Mecna – Lungomare Paranoia – Recensione

 In Musica

Avere un fratello quindicenne è un po’ una maledizione, specie se si è costretti a condividerci la camera nel periodo in cui inizia a scoprire a scena hip hop italiana, con una spiccata preferenza per la trap. Roba che più trash non si può. Un’agonia continua nel tentativo di scimmiottare la scena Americana, in un contesto totalmente diverso (e sbagliato) colpevole di appropriazione culturale indebita e ferma a cliché e stereotipi. Tra i vari Sfera Ebbasta con i suoi patetici e ridicoli denti d’oro o Ghali, però, ho trovato un barlume di speranza in Mecna. 

la copertina del disco

la copertina del disco

Corrado Grilli, foggiano classe 1987, è completamente diverso, non è come quei ragazzini che stanno letteralmente infestando la scena contemporanea, basti pensare che il suo ultimo disco, Lungomare Paranoia, è stato pubblicato a sorpresa, senza annunci in pompa magna o chissà che tipo di promozione sui social. 

Il lavoro è esente da trappismi o effetti di ogni tipo, e non risulta come qualcosa di artificioso, nonostante non disdegni l’utilizzo dell’autotune. Mancano anche gli extrabeat, è tutto affidato alla metrica e alla tecnica  e, anzi, canta anche più di quanto rappi.

Possiamo dire che più che un disco hip hop sia quasi un album pop di pregevole fattura, e ascoltando Malibù (la traccia migliore dell’album) non possiamo non rendercene conto. I testi non risultano mai scontati ma nemmeno eccessivamente complessi, parla di sé, ma senza autoreferenzialità, delle sue storie, roba di vita quotidiana insomma, rifuggendo i soliti argomenti cari al genere (donne, soldi e machismo), non rinunciando a frecciatine velate nei confronti di quell’ambiente lì. 

Lungomare Paranoia viaggia su livelli davvero alti, è un prodotto molto maturo e sincero, emotivamente efficace anche grazie a una qualità di scrittura che rende Mecna quasi un cantautore hip hop. La ricercata semplicità del disco spicca davvero in quel marasma che è diventata la musica italiana facendo riacquistare un po’ di fiducia nel mondo (musicale).

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Marinella

Marinella

Un nome singolare ma cognome plurale. Estremamente ostinata e sospettosa, amante degli anni '90 e dei minipony, medaglia d'oro nella maratona di serie tv. David Bowie unico Dio.
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