e i polpi di Cartagena che asciugano al sole, i palazzi di Santa Sofia a Istanbul e di Diocleziano a Spalato, la smorfia di Napoli e altro ancora, immagini che rimandano alle tradizioni e alle atmosfere di un mondo che condivide da sempre lo stesso mare; ed in questo consiste il più grande trucco di Cano, perché non c’è mai il mare nei suoi acquerelli, ma, circondati da quelle nove finestre sulla cultura del Mediterraneo, è impossibile non respirarne l’atmosfera, incastonata nella leggerezza e nella semplicità dei suoi acquerelli.

smorfia pedro cano

La smorfia, immagini dal 16 al 30

“Siamo tanti, ma non tantissimi, allora permettetemi di dire qualche parola su questa mostra”, è così che l’artista spagnolo richiama l’attenzione del pubblico, e racconta di quando ha iniziato a dipingere “a 11 anni, dopo un grave lutto”, di come abbia iniziato l’accademia a 14 anni in un modo del tutto imprevisto “nel mio paesino, in Spagna, tanto valeva dire che volevo fare l’astronauta”, e di come, quando sentiva la mancanza della sua terra, fuggisse a Napoli, forse la più spagnola delle città italiane. Poi i viaggi, un terzo dell’anno in Italia, un terzo in Spagna, un terzo in questo Mediterraneo ancora così semplice, ancora così nostro a volerlo ascoltare, a saperlo guardare con occhi diversi.

Spalato Pedro Cano

Spalato, palazzo di Diocleziano

“Raccontare Venezia dopo Turner è stata la sfida più difficile, allora ho voluto concentrarmi sulle paline, i pali che emergono dalla laguna, colorati, misteriosi, legati a chissà quali storie, e persone”. Così, tramite le sue parole e i suoi acquerelli, si snodano le storie dei suoi viaggi: le simmetrie con cui racconta Spalato, i busti siciliani che ricordano le nostre radici antiche, il variegato folklore della smorfia napoletana, sono tutte figlie dello stesso mare, di cui, in realtà, siamo figli tutti, anche se ce ne dimentichiamo troppo spesso.

 

INFORMAZIONI:

 

CONFERENZA STAMPA: 14 gennaio 2015, ore 12.00
INAUGURAZIONE: giovedì 15 GENNAIO 2015, ore 17.00
MOSTRA: Museo Archeologico di Napoli
dal 16 gennaio al 16 febbraio 2015
L’ARTISTA INCONTRA IL PUBBLICO: sabato 17 e domenica 18 gennaio 2015, dalle 11.30 alle 13.30

WORKSHOP di ACQUARELLO: cinque giorni con il maestro Pedro Cano, da mercoledì 21 a domenica 25 gennaio 2015, dalle 9.00 alle 14.00, nelle sale del Museo Archeologico. *** Le iscrizioni sono chiuse ***
Alcuni lavori dei partecipanti saranno esposti giorno per giorno per la durata del workshop da Gino Ramaglia / Artisti in Vetrina, via Broggia, 9.
APERITIVO CON PEDRO CANO e i partecipanti al workshop: Gino Ramaglia – sabato 24 gennaio ore 19.00

A cura di Simonetta Capecchi. Grafica e allestimento di Franco Lancio. Ufficio Stampa: Soprintendenza Beni Archeologici di Napoli. Ornella Falco, Vittorio Melini. Con il sostegno di Fundación Cajamurcia.
Catalogo c/o bookshop del Museo: Giannini Editore
www.fundacionpedrocano.es

Michele Mangini

Michele Mangini

m.m.
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