Mahmood stravince e convince con Gioventù Bruciata

 In Musica

Tre settimane fa si è abbattuto sul nostro suolo natio un asteroide di nome Mahmood che ha sovvertito le gerarchie e cambiato le regole della storia del Festival di Sanremo. Lo sconosciuto ai più, il giovane, l’ultimo arrivato, il ragazzo della periferia, “l’immigrato”, quello con la pelle più scura dell’italianissimo Ultimo (italianissimo anche nella sportività), quello che preferisce non rispondere a domande sulla propria sessualità, trionfa nella manifestazione canora più importante del Belpaese e ribalta i risultati del televoto dello show televisivo cult. Un evento mai successo prima, soprattutto nelle ultime edizioni del concorso che hanno visto vincitori i pompatissimi prodotti dei talent o esponenti della classica espressione canora melodica italiana (ad eccezione di Francesco Gabbani nel 2017).

L’eccezionalità del fenomeno ha scomodato anche i politici del nostro Paese, ormai veri e propri influencer, i quali hanno twittato i propri pareri pro e contro il vincitore di Sanremo senza aver probabilmente mai ascoltato Soldi, il brano vittorioso, o letto la storia di Alessandro Mahmoud, al secolo Mahmood, ragazzo di 26 anni nato e cresciuto, da padre egiziano e madre italiana, nella periferia sud di Milano. Nel periodo in cui imperversano le più disparate teorie sulla questione immigrazione dai territori africani e in cui il Ministro dell’Interno viene indagato per la vicenda nave Diciotti, la vittoria di un ragazzo italiano con cognome egiziano che canta il dolore dell’abbandono del padre diventa strumento di propaganda politica bipartisan, mostrando ancora una volta il livello di superficialità permeante la società a partire dai vertici.

Mamhood ha vinto il Festival della canzone italiana di Sanremo perchè Soldi era uno dei migliori brani in gara, perchè ha sonorità nuove, perchè è bravo, perchè è un animale da palcoscenico e perchè ha avuto il coraggio di mettersi a nudo con una canzone autobiografica che porta al pubblico la rabbia e la sofferenza di un bambino abbandonato.
Solo venerdì scorso è uscito il suo primo album, Gioventù bruciata, che prende il nome dal singolo che lo ha portato a vincere Sanremo Giovani 2018 (assieme ad Einar) appena due mesi fa.

Il disco è un’ottima opera pop (Morocco pop, come definito dallo stesso Mahmood) caratterizzato da un mix esplosivo di arrangiamenti elettronici, r’n’b, melodie e strumenti presi dalla musica araba, melodie tipicamente italiane, arrangiamenti e produzione di gran livello e testi genuini, autobiografici e ben scritti.

Soldi è diventato in breve tempo il singolo italiano più ascoltato di sempre su Spotify, raggiungendo ottimi risultati anche all’estero. Caratterizzata da un alternarsi di arrangiamenti electro e classici e da una melodia che va a memoria rapidamente, questa canzone ha una forte carica emotiva ed un paio di furbi espedienti, il clap-clap nel ritornello e i versi in arabo nello special, la rendono davvero iconica.

Gioventù bruciata e Asia Occidentale sono gli altri due brani più emotional dell’album. Il primo, forse il migliore in assoluto, torna sulla lontananza dal padre, ma è una canzone meno arrabbiata e più malinconica, il ritratto di certi ricordi che come flash tornano alla mente e riportano immagini, colori, profumi vissuti e lontani.

Anni 90, che vede la partecipazione di Fabri Fibra, e Milano Good Vibes sono pezzi estremamente radiofonici e possibili futuri singoli.

Con Gioventù bruciata Mamhood si candida ad essere il fenomeno discografico dell’anno e l’Eurovision ci darà ulteriori informazioni sulle reali potenzialità del ragazzo. L’ascolto dell’album è davvero emozionante e piacevole, vedremo cosa saprà darci nei live col suo tour in partenza a marzo. Le performance a cui abbiamo potuto assistere fino a questo momento danno l’idea di trovarci davanti a un ottimo comunicatore, uno che sembra essere nato per stare su un palco.

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro

Carlo Maria Gallinoro è nato a Napoli nel 1990. Dai 13 la musica diventa il suo secondo sangue, dai 20 la medicina diventa il suo percorso. Suona chitarra e pianoforte. Fotografa spesso la sua città. Capace di perdersi in un bicchier d'acqua, e di affrontare oceani aperti senza paura.
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