“Mamma Quartieri”, il disco solista di Giglio

 In Musica

di Alessandra Farro

Nel mondo esistono due tipi di musicisti: quelli che sono in grado di trasmetterti qualcosa e quelli che, nonostante ci mettano dentro tutto se stessi, proprio non ci riesco. Esistono anche molte sfaccettature dei due idealtipi, quelli che posso sciorinare la lista della spesa e sono in grado di emozionare a ogni grammo di pasta, quelli che non hanno bisogno manco di uno strumento musicale, ma basta un battimani e già sei su Marte, e così via. Tra tutti, comunque, l’esemplare più bizzarro ha una specifica identità d’origine, si tratta del GIGLIO, copertina album MAMMA QUARTIERI ridottanapoletano. Il musicista napoletano, perché non sia capace di suscitare una qualche tipo di emozione, probabilmente non sarà davvero nato e cresciuto a Napoli. Qualsiasi sia il genere, infatti, questa particolare categoria di musicisti è difficilmente priva di sentimenti. Forse deriva dal fatto che Napoli è una città con un cuore più grande del mare che la bagna, ma tant’è. Per cui, non stupisce il fatto che Giglio, nome d’arte di Raffaele Giglio, già frontman dei Gentlemen’s Agreement, abbia prodotto un disco da solista che scombussola lo stomaco e ti fa tornare indietro nel tempo, poi avanti, poi nel mezzo.
Vero è, certo, che non tutti i musicisti napoletani sono dotati della stessa intensità sentimentale. Giglio, insomma, appartiene a quella categoria ancor più rara, poiché non soltanto è napoletano, dunque di per sé predisposto naturalmente a suscitare emozioni, ma possiede anche una spiccata vena emozionale che si mescola alla perfezione con le sue origini e il suo talento a creare una musica profondamente, indissolubilmente, capace di sconquassare lo stomaco di chi l’ascolta.

Il disco, Mamma Quartieri, in uscita in tutta Italia il 15 aprile, è composto da nove tracce rigorosamente in lingua napoletana, che raccontano dei vicoli dei Quartieri, dell’odore del mare, della salsedine che si posa sulle cose, anche a distanza di chilometri, del profumo della città che raccoglie tutte le sue tradizioni e il suo folklore, di figure di cartapesta che, senza occhi, osservano tutto. Ci sono storie di zingari, di mamme e di figli, di femmine vergini e non, di carcerati e di pazzi, quelli autentici che popolano le strade di Napoli. Un album, quello di Giglio, che sembra contagiato da ragnatele e scricchiolii, perché parla di veridicità antiche e care, strette nella coscienza di ogni napoletano. Il respiro degli ascoltatori odora il teatro, la commedia, la tragedia, le atmosfere circensi e la tenerezza che vengono cantante dal giovane autore.

GIGLIO. 15Gli arrangiamenti, firmati da Giglio, così come i testi, eccezion fatta per Figli ‘e Ddio scritta con Antonio Stefanelli dei Le Loup Garou e A loro festa composta con H.E.R., abbracciano con calore e viva passione le note della tradizione napoletana, omaggiando i lavori di uno degli artisti tra i più cari all’autore, Federico Fellini, attraverso le melodie oniriche a ricordo di Nino Rota. “Per me è importantissimo il cinema, forse per questo si sente tanto”, racconta Giglio, spiegando quanto il suo disco sia intriso di letteratura, cinema e teatro e di quanta dedizione egli ci abbia impiegato nella scoperta e nello studio del napoletano, fino a far correggere i suoi testi al poeta e paroliere Salvatore Palomba. Non stupisce, in effetti, la vicinanza con le arti teatrali, considerando il passato teatrante di Raffaele Giglio, attore e musicista nello spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione.

Mamma Quartieri è stato registrato nella meravigliosa cripta della Basilica di San Severo a Capodimonte, all’Apogeo Records, l’etichetta discografica, invece, è la Full Heads“Qui c’è soltanto me stesso. Mi piace tutto di questo disco, di queste nove tracce. Non ho paura di dirlo”, afferma, durante la presentazione alla stampa dell’album da Nennella, per il primo concerto ufficiale, invece, bisognerà aspettare il 16 aprile al Cellar Theory del Vomero.

Qui le date del tour:

giglio tour

Alessandra Farro

Alessandra Farro

Nata a Napoli, il suo secondo romanzo s'intitola "Blue", Ultra Edizioni. Sforna pensieri e dipinge ricordi. È innamorata della musica, dei libri e del buon caffè fin da che ne ha memoria. Ha un problema (oggettivo) col tempo, prova a respirare poca realtà e viaggia sempre con una moka in valigia, spesso senza lasciare la sua camera. Quando la vita la confonde troppo, si mette a testa in giù su un tessuto aereo. Ribelle dal 1991.
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