Marta Vieira da Silva – “Pelé con faldas”

 In Sport, Storie di Sport

Prendete tutti i vostri pregiudizi, i vostri preconcetti e i vostri tabù, chiudeteli con cura in un sarcofago e spediteli, senza ricevuta di ritorno, il più lontano possibile; ecco, questa è Marta Vieira da Silva.

La calciatrice più forte del mondo, un tocco che farebbe invidia a gran parte dei giocatori della nostra Serie A, un sinistro magico e un dribbling che, senza forse, umilierebbero i più rocciosi e insuperabili difensori che per anni avete ammirato nei palcoscenici più blasonati.

marta9_205Marta, nasce e cresce nella polverosa Dois Riachos, Alagoas, dove, tra baracche e orticelli, inizia la sua ammaliante fusione con la bola. Tra le strade però, con i suoi coetanei, impara subito cosa vuol dire essere una femmina in un mondo governato dal sesso maschile. Ma la verità è che Marta è troppo più forte di tutti quei ragazzini che le si parano davanti, quei ragazzini, che non vedono di buon occhio una femmina nel rettangolo di gioco. Veroniche, tunnel, doppi passi, sombreri, elastici, biciclete, c’è chi giura di non essere uscito di casa per giorni…

Un talento così non poteva passare di certo inosservato. Fu infatti l’allenatrice Helena Pacheco a scoprirla per prima e portarla, a soli 14 anni, nella squadra femminile del Vasco da Gama, dopo averla ammirata scherzare con mg-ffc-uikgrtanta facilità i suoi coetanei a ritmo di samba tra le strade di Dois Riachos. Due anni al Vasco e altri due al Santa Cruz, tanto le basta per essere conosciuta in patria, alla tenera età di 18 anni, come “Pelé con faldas” (Pelé con la gonna). Per Marta è giunto il tempo di fare le cose in grande: emigrare in uno stato dove il calcio femminile ha una cultura propria, un vero seguito e strutture adeguate, e non semplicemente un sottoprodotto mal riuscito e bistrattato del calcio maschile.

Nel 2004 approda così all’Umeå IK, in Svezia, qui diventa finalmente protagonista in un palcoscenico che conta, trascinando la sua squadra in campionato ed in Europa, e diventando un icona indiscussa del mondo del calcio. I cinque anni con il club svedese la vedono vincere il titolo di capocannoniere quattro volte su cinque (111 gol in 103 partite!), così come il campionato che, dal secondo anno, per quattro anni consecutivi, è ormai una costante fissa nella bacheca dell’Umeå. In Svezia diventa così un’icona indiscussa, tanto da venirle dedicato addirittura un documentario trasmesso sulla tv di stato, “Marta – Pelés kusin” (Marta – La cugina di Pelé).

image

Non a caso Marta è stata nominata per cinque anni di fila, dal 2006 al 2010, FIFA Women’s World Player of the Year, il riconoscimento individuale più importante che esista a livello calcistico femminile. Durante quegli anni ha letteralmente trascinato anche la Seleçao, fermandosi, però, sempre ad un passo dal traguardo, perdendo in finale sia alle Olimpiadi del 2004 e del 2008, che il Mondiale del 2007, dove però vinse il titolo di miglior giocatrice e di capocannoniere. Con la Nazionale brasiliana detiene, inoltre, il record di gol segnati nella fase finale dei Campionati Mondiali di calcio femminile, con 15 reti.

Argentina's Lionel Messi (L) winner of t

marta-sexta

In tutte le sue seguenti avventure di club in America, Brasile e Svezia, ha sempre lasciato un segno indelebile in campo, nel cuore di tifosi, e nei ricordi degli avversari, incantando con le sue movenze e la sua incredibile velocità. Le difficoltà in tenera età l’hanno trasformata in una giocatrice cinica dal dna brasiliano che, ovviamente, non disdegna una giocata ad effetto, una rabona, un elastico, perché no, continuando a scherzare gli avversari, proprio come faceva con i maschietti da bambina. Memorabile la sua prima avventura al Santos quando, nel periodo di pausa del campionato americano firmò un contratto di tre mesi con il club brasiliano, che, in quel periodo, doveva giocare Copa del Brasile Femminile e Copa Libertadores Femminile, aiutando i biancon12951114493_78579206e7_beri a vincere entrambi i trofei con tre gol durante le due rispettive finali. Basti pensare, inoltre, che negli Usa il suo solo arrivo incrementò del 20% gli spettatori negli stadi e davanti le tv, portando sponsor e investitori al campionato e ai club. La sua capacità mediatica la porta a diventare anche testimonial Unicef, con il volontariato e la beneficenza che sono sempre stati una costante importante della sua carriera.

Nel 2008 è stata invitata da Ronaldo e Zidane in occasione della sesta edizione dell’UNPD Match Against Povery, organizzato a Fez, in Marocco. Prima giocatrice in assoluto a partecipare ad un evento di tale portata mediatica insieme a soli uomini dove, anche in questo caso, ha dimostrato le sue indiscusse qualità e di potersela giocare con tutti, qualunque sia il genere.

1-marta-brasil_0

Questa è Marta Vieira da Silva, eleganza e sfrontatezza, talento e dedizione. Un mix perfetto e incantevole che l’ha resa ambasciatrice di un mondo, come quello del calcio femminile, che, come si è visto negli ultimi anni, può avere ben poco da invidiare a quello maschile. Provate a chiederlo ai suoi vicini di casa a Dois Riachos…

Marco Marani

Marco Marani

Marco Marani, comunemente conosciuto come Nerus Oziantis, è una specie particolare alquanto affascinante. Mentre tutti gli altri esseri umani provengono dalle scimmie, molti studiosi ipotizzano lui discenda dai koala. Nato a Napoli, bivacca e scarabocchia a Firenze, dove è iscritto alla facoltà di giornalismo.
Marco Marani

Latest posts by Marco Marani (see all)

Post suggeriti

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca